Caos sull'Autobrennero, Toninelli manda gli ispettori: "La gestione tornerà tutta pubblica". Ora lo è all'85%
All'indomani dei disagi sull'A22, con gli automobilisti rimasti bloccati per 15 ore, il ministro delle Infrastrutture manda gli ispettori. E annuncia l'intenzione di rinnovare la concessione ad una società totalmente statale. Lupi: "Non sa quel che dice"
ROMA - "Vogliamo vederci chiaro sui disagi che si sono verificati negli ultimi giorni sulla Autostrada del Brennero. È infatti già in corso un'ispezione per verificare che il concessionario sia intervenuto adeguatamente per garantire la sicurezza degli utenti, come prevede la convenzione". Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, il giorno dopo la chiusura di un tratto della A22, in direzione nord tra Chiusa e Vipiteno, a causa della neve. La strada è stata riaperta alle 23 di ieri notte, dopo circa 15 ore durante le quali gli automobilisti sono rimasti incolonnati.
L'annuncio del ministro
Toninelli ricorda che la concessione è scaduta da anni: "Vogliamo rinnovarla con una gestione totalmente pubblica e più conveniente per i territori e per chi viaggia. Nonostante ciò l'attuale concessionario, la cui gestione non si può dire sia stata soddisfacente in questi …
ROMA - "Vogliamo vederci chiaro sui disagi che si sono verificati negli ultimi giorni sulla Autostrada del Brennero. È infatti già in corso un'ispezione per verificare che il concessionario sia intervenuto adeguatamente per garantire la sicurezza degli utenti, come prevede la convenzione". Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, il giorno dopo la chiusura di un tratto della A22, in direzione nord tra Chiusa e Vipiteno, a causa della neve. La strada è stata riaperta alle 23 di ieri notte, dopo circa 15 ore durante le quali gli automobilisti sono rimasti incolonnati.
"Dilettante allo sbaraglio"
"Esterrefatta" per le affermazioni di Toninelli si dice la deputata Fi Michaela Biancofiore: "La società - spiega - è già pubblica, partecipata all'oltre 81% da enti pubblici e la differenza con quella che lui chiama "rivoluzione" pare consti nel concedere semplicemente la concessione a una nuova società al 100% pubblica, ma gestita dagli stessi enti di oggi, che lui dice non sono stati efficienti". "A ogni ignoranza c'è un limite", aggiunge Maurizio Lupi. "L'Autobrennero è già pubblica: Regione, Province autonome e altri enti per l'84,7% della società. Ma è possibile che un settore delicato e strategico come le infrastrutture sia in mano a questo dilettante allo sbaraglio?".
In effetti, l'A22 è pubblica all'84,7%. Proprio in vista del rinnovo della convenzione, la Regione Trentino Alto Adige ha già creato la società Brenner Corritor con la partecipazione delle due province autonome: dovrebbero aggregarsi altri enti territoriali e, probabilmente, alcuni Comuni. Secondo la nuova concessione il pedaggio dovrà rispettare l'efficienza del servizio e gli investimenti reali. Tra gli obiettivi del ministero ridurre i dividendi per la società (nel 2017 33 milioni), portandoli a 2-3 milioni che rimarrebbero sul territorio. Tra i nodi da sciogliere, il principale riguarda gli extraprofitti dell'attuale Autobrennero spa: secondo Toninelli dovrebbero tornare allo Stato perché realizzati negli anni in cui la concessione era già scaduta.
"La gestione interamente pubblica dell'Autobrennero - spiega il presidente della società di gestione dell'A22, Luigi Olivieri - riguarda i futuri spero 16 enti concessionari che firmarono in questo senso un accordo nel 2016. L'A22 del resto - aggiunge - è già per oltre l'80% sotto il controllo del pubblico".
La replica del ministro
"Noto in queste ore molto nervosismo in qualche esponente politico del nordest, e non solo, che sta perdendo le staffe. Stiano tranquilli ed evitino di fare una polemica che si ritorce loro contro, malgrado il solito codazzo di stampa amica. La mia nota di oggi era chiara: si parlava di rinnovo a una concessionaria 'totalmente pubblica', ripeto totalmente, come non lo è Autobrennero spa. E questo è già un risultato non scontato, viste le regole ue. Ma autenticamente pubblico sarà finalmente l'interesse privilegiato con il nuovo schema di concessione, sia in favore dei territori che dei cittadini che viaggiano. Stop infatti all'asfalto elettorale, ai clamorosi e ingiustificati dividendi. Sì a maggiori investimenti su servizi e sicurezza, ma anche a pedaggi più equi per chi viaggia". Le critiche sono nate attorno al fatto che l'A22 è già pubblica all'84,7%. "Chi si è ingrassato con la grande mangiatoia delle autostrade cercherà in tutti i modi di fermarmi, ma vado dritto per la mia strada e rimetterò a posto le cose, con infrastrutture meno care e più sicure", assicura Toninelli.
L'annuncio del ministro
Toninelli ricorda che la concessione è scaduta da anni: "Vogliamo rinnovarla con una gestione totalmente pubblica e più conveniente per i territori e per chi viaggia. Nonostante ciò l'attuale concessionario, la cui gestione non si può dire sia stata soddisfacente in questi giorni, e che in questi anni di proroga ha continuato a godere di ricchi profitti, ha fatto ricorso contro la rivoluzione che stiamo mettendo in atto". Una scelta che il ministro definisce "incomprensibile, a meno che la si legga alla luce del tentativo di continuare a guadagnare con gli enormi dividendi". Ma "noi non ci fermeremo - conclude - siamo convinti della rivoluzione nella gestione delle autostrade che stiamo portando avanti"."Dilettante allo sbaraglio"
"Esterrefatta" per le affermazioni di Toninelli si dice la deputata Fi Michaela Biancofiore: "La società - spiega - è già pubblica, partecipata all'oltre 81% da enti pubblici e la differenza con quella che lui chiama "rivoluzione" pare consti nel concedere semplicemente la concessione a una nuova società al 100% pubblica, ma gestita dagli stessi enti di oggi, che lui dice non sono stati efficienti". "A ogni ignoranza c'è un limite", aggiunge Maurizio Lupi. "L'Autobrennero è già pubblica: Regione, Province autonome e altri enti per l'84,7% della società. Ma è possibile che un settore delicato e strategico come le infrastrutture sia in mano a questo dilettante allo sbaraglio?".
In effetti, l'A22 è pubblica all'84,7%. Proprio in vista del rinnovo della convenzione, la Regione Trentino Alto Adige ha già creato la società Brenner Corritor con la partecipazione delle due province autonome: dovrebbero aggregarsi altri enti territoriali e, probabilmente, alcuni Comuni. Secondo la nuova concessione il pedaggio dovrà rispettare l'efficienza del servizio e gli investimenti reali. Tra gli obiettivi del ministero ridurre i dividendi per la società (nel 2017 33 milioni), portandoli a 2-3 milioni che rimarrebbero sul territorio. Tra i nodi da sciogliere, il principale riguarda gli extraprofitti dell'attuale Autobrennero spa: secondo Toninelli dovrebbero tornare allo Stato perché realizzati negli anni in cui la concessione era già scaduta.
"La gestione interamente pubblica dell'Autobrennero - spiega il presidente della società di gestione dell'A22, Luigi Olivieri - riguarda i futuri spero 16 enti concessionari che firmarono in questo senso un accordo nel 2016. L'A22 del resto - aggiunge - è già per oltre l'80% sotto il controllo del pubblico".
La replica del ministro
"Noto in queste ore molto nervosismo in qualche esponente politico del nordest, e non solo, che sta perdendo le staffe. Stiano tranquilli ed evitino di fare una polemica che si ritorce loro contro, malgrado il solito codazzo di stampa amica. La mia nota di oggi era chiara: si parlava di rinnovo a una concessionaria 'totalmente pubblica', ripeto totalmente, come non lo è Autobrennero spa. E questo è già un risultato non scontato, viste le regole ue. Ma autenticamente pubblico sarà finalmente l'interesse privilegiato con il nuovo schema di concessione, sia in favore dei territori che dei cittadini che viaggiano. Stop infatti all'asfalto elettorale, ai clamorosi e ingiustificati dividendi. Sì a maggiori investimenti su servizi e sicurezza, ma anche a pedaggi più equi per chi viaggia". Le critiche sono nate attorno al fatto che l'A22 è già pubblica all'84,7%. "Chi si è ingrassato con la grande mangiatoia delle autostrade cercherà in tutti i modi di fermarmi, ma vado dritto per la mia strada e rimetterò a posto le cose, con infrastrutture meno care e più sicure", assicura Toninelli.