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Un'illustrazione di Zerocalcare 

Adottano senegalese, insultati dai vicini: “C’è un clima di odio”

Razzismo, scritte nell'ingresso del palazzo doveve abitano a Melegnano. Bakary, 21 anni, è arrivato in Italia dopo un viaggio da incubo. I nuovi genitori denunciano: “Certe frasi dette da ministri generano intolleranza”
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MELEGNANO - "Paura no, non ne abbiamo. Ma preoccupazione sì. È per il clima che c'è in Italia, dove ormai viene fomentato l'odio contro gli immigrati, e il risultato è questo". Angela Bedoni, 59 anni, prende una pausa tra la fine delle lezioni alla primaria di Melegnano e l'ingresso in mensa con i suoi alunni. E non esita nel denunciare che le scritte comparse sul muro di casa ("Pagate per questi neri di merda" e "Italiani=merda") sono un atto di "razzismo figlio di politiche come il decreto sicurezza che ha scatenato la caccia agli immigrati".

Lunedì mattina, tornando dal lavoro, lei e il marito Paolo Pozzi, 60 anni, educatore del Serd a Rozzano, hanno trovato le scritte, fatte con un pennarello nero, nell'androne della casa del quartiere Borgo, con una freccia a indicare il loro appartamento. Il bersaglio è il figlio Bakary Dandio, senegalese, 21 anni, che la coppia ha ufficialmente ad…
MELEGNANO - "Paura no, non ne abbiamo. Ma preoccupazione sì. È per il clima che c'è in Italia, dove ormai viene fomentato l'odio contro gli immigrati, e il risultato è questo". Angela Bedoni, 59 anni, prende una pausa tra la fine delle lezioni alla primaria di Melegnano e l'ingresso in mensa con i suoi alunni. E non esita nel denunciare che le scritte comparse sul muro di casa ("Pagate per questi neri di merda" e "Italiani=merda") sono un atto di "razzismo figlio di politiche come il decreto sicurezza che ha scatenato la caccia agli immigrati".

Lunedì mattina, tornando dal lavoro, lei e il marito Paolo Pozzi, 60 anni, educatore del Serd a Rozzano, hanno trovato le scritte, fatte con un pennarello nero, nell'androne della casa del quartiere Borgo, con una freccia a indicare il loro appartamento. Il bersaglio è il figlio Bakary Dandio, senegalese, 21 anni, che la coppia ha ufficialmente adottato il 3 ottobre, ma che vive con loro da due anni. "Facevamo volontariato nel centro di accoglienza di San Zenone al Lambro - racconta Angela Bedoni - e l'abbiamo conosciuto lì". La storia di Bakary è il solito concentrato di povertà e orrore: fuga dal Senegal, l'inferno dei campi in Libia, la traversata in barcone fino a Lampedusa nel 2016, l'approdo al Nord con la protezione umanitaria. "Perché è scappato? Aveva i suoi motivi. Noi l'abbiamo incontrato che era un orfano, non aveva niente, negli Sprar di zona non c'era posto, abbiamo chiesto a nostro figlio Lorenzo, 27 anni, se era d'accordo, e lo era, e lo abbiamo preso con noi, così semplicemente". I due genitori vengono dalla perdita di un'altra figlia, Lucia, uccisa a 17 anni la sera di Natale del 2004 da una Porsche Cayenne nel centro di Melegnano guidata da un 32enne in stato di ebbrezza. Un dramma a cui hanno reagito creando il "Comitato vivere meglio la città", e condiviso il ricordo di Lucia, guida dell'Agesci, con tutta la cittadina.

"Chi è stato a fare quelle scritte? Non ho proprio idea. Tra l'altro non capisco il riferimento ai soldi perché non abbiamo avuto alcun contributo pubblico. E nemmeno mi spiego il nesso tra le due frasi - risponde il padre, Polo Pozzi - Bakary qui ha avuto tutti contatti molto positivi con associazioni e persone. Fa atletica ed è amatissimo da genitori, allenatori, bambini". Con l'Atletica Melegnano ha vinto l'oro nel 2017 e nel 2018 del campionato nazionale di categoria Csi nei 400 e negli 800 piani. "È magrolino ma forte - aggiunge la mamma - e soprattutto è rimasto un ragazzo timido, schivo, non gli piace mettersi in mostra". Imparato l'italiano con i corsi del centro di accoglienza, adesso sta prendendo il diploma di terza media. Studio e sport. "Esce con gli amici del fratello, fa una vita normale, qui a Melegnano le cose vanno bene, è la situazione nazionale quella preoccupante - ribadisce il padre - Sta montando un clima di intolleranza che permette di dire e fare cose che una volta non erano consentite. Del resto se accendendo il Tg1 si sentono ministri esprimere certi concetti, poi chiunque si sente in diritto di fare lo stesso. Lo fanno i politici, lo faccio anch'io".

La famiglia ha presentato una denuncia ai carabinieri, anche se di telecamere in zona non ce ne sono, e non è ancora chiaro l'orario in cui le scritte sono state fatte. Sindaco, Anpi (cui i genitori sono iscritti), associazioni, Pd hanno dato la loro solidarietà a Bakary e alla famiglia.
"È rimasto tranquillissimo quando ha saputo - rivela il papà - Gli abbiamo consigliato di non reagire se qualcuno cercherà di provocarlo".
"Spero che un episodio come questo serva a fare un passo avanti culturale, a far riflettere chi compie questi gesti - conclude la mamma - a me piace la Costituzione, la insegno ai miei alunni. Contiene i valori di tutti, che tutti dovrebbero rispettare".