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 La marcia per il clima a Milano (agf)

L'onda dei ragazzi invade le piazze: "Ultima occasione per salvare la Terra"

"Siamo un milione". Il grido da Milano a Napoli, da Torino a Roma. Le voci dalla marcia: "Non mi piace l'inquinamento, devo sempre tapparmi il naso" (Mia, 6 anni)
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Da via Dante avanza minaccioso uno spezzone di corteo. Sono arrabbiati, urlano "se non cambierete/ve ne pentirete". Chi siete? "Setti Carraro, medie". Medie inferiori, avranno 12 anni, e chi aveva mai visto dei bambini protagonisti di una manifestazione, questo gruppone poi aveva una enorme barella con su il mappamondo ed erano tutti vestiti da medici, alcuni con il camice che strisciava per terra. Bambinate, dirà qualcuno. Ma questi ragazzini, a Milano e nel resto d'Italia e nel mondo, sono molto molto seri. Uno dice "comodo eh, ci lasciate un mondo che fa schifo. E noi?" e se ne va urlando, persino ignorando la vetrina dei gelati. Poi si corre tutti - comprese le prof sudate - a raggiungere il resto della manifestazione, che già punta verso il Duomo e la gloria, perché se anche non erano 100mila, come dicono loro, saranno stati 50mila in piazza e gli altri sparpagliati tra la Scala e la Galleria, un trionfo visto che si aspettav…
Da via Dante avanza minaccioso uno spezzone di corteo. Sono arrabbiati, urlano "se non cambierete/ve ne pentirete". Chi siete? "Setti Carraro, medie". Medie inferiori, avranno 12 anni, e chi aveva mai visto dei bambini protagonisti di una manifestazione, questo gruppone poi aveva una enorme barella con su il mappamondo ed erano tutti vestiti da medici, alcuni con il camice che strisciava per terra. Bambinate, dirà qualcuno. Ma questi ragazzini, a Milano e nel resto d'Italia e nel mondo, sono molto molto seri. Uno dice "comodo eh, ci lasciate un mondo che fa schifo. E noi?" e se ne va urlando, persino ignorando la vetrina dei gelati. Poi si corre tutti - comprese le prof sudate - a raggiungere il resto della manifestazione, che già punta verso il Duomo e la gloria, perché se anche non erano 100mila, come dicono loro, saranno stati 50mila in piazza e gli altri sparpagliati tra la Scala e la Galleria, un trionfo visto che si aspettavano 10mila. "Milano numero uno!", strilla una ragazza con i capelli verdi, e con il resto d'Italia un milione, più gli altri milioni nel mondo, come negare che sia stato un successo questo Fridays for Future? 

Tamburi di guerra risuonano già in piazza Cairoli, alla fine si capisce che i tamburi sono solo tre però fanno un bel casino, non c'è manco un megafono quindi un ragazzo molto alto si sbraccia per dire "state tutti dietro lo striscione", ma la voglia di partire è grande, la testa del corteo si raduna sotto la statua di Garibaldi ma la folla già arriva al Castello e deborda, e infine si parte in tromba verso via Cusani, ci si dipinge la faccia con due ditate di verde, come gli Apache, quindi si parte, eh? Eh no, perché da via Cusani arriva un altro corteo più organizzato, sono la Manzoni e il Locatelli, saltano in sincrono e battono le mani, e che fare? Si capisce che nessuno ha esperienza di cortei ma chi se ne importa, è solo un problema di traffico, "ci vorrebbe un servizio d'ordine", dice un esperto che fuma all'angolo, "ai miei tempi...". 
 Il corteo a Napoli (siano)

Milano ha visto tanti cortei, da piazza Fontana in avanti, con morti e feriti, caroselli di camionette, vetrine spaccate e bombe di vernice, fumogeni, cariche, caschi, pistole, insulti feroci, ha visto gioiosi Pride e i 250mila di People, solo due settimane fa, non ne aveva mai vista una così, con per lo più minorenni di faccia truce, che spiegano le loro ragioni e rivendicano un futuro con cartelli quasi tutti in inglese "perché tutto il mondo ci deve sentire", anche Trump, raffigurato mentre sta per essere divorato da una pianta carnivora. 

"Tanti giovani ricordano a tutti e chiedono a tutti e soprattutto alle istituzioni di agire per difendere il clima e l'ambiente sulla Terra", ha detto ieri il presidente Mattarella, e la Terra è qui variamente rappresentata ma sempre in agonia, lo sanno persino i bambini e infatti Mia, 6 anni, seconda elementare, che sfila assieme alla mamma Chiara, dichiara: "In giardino c'è tanto smog. Noi bambini non vogliamo tapparci il naso". Un pensiero semplice e cristallino, la "giustizia climatica" che viene invocata nelle strade del centro ha un senso così grande e facile da capire, "ma voi vecchi non avete fatto niente per cambiare le cose", quindi noi vecchi, chiunque abbia più di 30 anni, è miseramente colpevole. 
 Gli studenti in piazza a Genova (bussalino)

In via Ponte Vetero Alessandro Guanziroli, 19 anni, spiega di aver imparato all'Istituto agrario di Limbiate "l'impatto degli allevamenti intensivi. E poi, vogliamo parlare degli animali, considerati dalla legge come beni mobili e non esseri senzienti?". Una voce di ragazza - hanno trovato un megafono - grida contro "le azioni inquinanti/delle multinazionali inquinanti". Si scandisce anche un allegro e ripetuto "Salvini vaff...", ma il disprezzo è per tutto il governo, e anche per il Pd. Emma B. 19 anni, primo anno di Filosofia in Statale, dice che "più siamo, più quelli lassù ci sentiranno", e indica in alto, veramente in quel punto c'è la grande insegna Ray-Ban, ma il concetto è chiaro a tutti. Urla di indiani arrabbiati all'ingresso della piazza, la destinazione era piazza Scala ma non ci si sta tutti quindi avanti. Sofien, impiegato di 22 anni: "Voi adulti non avete una visione a lungo termine come noi". Sara Manfredini, vent'anni, veterinaria: "Noi ci attiviamo perché le cose cambino adesso". E che dicono i tuoi genitori? "Sono orgogliosi di tutti noi". Alessandra Benedetti, 58 anni: "Ho visto la Greta in televisione, quella scuote tutti i vecchiacci del mondo. Hanno ragione loro, io ad esempio non uso più le cose di plastica, mai più". 
 La marcia a Roma 

In piazza si fa un grande sit-in che scaccia piccioni turisti e ultimi tifosi dell'Eintracht, Nina e altre amiche-compagne dell'artistico Boccioni spiega che "stamattina è entrata la vicepreside in classe e ci ha detto: "fuori, tutti in manifestazione", perché anche lei capisce che il mondo sta andando in fumo". E Mariella Viganò, 66 anni, è contenta perché "qui c'è una bella massa d'urto". Lei manifestava, ai tempi? "Certo, e questi mi ricordano certi momenti propositivi, come eravamo determinati...", e quasi viene travolta da belle ragazze con i fiori nei capelli, di corsa, "avete avuto 50 anni per cambiare e non l'avete fatto", e "bruciare petrolio e gas e un crimine!", gli slogan rimbalzano sulle teste, chi un tempo ha manifestato contro le centrali nucleari oggi ha i capelli bianchi, altro che fiori, e qualche senso di colpa, se oggi nessuno di questi nemmeno sa che c'era un movimento ecologista, e Luca, 18 anni, liceo Beccaria, dice "me l'ha detto mia mamma, cercherò su Google".