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Una manifestazione femminista a Roma  

“Sì alla famiglia ma anche ai diritti”: ecco la piazza dell’altra Verona

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Dalla Cgil a Libera, dall’Arcigay alle femministe: domani sfilano i contestatori del convegno dell’ultradestra
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VERONA - I colori sono quelli delle bandiere Arcobaleno e lo slogan è allegro, quasi scanzonato: "Verona, arriva la libertà". La "libertà" è un fiume in piena di centinaia di associazioni che stanno partendo da ogni parte d'Italia, per approdare, domani pomeriggio, al grande corteo contro il "World Congress of Families", summit integralista organizzato dai pro-life italiani con la benedizione della Lega, che si apre oggi nel palazzo della "Gran Guardia", cuore della città scaligera. Una mobilitazione lanciata dalla rete "Non una di meno", sotto la bandiera di "Verona, città transfemminista", tre giorni di contro-convegni, cortei, flash mob, seminari, per boicottare, dicono, "un raduno oscurantista di associazioni di destra estrema e movimenti per la vita, che hanno fatto della lotta contro i diritti delle donne e delle associazioni Lgbt la loro ragione di esistenza".

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VERONA - I colori sono quelli delle bandiere Arcobaleno e lo slogan è allegro, quasi scanzonato: "Verona, arriva la libertà". La "libertà" è un fiume in piena di centinaia di associazioni che stanno partendo da ogni parte d'Italia, per approdare, domani pomeriggio, al grande corteo contro il "World Congress of Families", summit integralista organizzato dai pro-life italiani con la benedizione della Lega, che si apre oggi nel palazzo della "Gran Guardia", cuore della città scaligera. Una mobilitazione lanciata dalla rete "Non una di meno", sotto la bandiera di "Verona, città transfemminista", tre giorni di contro-convegni, cortei, flash mob, seminari, per boicottare, dicono, "un raduno oscurantista di associazioni di destra estrema e movimenti per la vita, che hanno fatto della lotta contro i diritti delle donne e delle associazioni Lgbt la loro ragione di esistenza".

In realtà al corteo di domani pomeriggio, ci saranno organizzazioni diverse e trasversali, dalla Cgil con Susanna Camusso e Maurizio Landini a Libera di don Ciotti, dall'Arcigay all'Arci, dai partigiani dell'Anpi a tutte le sigle del femminismo italiano, dall'Udi a Differenza Donna a Se Non Ora Quando, dalle attiviste e attivisti della Laiga, la lega per la difesa della legge 194 ai Radicali, dalle Famiglie Arcobaleno al Pd, da Articolo1 alle Mamme per la Pelle. Ma anche gli scout del Cngei, i collettivi universitari, i centri sociali in arrivo da tutto il Nord Est, Amnesty International che in una nota afferma, "il congresso mondiale delle famiglie è un evento ostile ai diritti umani".
E la marcia delle associazioni, simile nella trasversalità di sigle al corteo antirazzista "People" del 2 marzo scorso a Milano, con oltre 30mila persone attese, potrebbe quasi oscurare il raduno sovranista delle destre radicali. Proprio nel giorno clou, quando a Verona arriveranno in forze Matteo Salvini e i ministri della Lega, Marco Bussetti e Lorenzo Fontana, per una tavola rotonda insieme agli organizzatori del convegno, gli ultrà cattolici Massimo Gandolfini (fondatore del Family Day), Jacopo Coghe di Generazione Famiglia e Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia. "La Cgil sarà in piazza insieme ai tanti che contestano quella manifestazione - avverte Maurizio Landini - per affermare un'idea di famiglia fondata sulla libertà e sul riconoscimento dei diritti civili di tutte le persone, uomini e donne". Ma "l'altra Verona" non manifesterà soltanto con il corteo di "Non una di meno". Una rete di associazioni internazionali, tra cui "Rebel Network" (Rete femminista per i diritti), l'Ippfen, cioè International Planned Parenthood Federation European Network, hanno organizzato per la mattina del 30 marzo, un contro convegno sulla famiglia dal nome "Italia Laica, Verona Libera". Attiviste e attivisti, studiose e studiosi si confronteranno sulle "strategie dei movimenti fondamentalisti in Italia, Polonia Croazia, Europa, Stati Uniti e America Latina". L'altra Verona, insomma.

Perché il disegno sovranista che mira a smantellare, fondamentalmente, le leggi sull'aborto e i diritti degli omosessuali, è internazionale. Il congresso di Verona è infatti la filiazione di un network mondiale ultraconservatore, finanziato, com'è ormai noto, da oligarchi legati alla chiesa russa e associazioni americane di estrema destra, il cui obiettivo dichiarato è "il ripristino della famiglia naturale". (Il legame del World Congress of Families con i gruppi neofascisti italiani, è stato testimoniato proprio ieri dall'annuncio del leader di Forza Nuova Roberto Fiore, che ha confermato la sua presenza sia al summit). Ragiona, pacatamente, Marilena Grassadonia, leader delle Famiglie Arcobaleno: "È vero, noi omosessuali e i nostri bimbi siamo sotto attacco, ma insieme ad altre migliaia di famiglie, etero, single, adottive che non si riconoscono in questo modello patriarcale e repressivo, dove i diritti e l'autodeterminazione delle donne vengono calpestati. Domani a Verona saremo in tanti, ma la nostra giornata comincerà con una lettura pubblica dedicata ai bambini. Leggeremo "Piccolo Uovo", una fiaba che racconta, appunto, i tanti tipi di famiglia che esistono nella nostra società".