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(agf)

Adozioni in crisi, scontro Lega-5S Spadafora: da Fontana nulla di fatto

La Lega rilancia: commissione d’inchiesta sulle case famiglia e pratiche più veloci. L’allarme degli enti
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VERONA. Quanti sono davvero i bambini nelle case famiglia? Quante sono le coppie in attesa di un’adozione, nazionale o internazionale? E perché i tempi per diventare genitori di un bambino senza famiglia sono così lunghi? Ci sono queste domande, vere, dietro lo scontro (tutto politico invece) tra il ministro dell’Interno Salvini, il presidente del Consiglio Conte, il vicepremier Di Maio e il sottosegretario Spadafora.
Una polemica esplosa a Verona, al congresso delle famiglie che si è chiuso ieri, quando Salvini, dopo aver (erroneamente) affermato che in Italia ci sono 30mila coppie in attesa di adozione, si è rivolto a Spadafora dicendogli di non pensare solo all’evento per le Famiglie Arcobaleno (annunciato dal sottosegretario) ma di «velocizzare le adozioni». Peccato però che le deleghe sulle adozioni non siano di Spadafora, ma del ministro leghista per la Famiglia, Lorenzo Fontana.
VERONA. Quanti sono davvero i bambini nelle case famiglia? Quante sono le coppie in attesa di un’adozione, nazionale o internazionale? E perché i tempi per diventare genitori di un bambino senza famiglia sono così lunghi? Ci sono queste domande, vere, dietro lo scontro (tutto politico invece) tra il ministro dell’Interno Salvini, il presidente del Consiglio Conte, il vicepremier Di Maio e il sottosegretario Spadafora.
Una polemica esplosa a Verona, al congresso delle famiglie che si è chiuso ieri, quando Salvini, dopo aver (erroneamente) affermato che in Italia ci sono 30mila coppie in attesa di adozione, si è rivolto a Spadafora dicendogli di non pensare solo all’evento per le Famiglie Arcobaleno (annunciato dal sottosegretario) ma di «velocizzare le adozioni». Peccato però che le deleghe sulle adozioni non siano di Spadafora, ma del ministro leghista per la Famiglia, Lorenzo Fontana.


Di qui un botta e risposta rovente tra i 5Stelle e Salvini, accusato di polemizzare senza conoscere nemmeno i compiti dei suoi ministri. Un caos acuito dalla notizia, poi smentita, che Fontana, in disaccordo su alcune nomine alla Cai, la Commissione adozioni internazionali, di cui è presidente il premier Conte, avrebbe deciso di rimettere le sue deleghe. Tanto che Conte stesso ha invitato i ministri «a studiare prima di parlare». Un vero pasticcio, definito da Spadafora un «autogol per la Lega», soprattutto perché, al di là dei proclami, da parte del pro-life Fontana «di aperture di asili nido o di sostegno alle madri per ora non c’è traccia».

Oggi comunque la Lega presenterà un disegno di legge «per istituire una commissione d’inchiesta sulle case famiglia e velocizzare le procedure sulle adozioni». Ma quello che emerge è da un lato l’ignoranza generalizzata su temi delicatissimi, come infatti sottolineano il Ciai e il Cifa, enti storici per le adozioni internazionali, dall’altro la fotografia di un mondo in forte crisi. Dice Paola Strocchio del Cifa: «Al di là delle polemiche, chiediamo che qualcuno si prenda davvero a cuore le adozioni, i bambini e i loro diritti». Mentre Paola Crestani del Ciai ribadisce che lo scontro politico mostra la vera debolezza del sistema: avere «due referenti diversi per le adozioni nazionali e internazionali». Intanto i numeri: nel 2018 i bambini adottati dall’estero sono stati 1.394, a fronte di 3.400 domande. I piccoli italiani adottati sono stati nel 2016, ultimo dato disponibile, circa 900, a fronte di oltre 8mila domande.

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