ROMA - In cinque città italiane, domani, sarà sciopero dei tassisti. Sei sigle sindacali - Usb taxi, Orsa, Uti, Fast, Confai, Cgil - hanno deciso di mantenere la giornata di blocco del servizio prevista dalle 8 alle 22 e che prevede il fermo del servizio a Torino, Genova, Firenze, Roma e Napoli. Dallo sciopero si è sfilato l'Uri e a Milano i tassisti si limiteranno a un'assemblea sindacale.
La scelta dello strike è arrivata per il doppio forfait di governo: prima del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli (Cinque Stelle), e quindi del sottosegretario Edoardo Rixi (Lega). "Volevamo discutere aspetti legati all'abusivismo nel trasporto pubblico non di linea", spiegano i rappresentanti dell'Usb, "invece siamo stati ricevuti da una dirigente del ministero. Le questioni sul tavolo sono politiche e serve un politico agli incontri". Il coordinamento nazionale di Unica Cgil aggiunge: "Di fronte alla mancanza di senso di responsabilità del ministro Toninelli e all'ennesima dimostrazione di un governo diviso che non decide e nel quale la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra non possiamo che mantenere lo sciopero del 3 aprile".
I sindacati sostengono che il governo non abbia proprie proposte e la sua assenza favorisce il proliferare "delle varie forme di abusivismo e di uso improprio delle autorizzazioni, la deregolamentazione e la disarticolazione del servizio pubblico". Si torna allo scontro delle ultime stagioni con Uber, il taxi privato: "Questo governo o sta con i lavoratori tassisti o con coloro che vogliono imporre una nuova forma di caporalato con l'uso improprio delle nuove tecnologie. Non faremo la fine dei riders".
In concomitanza con il blocco di domani i noleggiatori con conducente (Ncc) hanno scritto ai sindaci di sei città offrendo corse gratis ai cittadini. Scrive Fai trasporto: "E' inaccettabile che i tassisti facciano sciopero contro una legge che hanno scritto loro e che mantiene intatti i loro anacronistici privilegi, punisce gli Ncc e ci pone così tanti ostacoli che molte delle nostre imprese saranno costrette a chiudere".
La scelta dello strike è arrivata per il doppio forfait di governo: prima del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli (Cinque Stelle), e quindi del sottosegretario Edoardo Rixi (Lega). "Volevamo discutere aspetti legati all'abusivismo nel trasporto pubblico non di linea", spiegano i rappresentanti dell'Usb, "invece siamo stati ricevuti da una dirigente del ministero. Le questioni sul tavolo sono politiche e serve un politico agli incontri". Il coordinamento nazionale di Unica Cgil aggiunge: "Di fronte alla mancanza di senso di responsabilità del ministro Toninelli e all'ennesima dimostrazione di un governo diviso che non decide e nel quale la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra non possiamo che mantenere lo sciopero del 3 aprile".
I sindacati sostengono che il governo non abbia proprie proposte e la sua assenza favorisce il proliferare "delle varie forme di abusivismo e di uso improprio delle autorizzazioni, la deregolamentazione e la disarticolazione del servizio pubblico". Si torna allo scontro delle ultime stagioni con Uber, il taxi privato: "Questo governo o sta con i lavoratori tassisti o con coloro che vogliono imporre una nuova forma di caporalato con l'uso improprio delle nuove tecnologie. Non faremo la fine dei riders".
In concomitanza con il blocco di domani i noleggiatori con conducente (Ncc) hanno scritto ai sindaci di sei città offrendo corse gratis ai cittadini. Scrive Fai trasporto: "E' inaccettabile che i tassisti facciano sciopero contro una legge che hanno scritto loro e che mantiene intatti i loro anacronistici privilegi, punisce gli Ncc e ci pone così tanti ostacoli che molte delle nostre imprese saranno costrette a chiudere".