Sul trenino del gusto alla scoperta di antichi sapori
Luigi Gaetani , di LUIGI GAETANIIl 26 maggio, sulla linea Sulmona-Isernia (detta Transiberiana d'Abruzzo), uno speciale itinerario a bordo del convoglio storico: a ogni tappa si assaggeranno i prodotti abruzzesi selezionati da Slow Food
Non ci saranno cristallerie tintinnanti e piatti di haute cuisine francese come quelli serviti a bordo del leggendario vagone ristorante dell'Orient Express, ma di certo nessuno ne sentirà la mancanza. Ci sarà, invece, il meglio della gastronomia abruzzese, perché non è sulla tratta Parigi-Costantinopoli ma sulla Sulmona-Isernia che si rinnova l'intramontabile connubio tra gusto e strade ferrate.
Succede grazie al Treno dei Presìdi, l'iniziativa promossa da Slow Food Abruzzo-Molise con l'associazione Le Rotaie, in collaborazione con la Fondazione FS Italiane. Anche quest'anno – dopo il successo delle passate edizioni, con i biglietti esauriti con molti giorni d'anticipo – il 26 maggio un convoglio di carrozze “centoporte” degli anni Trenta (chiamate in questo modo perché sulla fiancata hanno un'uscita per ogni scompartimento), partirà per un itinerario storico, paesaggistico e g…
Succede grazie al Treno dei Presìdi, l'iniziativa promossa da Slow Food Abruzzo-Molise con l'associazione Le Rotaie, in collaborazione con la Fondazione FS Italiane. Anche quest'anno – dopo il successo delle passate edizioni, con i biglietti esauriti con molti giorni d'anticipo – il 26 maggio un convoglio di carrozze “centoporte” degli anni Trenta (chiamate in questo modo perché sulla fiancata hanno un'uscita per ogni scompartimento), partirà per un itinerario storico, paesaggistico e g…
Non ci saranno cristallerie tintinnanti e piatti di haute cuisine francese come quelli serviti a bordo del leggendario vagone ristorante dell'Orient Express, ma di certo nessuno ne sentirà la mancanza. Ci sarà, invece, il meglio della gastronomia abruzzese, perché non è sulla tratta Parigi-Costantinopoli ma sulla Sulmona-Isernia che si rinnova l'intramontabile connubio tra gusto e strade ferrate.
Succede grazie al Treno dei Presìdi, l'iniziativa promossa da Slow Food Abruzzo-Molise con l'associazione Le Rotaie, in collaborazione con la Fondazione FS Italiane. Anche quest'anno – dopo il successo delle passate edizioni, con i biglietti esauriti con molti giorni d'anticipo – il 26 maggio un convoglio di carrozze “centoporte” degli anni Trenta (chiamate in questo modo perché sulla fiancata hanno un'uscita per ogni scompartimento), partirà per un itinerario storico, paesaggistico e gastronomico di una giornata, dalla città dei confetti fino a Roccaraso, andata e ritorno.
L'idea è semplice: unire una filosofia del cibo sostenibile e rispettoso delle specificità locali con un'idea di turismo altrettanto a misura d'uomo e di territorio. Per far questo Slow Food ha scelto una delle ferrovie storiche più spettacolari del Paese, la cosiddetta “Transiberiana d'Italia”, così ribattezzata perché attraversa gli altipiani maggiori d'Abruzzo, che in inverno, sferzati da bufere di neve, ricordano le distese dell'Asia settentrionale. Vero capolavoro di ingegneria ottocentesca, la linea – poco meno di 130 chilometri che si inerpicano fino a 1268 metri di quota, tra foreste e gole – è stata chiusa nel 2011, dopo più di un secolo di servizio, per essere ripristinata a scopi turistici tre anni dopo. Oggi è visitata da più di 20 mila persone all'anno.
Quattro le tappe del viaggio, ognuna delle quali consacrata ad assaggi di alcuni dei 17 Presìdi regionali. Si inizia con la stazione di Palena, dove oltre a salumi e formaggi si potrà provare l'olio ottenuto da olive della varietà “Intosso”, tipica della fascia pedemontana della Maiella. Ad attendere i viaggiatori a Roccaraso, tra l'altro, ci saranno il pecorino Canestrato di Castel del Monte, la classica salsiccia di fegato aquilana e la mortadella di Campotosto – più prosaicamente chiamata “coglioni di mulo” – inconfondibile grazie al cuore di lardo, ormai preparata secondo tradizione da soli due produttori.
Terza sosta a Campo di Giove per il pranzo: tra le opzioni, da non perdere gli gnocchetti di grano Solina, antichissimo frumento tenero, coltivato da secoli sul versante aquilano perché molto resistente al gelo, conditi con verza e fagioli di Paganica. Ultima fermata prima del ritorno a Sulmona, il borgo di Pettorano sul Gizio, dove chiudere in dolcezza con una ferratella ai mieli dell'appennino aquilano.
Appena dieci ore e una manciata di chilometri per “assaggiare” un'intera regione, piccola ma che racchiude una grandissima ricchezza naturale, storica e gastronomica, dalle vette del Gran Sasso alle coste adriatiche. Altro che Orient Express.
Succede grazie al Treno dei Presìdi, l'iniziativa promossa da Slow Food Abruzzo-Molise con l'associazione Le Rotaie, in collaborazione con la Fondazione FS Italiane. Anche quest'anno – dopo il successo delle passate edizioni, con i biglietti esauriti con molti giorni d'anticipo – il 26 maggio un convoglio di carrozze “centoporte” degli anni Trenta (chiamate in questo modo perché sulla fiancata hanno un'uscita per ogni scompartimento), partirà per un itinerario storico, paesaggistico e gastronomico di una giornata, dalla città dei confetti fino a Roccaraso, andata e ritorno.
L'idea è semplice: unire una filosofia del cibo sostenibile e rispettoso delle specificità locali con un'idea di turismo altrettanto a misura d'uomo e di territorio. Per far questo Slow Food ha scelto una delle ferrovie storiche più spettacolari del Paese, la cosiddetta “Transiberiana d'Italia”, così ribattezzata perché attraversa gli altipiani maggiori d'Abruzzo, che in inverno, sferzati da bufere di neve, ricordano le distese dell'Asia settentrionale. Vero capolavoro di ingegneria ottocentesca, la linea – poco meno di 130 chilometri che si inerpicano fino a 1268 metri di quota, tra foreste e gole – è stata chiusa nel 2011, dopo più di un secolo di servizio, per essere ripristinata a scopi turistici tre anni dopo. Oggi è visitata da più di 20 mila persone all'anno.
Quattro le tappe del viaggio, ognuna delle quali consacrata ad assaggi di alcuni dei 17 Presìdi regionali. Si inizia con la stazione di Palena, dove oltre a salumi e formaggi si potrà provare l'olio ottenuto da olive della varietà “Intosso”, tipica della fascia pedemontana della Maiella. Ad attendere i viaggiatori a Roccaraso, tra l'altro, ci saranno il pecorino Canestrato di Castel del Monte, la classica salsiccia di fegato aquilana e la mortadella di Campotosto – più prosaicamente chiamata “coglioni di mulo” – inconfondibile grazie al cuore di lardo, ormai preparata secondo tradizione da soli due produttori.
Terza sosta a Campo di Giove per il pranzo: tra le opzioni, da non perdere gli gnocchetti di grano Solina, antichissimo frumento tenero, coltivato da secoli sul versante aquilano perché molto resistente al gelo, conditi con verza e fagioli di Paganica. Ultima fermata prima del ritorno a Sulmona, il borgo di Pettorano sul Gizio, dove chiudere in dolcezza con una ferratella ai mieli dell'appennino aquilano.
Appena dieci ore e una manciata di chilometri per “assaggiare” un'intera regione, piccola ma che racchiude una grandissima ricchezza naturale, storica e gastronomica, dalle vette del Gran Sasso alle coste adriatiche. Altro che Orient Express.