25 aprile,Di Maio contro la Lega: “Liberazione festa nazionale destra e sinistra non c’entrano”
Cristina Nadotti , di CRISTINA NADOTTIMattarella e Conte insieme all’Altare della patria. L’Anpi: iscritti in aumento, molti i giovani
ROMA - Un 25 aprile che vedrà almeno per un appuntamento a Roma Anpi e comunità ebraiche insieme, nelle celebrazioni con la sindaca Virginia Raggi, diventa invece l'ultima contrapposizione a forza di slogan in seno al governo. Il ministro dell'Interno e vicepremier, Matteo Salvini, che nei giorni scorsi aveva derubricato la Festa di Liberazione come "un derby tra comunisti e fascisti", ieri ha ribadito che non parteciperà alle commemorazioni, ma sarà a Corleone, in Sicilia, per inaugurare il nuovo commissariato. "Il 25 aprile sarò in mezzo alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, per ringraziarli del fatto che ogni giorno rischiano la loro vita per liberare la Sicilia e l'Italia dalla mafia. Non penso che tornino né il fascismo né il comunismo. Io lotto contro i problemi attuali, la mafia è un problema reale".
Gli alleati di governo hanno risposto sia con il vicepremier e ministro del Lavo…
Gli alleati di governo hanno risposto sia con il vicepremier e ministro del Lavo…
ROMA - Un 25 aprile che vedrà almeno per un appuntamento a Roma Anpi e comunità ebraiche insieme, nelle celebrazioni con la sindaca Virginia Raggi, diventa invece l'ultima contrapposizione a forza di slogan in seno al governo. Il ministro dell'Interno e vicepremier, Matteo Salvini, che nei giorni scorsi aveva derubricato la Festa di Liberazione come "un derby tra comunisti e fascisti", ieri ha ribadito che non parteciperà alle commemorazioni, ma sarà a Corleone, in Sicilia, per inaugurare il nuovo commissariato. "Il 25 aprile sarò in mezzo alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, per ringraziarli del fatto che ogni giorno rischiano la loro vita per liberare la Sicilia e l'Italia dalla mafia. Non penso che tornino né il fascismo né il comunismo. Io lotto contro i problemi attuali, la mafia è un problema reale".
Gli alleati di governo hanno risposto sia con il vicepremier e ministro del Lavoro, Di Maio, sia con una nota del M5S. "Il 25 aprile è una festa nazionale della Repubblica Italiana. Non è questione di destra o di sinistra, come sento dire, ma di credere in questo Paese. Di credere nell'Italia e di rispettarla. E chi come me ci crede, il 25 aprile lo ricorda" è il post su Facebook di Di Maio, al quale segue una nota del Movimento: "Il 25 aprile non è una questione di appartenenza politica. Celebrare questa data vuol dire continuare a difendere questo Paese e i principi della nostra bellissima Carta Costituzionale", riportando così in auge una delle prime battaglie dei M5S, la difesa della Costituzione.
Le spaccature sono evidenti: da una parte ci sono le più alte cariche dello Stato presenti alle celebrazioni, mentre i due vicepresidenti del Consiglio veleggiano su sponde opposte. Il premier Giuseppe Conte sarà con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'Altare della patria e poi alle Fosse Ardeatine a Roma, la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, sarà a Padova e il presidente della Camera, Roberto Fico a Napoli per le celebrazioni della Festa di liberazione nelle due città. I governatori leghisti saranno alle manifestazioni ufficiali con le cariche dello Stato, i ministri si tirano fuori. Gian Marco Centinaio, titolare dell'Agricoltura, rafforza la tesi salviniana del "derby ideologico": "Io ci credo al 25 aprile, ma non ho mai partecipato, perché questa festa è stata monopolizzata dai centri sociali e dall'estrema sinistra".
In un'Italia più disunita che mai il 25 aprile su alcune piazze diventa anche il giorno della commemorazione dei caduti della Repubblica di Salò, mentre dall'Anpi registrano un aumento delle iscrizioni dei giovani, l'apertura di nuove sedi e "iniziative per celebrare la Liberazione in oltre 90 province, e in alcune di queste - sottolineano - sono più di trenta i Comuni organizzatori". E Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli, chiosa: "Il 25 aprile è il simbolo della liberazione dal nazi-fascismo. È incomprensibile e diseducativo il revisionismo intorno ad una data che dovrebbe invece unire tutto il Paese".
Gli alleati di governo hanno risposto sia con il vicepremier e ministro del Lavoro, Di Maio, sia con una nota del M5S. "Il 25 aprile è una festa nazionale della Repubblica Italiana. Non è questione di destra o di sinistra, come sento dire, ma di credere in questo Paese. Di credere nell'Italia e di rispettarla. E chi come me ci crede, il 25 aprile lo ricorda" è il post su Facebook di Di Maio, al quale segue una nota del Movimento: "Il 25 aprile non è una questione di appartenenza politica. Celebrare questa data vuol dire continuare a difendere questo Paese e i principi della nostra bellissima Carta Costituzionale", riportando così in auge una delle prime battaglie dei M5S, la difesa della Costituzione.
Le spaccature sono evidenti: da una parte ci sono le più alte cariche dello Stato presenti alle celebrazioni, mentre i due vicepresidenti del Consiglio veleggiano su sponde opposte. Il premier Giuseppe Conte sarà con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'Altare della patria e poi alle Fosse Ardeatine a Roma, la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, sarà a Padova e il presidente della Camera, Roberto Fico a Napoli per le celebrazioni della Festa di liberazione nelle due città. I governatori leghisti saranno alle manifestazioni ufficiali con le cariche dello Stato, i ministri si tirano fuori. Gian Marco Centinaio, titolare dell'Agricoltura, rafforza la tesi salviniana del "derby ideologico": "Io ci credo al 25 aprile, ma non ho mai partecipato, perché questa festa è stata monopolizzata dai centri sociali e dall'estrema sinistra".
In un'Italia più disunita che mai il 25 aprile su alcune piazze diventa anche il giorno della commemorazione dei caduti della Repubblica di Salò, mentre dall'Anpi registrano un aumento delle iscrizioni dei giovani, l'apertura di nuove sedi e "iniziative per celebrare la Liberazione in oltre 90 province, e in alcune di queste - sottolineano - sono più di trenta i Comuni organizzatori". E Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli, chiosa: "Il 25 aprile è il simbolo della liberazione dal nazi-fascismo. È incomprensibile e diseducativo il revisionismo intorno ad una data che dovrebbe invece unire tutto il Paese".