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Guerra alla solidarietà: dai bambini all'accoglienza l'attacco del governo al non profit

Taglio dei fondi per l’immigrazione, i bandi vanno deserti. Stretta sulle comunità che si occupano di minori a rischio. L’allarme delle associazioni: vogliono farci chiudere
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Il ministro Salvini l'ha definito, con disprezzo, una "mangiatoia". Il suo governo ha deciso di picconarlo, smantellarlo. Perché resiste. Perché si occupa degli ultimi: migranti, anziani, disabili, minori. Senza fare distinzioni di nazioni o di etnia. Perché non dice "prima gli italiani". Il Terzo Settore è sotto attacco. Sul mondo della solidarietà, oltre 6 milioni di volontari, 300mila organizzazioni non profit, 800mila occupati, contro "l'esercito del bene" è in atto ormai da mesi una campagna di delegittimazione e sospetto, così denunciano ogni giorno enti come Sant'Egidio, la Caritas, l'Arci, ong, cooperative, associazioni. 

E i primi effetti di questa politica del disprezzo, partita dal taglio della diaria ai migranti, sono già drammatici: 20mila posti di lavoro (di giovani italiani) già perduti nel settore dell'accoglienza. Ma il ministro dell'Interno ha an…
Il ministro Salvini l'ha definito, con disprezzo, una "mangiatoia". Il suo governo ha deciso di picconarlo, smantellarlo. Perché resiste. Perché si occupa degli ultimi: migranti, anziani, disabili, minori. Senza fare distinzioni di nazioni o di etnia. Perché non dice "prima gli italiani". Il Terzo Settore è sotto attacco. Sul mondo della solidarietà, oltre 6 milioni di volontari, 300mila organizzazioni non profit, 800mila occupati, contro "l'esercito del bene" è in atto ormai da mesi una campagna di delegittimazione e sospetto, così denunciano ogni giorno enti come Sant'Egidio, la Caritas, l'Arci, ong, cooperative, associazioni. 

E i primi effetti di questa politica del disprezzo, partita dal taglio della diaria ai migranti, sono già drammatici: 20mila posti di lavoro (di giovani italiani) già perduti nel settore dell'accoglienza. Ma il ministro dell'Interno ha annunciato di voler mettere mano (tagliare fondi?) anche alle comunità per minori, istituendo una commissione d'inchiesta. E se la famosa tassa sulla bontà, l'Ires non più agevolata sulle associazioni non profit è per adesso sospesa, il governo non ha ancora emanato però i decreti per poter erogare gli stanziamenti, ad esempio, del fondo per la non autosufficienza. Così come, per l'inerzia dell'esecutivo, è ferma la riforma stessa del Terzo settore, in attesa del via libera della Ue.

"Questa cultura del sospetto - dice con amarezza Cesare Zucconi, responsabile dei progetti sociali della Comunità di Sant'Egidio - renderà ancora più difficile la vita per chi ha una condizione di sofferenza". Un esempio su tutti esemplifica la politica del disinteresse verso gli ultimi: l'esclusione dall'accesso al reddito di cittadinanza dei senza fissa dimora. Ossia oltre 60mila disperati che avrebbero bisogno di tutto.

Migranti, i bandi deserti

Succede da un capo all'altro dell'Italia. I bandi delle prefetture per i servizi ai migranti, rifatti con i tagli all'accoglienza previsti dal Viminale che, riducendo le tariffe da 35 a 21 euro a persona al giorno, ha azzerato le attività di integrazione limitandosi a prevedere vitto e alloggio, vanno quasi ovunque deserti. E i prefetti di comuni piccoli e grandi cominciano a ritrovarsi con centinaia di immigrati a cui devono garantire accoglienza, ma non si sa come. Visto che le associazioni del Terzo settore, ma anche la Caritas, hanno deciso di non partecipare a bandi così riscritti. E il risultato è che i migranti (tutti con permesso di soggiorno) finiranno presto in caserme o altri centri allestiti in fretta e furia. Come già succede da settimane a quelli mandati via dal Cara di Mineo e ora stipati come sardine nella ex caserma Bisconte. Come sta succedendo a Udine dove 70 immigrati, tutti in condizioni di vulnerabilità, sono costretti a lasciare il circuito Sprar e il centro di accoglienza che li aveva fin qui ospitati per essere trasferiti, o meglio "deportati" nei locali non certo adatti della ex caserma Cavarzerani. L'attacco alle associazioni del Terzo settore sta producendo i suoi nefandi effetti: sono già 5.000 i lavoratori del settore in esubero ma le previsioni è che quasi il 50 per cento dei 35.000 occupati del settore rimarranno a casa nei prossimi mesi.
"Noi - dice Filippo Miraglia, vicepresidente e responsabile del settore immigrazione dell'Arci - abbiamo messo in campo le nostre migliori professionalità rispondendo alle chiamate del Viminale (per garantire i servizi di accoglienza). I nostri operatori prendono stipendi più che modesti. Lo abbiamo fatto perché questa è la nostra missione, creare interazione, rapporti e crescita con i territori. Non facciamo gli albergatori. Per questo abbiamo deciso di non partecipare più ai bandi. Se da qualche parte c'è stato qualcuno che ci ha lucrato, era compito dello Stato sventarlo. Distruggere un settore che ha contribuito alla crescita sociale del paese è una vergogna". 

Le comunità nel mirino

Il ministro Salvini l'aveva annunciato al congresso di Verona: istituiremo una commissione d'inchiesta sulle case famiglia, per verificare se ci sono abusi o sprechi. Pochi giorni dopo la Lega ha depositato la proposta di legge. Dopo lo smantellamento del sistema di integrazione dei migranti, adesso il timore degli operatori del Terzo Settore è che questo delicatissimo settore possa subire tagli o ridimensionamenti. "Mi chiedo se davvero chi propone queste commissioni conosca il nostro mondo", dice Liviana Marelli, responsabile infanzia e adolescenza del Cnca, il coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza. 
"Partiamo dai dati: i minorenni in comunità, allontanati a scopo di tutela dalle famiglie, sono oggi 20mila. Di questi circa 14mila sono già in affido familiare, 12mila vivono in comunità educative o case famiglia, e altri 3mila sono minori migranti soli. Per ognuno di questi ragazzi, lo Stato versa 100 euro al giorno. Vi sembra troppo? Se ci sono sprechi o ruberie - spiega Marelli - è giusto che vengano scoperte o punite, ma la cifra in sé è appena sufficiente per assicurare alloggio, vitto, educazione, cure e assistenza psicologica a questi ragazzi, che portano dentro di sé ferite profonde, disagi". 
Il rischio, nelle case per minori così come per i migranti, è quello di dover rinunciare proprio a quei servizi che servono al reinserimento, al percorso educativo, non soltanto al semplice vitto e alloggio. "Questo attacco al nostro mondo mi sembra incomprensibile. È antistorico. Pensate che quando i ragazzi compiono 18 anni restano senza tutele, e sono le comunità che pur non percependo più le rette, continuano a seguirli. Dovremmo abbandonarli? Noi investiamo in capitale umano, in individui che riescano a integrarsi nella società. E diventare una risorsa, non un problema".

Gli anziani dimenticati

"Se questa cultura del sospetto contro il Terzo Settore farà scendere le donazioni del 5 per mille, lo vedremo nei prossimi mesi. Il rischio c'è - ammette Cesare Zucconi di Sant'Egidio - è già accaduto quando furono criminalizzate le ong. Ma a farne le spese sarebbero proprio le persone più fragili, visto che in Italia il welfare si regge quasi integralmente sulle reti della solidarietà. Se domani, per ipotesi, scomparissero tutti i volontari che ogni giorno accudiscono gli anziani soli, i disabili, i bambini in difficoltà, i senza fissa dimora, i migranti, pensate a cosa potrebbe succedere?". Infatti. Basti pensare alle reti che la comunità di Sant'Egidio ha creato con anziani che erano soli e adesso invece dividono le case, con disabili inseriti in comunità familiari, con le scuole della pace. Piccoli capolavori, quasi miracoli. "Dovrebbe essere colpito chi fa del male, non chi fa del bene", dice sommessamente Zucconi.