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L'etologa Cinzia Barillaro, 50 anni, con la mucca Principessa Enola 

“Altro che bistecche”: l’etologa Cinzia regala alle mucche la libertà

 Erano avviate al macello, le ha comprate con l’aiuto di amici. Ora hanno un prato
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VENEZIA - L'ultima creatura salvata l'ha chiamata Selene, indole libertaria, spirito indomito. La prima invece venne battezzata Principessa Enola per le sue movenze quasi regali. Selene e Principessa Enola sono due mucche, erano destinate al macello ma moriranno di vecchiaia grazie all'amore di una donna. "Gli animali, tutti, hanno emozioni e processi cognitivi. Quando entro in empatia con qualcuno di questi, do tutta me stessa per salvarli dal loro destino", dice Cinzia Barillaro, 50 anni di Dolo (Venezia), etologa e istruttrice cinofila con metodo cognitivo, accarezzando il muso di Selene come una madre accarezza il suo bambino prima della nanna. "Non le posso salvare tutte ma sento che fare qualcosa per loro è la mia missione in questa vita".

Di questo passo i numeri crescono. Le mucche salvate dal macello sono sei, i maiali cinque e nel giardino di Cinzia anche le galline hanno un nome. "Esmeralda è la mia prediletta", dice …
VENEZIA - L'ultima creatura salvata l'ha chiamata Selene, indole libertaria, spirito indomito. La prima invece venne battezzata Principessa Enola per le sue movenze quasi regali. Selene e Principessa Enola sono due mucche, erano destinate al macello ma moriranno di vecchiaia grazie all'amore di una donna. "Gli animali, tutti, hanno emozioni e processi cognitivi. Quando entro in empatia con qualcuno di questi, do tutta me stessa per salvarli dal loro destino", dice Cinzia Barillaro, 50 anni di Dolo (Venezia), etologa e istruttrice cinofila con metodo cognitivo, accarezzando il muso di Selene come una madre accarezza il suo bambino prima della nanna. "Non le posso salvare tutte ma sento che fare qualcosa per loro è la mia missione in questa vita".

Di questo passo i numeri crescono. Le mucche salvate dal macello sono sei, i maiali cinque e nel giardino di Cinzia anche le galline hanno un nome. "Esmeralda è la mia prediletta", dice con gli occhi che le si illuminano. Laureata in Scienze Naturali a Padova, Cinzia Barillaro collabora con scuole, istituti e associazioni per progetti di didattica ambientale e di educazione assistita dagli animali. Terapie per anziani e bambini, un mondo che oggi viene riassunto in modo grossolano con il neologismo anglosassone pet therapy. Principessa Enola era un bovino di razza veneta, viveva in una fattoria di Caltana, zona di campagna a cavallo tra le province di Padova e Venezia. "Era il 2015, frequentavo quella fattoria per l'attività con i bambini", racconta Cinzia. "Da un giorno all'altro tutte le mucche vennero inviate al macello ma lei rimase perché era troppo giovane. Io la guardavo, lei mi guardava. Mi sono detta: no, io ti salverò".

Cinzia ha messo su una pagina Facebook, aperto un conto PostePay e tra amici e conoscenti è riuscita a tirar su
2 mila euro, il prezzo di mercato per acquistare un bovino di quell'età. Ora Principessa Enola vive serena in un pascolo in provincia di Perugia. Lì con lei sono finite anche Thelma e Louise e pure la bovina bianca Silvana. C'era qualche riserva per Lorenzo, per via del suo handicap alle zampe ma gli spazi aperti sembrano aver alleviato di molto le sue pene. L'ultima mucca salvata da Cinzia è dunque Selene. "È scappata dal suo allevamento a Dueville, in provincia di Vicenza ed è rimasta in fuga per una ventina di giorni. Ho letto le sue peripezie nei giornali locali e mi sono innamorata di lei" e questo è il punto di partenza di questo ultimo capitolo della vita di Cinzia, che ancora una volta è riuscita a fare una colletta, stavolta anche con l'aiuto dell'Enpa. "Ho raccolto 1.500 euro e così ho riscattato Selene. Una delle mie soddisfazioni più grandi è vedere anche gli stessi allevatori inteneriti, quando li metto di fronte a queste storie".

Cinzia, inutile dirlo, è vegana ma non si nutre di conflitti ideologici o di discriminazioni nei confronti dei "diversi", del popolo della fiorentina e degli arrosticini, tanto per capirci. Ama il suo stile vita ma non ha la presunzione di cambiare il mondo e quindi si accontenta di queste piccole imprese che invadono in modo importante anche la sua sfera sentimentale. "Quando mi sono separata da mio marito abbiamo venduto la casa e fatto a metà dei soldi. Io ho scelto di tornare a vivere dai miei genitori e con quel denaro ho comprato un campo, un terreno agricolo dove coltivo le specie vegetali della pianura padana e dove i miei animali possono correre liberi".
Intanto Cinzia continua a studiare e, di tanto in tanto, a buttarsi anima e corpo nelle piccole storie di queste piccole vite che solo pochi riescono a cogliere. "A volte mi chiedono se salverei più volentieri un bambino o un animale. E sa cosa rispondo io? Salverei entrambi".