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L’aeroporto che fa tremare Machu Picchu

I tesori Inca minacciati dal nuovo scalo turistico: le mura non reggerebbero alle vibrazioni
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Il Machu Picchu è a rischio. È minacciato da un aeroporto che secondo i progetti disegnati e finanziati con un investimento di 530 milioni di dollari tra pubblico e privato, sarà il più grande scalo nella parte sud dell’emisfero andino. Sorgerà nel sobborgo di Chincero, alle spalle della cittadella segreta incaica e a due passi dal Cuzco, l’antica capitale dell’impero, sull’unica pianura che domina l’altipiano di 3.800 metri.

Pensato nel luglio 2014 dall’allora presidente peruviano Ollanta Humala che sottoscrisse un contratto di concessione con il consorzio Kuntur Wasi, di cui facevano parte anche l’argentina Corporación América e la peruviana Andino Investment Holding, l’aeroporto di Chinchero punta a sostituire quello del Cuzco, infossato tra le Ande, dotato di una sola pista e poco adatto ad accogliere i grandi Airbus carichi di turisti provenienti da tutto il mondo. Chi visiterà…
Il Machu Picchu è a rischio. È minacciato da un aeroporto che secondo i progetti disegnati e finanziati con un investimento di 530 milioni di dollari tra pubblico e privato, sarà il più grande scalo nella parte sud dell’emisfero andino. Sorgerà nel sobborgo di Chincero, alle spalle della cittadella segreta incaica e a due passi dal Cuzco, l’antica capitale dell’impero, sull’unica pianura che domina l’altipiano di 3.800 metri.

Pensato nel luglio 2014 dall’allora presidente peruviano Ollanta Humala che sottoscrisse un contratto di concessione con il consorzio Kuntur Wasi, di cui facevano parte anche l’argentina Corporación América e la peruviana Andino Investment Holding, l’aeroporto di Chinchero punta a sostituire quello del Cuzco, infossato tra le Ande, dotato di una sola pista e poco adatto ad accogliere i grandi Airbus carichi di turisti provenienti da tutto il mondo. Chi visiterà il Perù atterrerà direttamente sulle Ande senza passare per Lima.

L’idea si trascina da sei anni per la forte opposizione della gente del posto e i dubbi di esperti e ambientalisti. Lo ritengono un progetto devastante per il fragile equilibrio, sia territoriale sia archeologico, che si mantiene intatto da 4 secoli. Ma adesso, con la presenza di oltre 1,7 milioni di visitatori l’anno nella sola Machu Picchu, al punto da costringere le autorità a limitare il numero di accessi quotidiani, e superato l’arbitrato che bloccava il progetto, il presidente Martín Vizcarra ha dato il via libera ai lavori. Gli interessi in gioco sono enormi: si tratta come sempre di conciliare sviluppo economico, con il turismo che fa la parte del leone, e rispetto del territorio.

È insorto un centinaio di esperti, tra archeologi, storici, docenti e tecnici, che nel giro di due settimane ha raccolto diecimila firme allegate a un appello in cui si invita il presidente a riconsiderare il progetto e individuare un luogo diverso per l’aeroporto internazionale. «Vogliono devastare un paesaggio dove sorgono terrazze, abitazioni, templi e sentieri di comunicazione progettati dagli incas», osserva Natalia Majluf, storica dell’arte peruviana all’Università di Cambridge, tra le promotrici della petizione.

Gli esperti affermano che gli aerei sfiorerebbero con le loro turbine Ollantaytambo, altra fortezza incaica rimasta intatta, e il suo parco archeologico di 40 chilometri quadrati. Senza considerare che la costruzione dello scalo ridurrebbe il bacino del lago Piuray vitale per la stessa Chincero. «Questo aeroporto va costruito», ribatte il ministro delle Finanze Carlos Oliva. «È fondamentale per la città del Cuzco». Premono anche i leader politici locali. Tutti pensano ai soldi che si potranno fare.

Centinaia di costruzioni già sorgono attorno alla zona del futuro hub che dovrebbe essere ultimato nel 2023. Chi ha venduto quelle terre ha incassato cifre impensabili solo qualche anno fa. I prezzi sono raddoppiati. Poveri contadini e umili commercianti si sono ritrovati improvvisamente ricchi. Con le nuove ondate di turisti ci saranno benefici per tutti. Machu Picchu resterà sola ad affrontare il rombo dei jet e l’assalto dei visitatori.