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Insulti all'arbitro donna, l'olimpionico Scarpa lancia la carta del "fairplay"

Il padre del ragazzino protagonista delle offese dieci anni fa fu squalificato per offese al direttore di gara
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VENEZIA. Le scuse della società di calcio Treporti, l’invito del sindaco Roberta Nesto rivolto all’arbitro Giulia Nicastro, per farle sentire la solidarietà della città. E un vecchio verbale, estratto dagli archivi del calcio locale, che racconta come anche il padre del 14enne che si è calato i pantaloncini davanti all’arbitro dieci anni fa subì una pesante squalifica per aver contestato il direttore di gara. A Cavallino Treporti, il comune della costa veneziana di 13 mila abitanti famoso per i campeggi sulla spiaggia, è l’ex campione olimpico, il canoista Daniele Scarpa (un oro e un argento ad Atlanta 1996) a cercare di tenere insieme una comunità che da giorni si interroga su quanto accaduto. “L’episodio deve essere l’occasione per aprire una riflessione sul valore educativo dello sport”, dice Scarpa, campione di fair play che ha dato vita al progetto Desiré anche per combattere i…
VENEZIA. Le scuse della società di calcio Treporti, l’invito del sindaco Roberta Nesto rivolto all’arbitro Giulia Nicastro, per farle sentire la solidarietà della città. E un vecchio verbale, estratto dagli archivi del calcio locale, che racconta come anche il padre del 14enne che si è calato i pantaloncini davanti all’arbitro dieci anni fa subì una pesante squalifica per aver contestato il direttore di gara. A Cavallino Treporti, il comune della costa veneziana di 13 mila abitanti famoso per i campeggi sulla spiaggia, è l’ex campione olimpico, il canoista Daniele Scarpa (un oro e un argento ad Atlanta 1996) a cercare di tenere insieme una comunità che da giorni si interroga su quanto accaduto. “L’episodio deve essere l’occasione per aprire una riflessione sul valore educativo dello sport”, dice Scarpa, campione di fair play che ha dato vita al progetto Desiré anche per combattere il bullismo nello sport.

Il fatto è noto: mercoledì scorso a Mestre, durante un torneo della categoria Giovanissimi, l’arbitro 22enne Giulia Nicastro è stata oggetti di una insulti sessisti da parte di un gruppo di genitori per tutta la durata della partita, e ha anche dovuto assistere alla scena di un piccolo calciatore, classe 2004, della società del Treporti, che nel contestare un calcio d’angolo si è abbassato i pantaloncini davanti a lei, facendo riferimento a pratiche sessuali. Squalificato lui, multata la società. L’olimpico Scarpa ha invitato il padre del quattordicenne a incontrarlo. Lunedì il genitore ha telefonato al campione olimpico, dicendosi molto dispiaciuto.


“Questo non è un problema del ragazzo o di cosa succede nei campi da calcio, ma di tutti noi, perché il valore educativo dello sport sta venendo meno anche in altre discipline. Io sono un appassionato di basket”, racconta Scarpa, “e qualche volte mi vergogno a sentire cosa urlano i tifosi nei confronti dell’arbitro. E spesso lo fanno avendo figli minorenni accanto, che a loro volta si comporteranno allo stesso modo. Dico sempre che lo sport deve essere un’arena educativa con arbitro, regole e giocatori, non un Colosseo dove si alza o abbassa il pollice, non uno sfogatoio”. Per discutere di questi temi Scarpa ha già invitato a Venezia il presidente del Coni, Giovanni Malagò, con l’obiettivo di promuovere la carta dei fair play. “E ricordare che lo sport ha soprattutto un valore sociale. Sperò che Malagò, sensibile a questi temi, accetti”.  

Nel frattempo emerge che dieci anni fa, come racconta La Nuova Venezia, il padre del ragazzo subì una pesante squalifica dai campi da calcio locale, anche se non per insulti di tipo sessista.  Nei minuti finali di un match venne espulso dall’arbitro e, dopo avergli schiaffeggiato la mano, facendo cadere i cartellini, rientrò negli spogliatoi solo grazie all’intervento dei compagni di squadra. Nel suo rapporto l’arbitro disse che il giocatore a fine gara, “completamente nudo, aveva atteso l’arbitro reiterando il comportamento offensivo e minaccioso”. La squalifica fu di nove mesi.

 Nel dibattito che si è aperto tra genitori e tifosi dopo che la società Treporti ha pubblicato, domenica sera, una lunga nota in cui chiede scusa e si assume la responsabilità di quanto accaduto, il padre del 14enne è intervento spiegando che il figlio è un ragazzo che non ha mai avuto precedenti violenti e che vive in un ambiente sereno, ha capito l’errore e si è pentito del suo gesto. “Il ragazzo ha sbagliato, si è poi scusato con l’arbitro ed è giusto che venga punito, ma non messo in croce”. “E’ evidente che il 14enne ha commesso un gesto inqualificabile ma dovrebbe interrogarsi”, dice ancora il campione olimpico Scarpa convinto che con questi ragazzi ci si debba confrontare, “anche chi non è intervenuto, chi non è stato capace di gestire la situazione. Chi sta zitto non sempre è meno colpevole”.