La mossa di Lotti al processo Consip: chiede di parlare subito in aula
Francesco Salvatore , di FRANCESCO SALVATORENell'udienza preliminare, in modo inusuale, l'ex ministro ha annunciato l'intenzione di rendere dichiarazioni spontanee: prenderà la parola lunedì. Il rischio di un intreccio "politico" tra il dibattimento e l'indagine sul Csm
Fin qui Luca Lotti ha parlato solo con comunicati e post su Internet. Da quando il suo nome è spuntato nelle carte dell'inchiesta della procura di Perugia sul caos nomine al Csm, come uno dei tessitori delle trame per nominare il magistrato che sostituirà Giuseppe Pignatone a capo della procura di Roma, l'ex ministro allo Sport ed ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Renzi è intervenuto solo per difendre il suo operato e annunciare la sua autosospensione dal Pd. Lotti parlerà eccome, invece, per la prima volta davanti a un giudice, lunedì prossimo, nell'udienza preliminare del processo Consip, nel quale è imputato per favoreggiamento. Una mossa a sorpresa, la sua, annunciata di persona il 28 maggio nel corso della prima udienza a porte chiuse.
Quel giorno Lotti, assistito dagli avvocati Franco Coppi ed Ester Molinaro, era presente nell'aula 11 gup del tribunale di Roma. Non una consuetudine da parte deg…
Quel giorno Lotti, assistito dagli avvocati Franco Coppi ed Ester Molinaro, era presente nell'aula 11 gup del tribunale di Roma. Non una consuetudine da parte deg…
Fin qui Luca Lotti ha parlato solo con comunicati e post su Internet. Da quando il suo nome è spuntato nelle carte dell'inchiesta della procura di Perugia sul caos nomine al Csm, come uno dei tessitori delle trame per nominare il magistrato che sostituirà Giuseppe Pignatone a capo della procura di Roma, l'ex ministro allo Sport ed ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Renzi è intervenuto solo per difendre il suo operato e annunciare la sua autosospensione dal Pd. Lotti parlerà eccome, invece, per la prima volta davanti a un giudice, lunedì prossimo, nell'udienza preliminare del processo Consip, nel quale è imputato per favoreggiamento. Una mossa a sorpresa, la sua, annunciata di persona il 28 maggio nel corso della prima udienza a porte chiuse.
Quel giorno Lotti, assistito dagli avvocati Franco Coppi ed Ester Molinaro, era presente nell'aula 11 gup del tribunale di Roma. Non una consuetudine da parte degli imputati nella fase filtro dell'udienza preliminare. A fargli compagnia, a ogni modo, c'era anche l'ex maggiore del Noe Gian Paolo Scafarto, difeso dall'avvocato Giovanni Annunziata. Presenti, fra gli altri, oltre al pm Mario Palazzi, gli avvocati Grazia Volo per il generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia e l'avvocato Roberto De Vita per l'ex comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette. Prima della richiesta di costituzione di parte civile da parte di Consip, Lotti ha preso parola e ha annunciato al gup Clementina Forleo che renderà dichiarazioni spontanee.
Quanto dirà, ovviamente, rappresenta ancora una incognita. Tuttavia è difficile non collegare la decisione di prendere la parola in aula - altra scelta inusuale in questa fase del procedimento - con lo svelamento dell'inchiesta di Perugia. È proprio all'indomani dell'udienza del 28 maggio che su Repubblica esce il primo articolo sull'indagine che ha terremotato il Csm ma anche rimesso sulla graticola l'ex ministro. Sebbene Lotti non sia indagato, il suo coinvolgimento è apparso subito molto forte, come saranno poi le carte del Gico della Guardia di Finanza a svelarlo: incontri notturni in hotel in compagnia del pm della procura capitolina Luca Palamara, del collega di partito ed ex magistrato Cosimo Ferri, e dei componenti del Csm Corrado Cartoni, Antonio Lepre, Paolo Criscuoli, Gianluigi Morlini e Luigi Spina, quest'ultimo indagato a Perugia come lo stesso Palamara. Briefing all'interno dei quali si discuteva di come indirizzare le nomina dei procuratori e, nel caso della procura di Roma, danneggiare proprio quei pm che nel processo Consip rappresentano la pubblica accusa. In alcune conversazioni intercettate tra Lotti e Palamara, in particolare, si parlava proprio del successore di Pignatone a capo della procura di Roma e della possibilità, dunque, di chiudere il caso Consip. Un cortocircuito, quello tra l'indagine Csm e il processo in corso, che rischia di esplodere subito, anche se Lotti nega con forza ogni addebito: "Non ho commesso alcun reato, pressione o forzatura".
Una ipotesi è che Lotti voglia intervenire subito proprio per provare a disinniscare davanti al giudice il pericolo di intrecci tra i due fronti. Difficile pensare che prenda la parola per un cambio in corsa della strategia difensiva nel processo, nel quale è accusato di aver rivelato a Luigi Marroni, ex ad di Consip, che sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione era in corso un'indagine penale.
Quel giorno Lotti, assistito dagli avvocati Franco Coppi ed Ester Molinaro, era presente nell'aula 11 gup del tribunale di Roma. Non una consuetudine da parte degli imputati nella fase filtro dell'udienza preliminare. A fargli compagnia, a ogni modo, c'era anche l'ex maggiore del Noe Gian Paolo Scafarto, difeso dall'avvocato Giovanni Annunziata. Presenti, fra gli altri, oltre al pm Mario Palazzi, gli avvocati Grazia Volo per il generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia e l'avvocato Roberto De Vita per l'ex comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette. Prima della richiesta di costituzione di parte civile da parte di Consip, Lotti ha preso parola e ha annunciato al gup Clementina Forleo che renderà dichiarazioni spontanee.
Quanto dirà, ovviamente, rappresenta ancora una incognita. Tuttavia è difficile non collegare la decisione di prendere la parola in aula - altra scelta inusuale in questa fase del procedimento - con lo svelamento dell'inchiesta di Perugia. È proprio all'indomani dell'udienza del 28 maggio che su Repubblica esce il primo articolo sull'indagine che ha terremotato il Csm ma anche rimesso sulla graticola l'ex ministro. Sebbene Lotti non sia indagato, il suo coinvolgimento è apparso subito molto forte, come saranno poi le carte del Gico della Guardia di Finanza a svelarlo: incontri notturni in hotel in compagnia del pm della procura capitolina Luca Palamara, del collega di partito ed ex magistrato Cosimo Ferri, e dei componenti del Csm Corrado Cartoni, Antonio Lepre, Paolo Criscuoli, Gianluigi Morlini e Luigi Spina, quest'ultimo indagato a Perugia come lo stesso Palamara. Briefing all'interno dei quali si discuteva di come indirizzare le nomina dei procuratori e, nel caso della procura di Roma, danneggiare proprio quei pm che nel processo Consip rappresentano la pubblica accusa. In alcune conversazioni intercettate tra Lotti e Palamara, in particolare, si parlava proprio del successore di Pignatone a capo della procura di Roma e della possibilità, dunque, di chiudere il caso Consip. Un cortocircuito, quello tra l'indagine Csm e il processo in corso, che rischia di esplodere subito, anche se Lotti nega con forza ogni addebito: "Non ho commesso alcun reato, pressione o forzatura".
Una ipotesi è che Lotti voglia intervenire subito proprio per provare a disinniscare davanti al giudice il pericolo di intrecci tra i due fronti. Difficile pensare che prenda la parola per un cambio in corsa della strategia difensiva nel processo, nel quale è accusato di aver rivelato a Luigi Marroni, ex ad di Consip, che sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione era in corso un'indagine penale.