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 Edoardo, il bambino morto a Mirabilandia, in una delle ultime foto con la mamma Valentina 

La mamma di Edo: “A Mirabilandia la mia vita è finita”

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Il dolore a dieci giorni dall’annegamento del figlio di quattro anni. “Trascinato via dalla corrente. Quel posto va chiuso, non è sicuro”
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MIRABILANDIA (Ravenna). "Non si fanno i tuffi". "È suo quel bambino?". Il fischietto rosso della bagnina - giovanissima, tante treccine - non riposa un attimo. "La prossima volta ti mando fuori". È annegato qui, Edoardo Bassani, quattro anni compiuti il 18 febbraio. Sono le 15.30, come dieci giorni fa, il 19 giugno. Risate, spruzzi, scherzi, grida. Una "pentola" lassù in alto butta giù quintali d'acqua prima su una piattaforma poi in testa ai più coraggiosi. Palme finte, spiaggia finta. Edoardo è morto in un mare finto. Anche la sua morte sembrava finta. C'è un frammento di tre minuti, nel filmato ripreso da due telecamere, che spezza il cuore. Il piccolo non si muove e galleggia a pancia in giù. Sembra guardare il fondo della piscina. "C'è un bambino che lo guarda, poi lo tocca con un dito", racconta il procuratore capo della Repubblica, Alessandro Mancini. &qu…
MIRABILANDIA (Ravenna). "Non si fanno i tuffi". "È suo quel bambino?". Il fischietto rosso della bagnina - giovanissima, tante treccine - non riposa un attimo. "La prossima volta ti mando fuori". È annegato qui, Edoardo Bassani, quattro anni compiuti il 18 febbraio. Sono le 15.30, come dieci giorni fa, il 19 giugno. Risate, spruzzi, scherzi, grida. Una "pentola" lassù in alto butta giù quintali d'acqua prima su una piattaforma poi in testa ai più coraggiosi. Palme finte, spiaggia finta. Edoardo è morto in un mare finto. Anche la sua morte sembrava finta. C'è un frammento di tre minuti, nel filmato ripreso da due telecamere, che spezza il cuore. Il piccolo non si muove e galleggia a pancia in giù. Sembra guardare il fondo della piscina. "C'è un bambino che lo guarda, poi lo tocca con un dito", racconta il procuratore capo della Repubblica, Alessandro Mancini. "Un altro bambino, di dieci anni, gli va vicino e poi si infila sott'acqua, per vedere la faccia del piccolo". Forse credeva che volesse guardare i pesci, come si fa al mare. "È lo stesso bambino - dice il procuratore - che subito dopo grida e chiama il bagnino. Ma i soccorsi sono inutili. È un filmato agghiacciante, perché mostra in diretta come dalla gioia in pochi minuti si possa passare alla tragedia".

"Davvero è stato alla Laguna del Sol di Mirabeach? E com'è, tutto come prima, come se non fosse successo niente?". Appuntamento con Giovanni Bassani, il nonno di Edoardo, in un bar di Forlì. Accanto a lui Valentina e Andrea, la mamma e il babbo del piccolo. Ma cosa si può chiedere a due genitori che hanno perso il figlio?. "Non abbia paura - dice Valentina - chieda quello che vuole. Tanto per noi è finito tutto". "Duemila persone al funerale - racconta Andrea - tanti abbracci che ci hanno fatto bene. Ma poi torni a casa, chiudi la porta, e capisci che la vita è finita". Il nonno Giovanni, ieri mattina, ha portato l'urna con le ceneri del bimbo a casa dei genitori. "L'abbiamo messa sopra un giocattolo. Il dolore ora è tutto nostro ma vogliamo sapere perché Edoardo è morto". Parole spezzate, tentativi di ricostruire i minuti del dramma. "Io non sono andata via lasciando il bambino solo. Mi hanno detto di uscire perché non avevo il costume da bagno ma gli short, dei pantaloncini. E stava cominciando la beach dance. Lo stesso è successo a mio marito, perché aveva il telefonino in mano". Cercano di ricordare, dopo lo choc. Raccontano che non hanno perso di vista il bambino, appena di là dal recinto. "Aspettami qui che mi vado a cambiare, non ti muovere. Era un birbante, nostro figlio, bello, birichino. Ma se diceva "sì, mamma" voleva dire "sì mamma"". Una corsa a portare una fetta di pizza al marito, che sta recuperando dopo un incidente in moto. "Ha un versamento polmonare, una costola rotta. Gli ho portato da mangiare perché era frastornato dall'acqua che scendeva nella cascata. Eravamo lì assieme per la prima volta, solo perché è infortunato. Lui e suo padre sono animali da lavoro, non vanno mai in ferie".
"Sono sempre più convinta che a portare Edoardo nell'acqua alta è stata la corrente, provocata da quella maledetta pentolaccia. Dopo avere dato la pizza ad Andrea sono tornata subito dentro ma il bimbo non l'ho visto. Ho fatto tre volte il giro della piscina poi... ho visto quel bagnino giovane con un bimbo in braccio, gli sono arrivata addosso in due secondi. Poi... Vede, se guardo la strada mi auguro che un'auto mi tiri sotto. Il dolore ci sta spezzando e sarà un dolore tutto nostro. Andrea ed io abbiamo voluto parlarle perché non è possibile che tutto resti come prima, che altri genitori debbano piangere i loro piccoli. Quel posto non è sicuro, deve essere chiuso".

Sul Mirabeach il sole picchia ancora come un martello. Guardi la pentolaccia che rovescia l'acqua e ricordi che anche il procuratore Alessandro Mancini ha parlato di "una sorta di corrente verso la sponda", dove l'acqua arriva a 1,10 metri. "Sono andato subito sul posto, naturalmente. Da una prima verifica abbiamo visto che le misure di sicurezza ci sono. E anche regole precise. "Bambini 0 - 5 anni. I genitori/adulti responsabili debbono restare costantemente alla distanza massima di un braccio". I bambini più piccoli debbono poi indossare i bracciali di salvataggio. Sarebbe bastato questo per evitare la tragedia. Sappiamo cosa è successo, il filmato è chiarissimo. Dobbiamo capire perché, nonostante regole e sorveglianza, un bambino abbia perso la vita. Stiamo lavorando assieme ai carabinieri e alla Medicina del lavoro che si occupa della sicurezza. Si vede il bimbo in piedi, fin che tocca. Percorre in tutto una ventina di metri, annaspa, si agita, scompare e poi quei tre minuti allucinanti con quel corpicino che galleggia. Ci sono dieci indagati e fra di loro la mamma che però nel filmato riappare dopo un paio di minuti. Abbiamo sequestrato il cellulare di uno dei quattro bagnini in servizio. Forse si è distratto, è giovane, il mestiere di bagnino è noioso, quando non succede nulla. Ma devi trovarti pronto se scatta un'emergenza". 
Il procuratore ha una lunga esperienza. "Ne ho viste tante. Ma la fine di questo piccolo ci angoscia. Faremo di tutto per fare bene il nostro lavoro. Siamo magistrati ma anche uomini che non riescono, e non vogliono, apparire cinici". 

Ultimi fischi della bagnina. "Signora, tenga vicino la sua bimba". Guardi la "pentolaccia" con occhi diversi, dopo le parole dei genitori di Edoardo e del capo della Procura. Sì, l'acqua spinge verso i bordi della piscina, lentamente ma spinge. La bagnina - anche ora sono in quattro - deve controllare trenta - quaranta metri alla sua destra, poi davanti a sé e infine sempre 30-40 metri a sinistra. Si gira poi di scatto a destra e riprende l'osservazione. Ma come può capire se nel frattempo a destra, nel gruppetto di sette o otto bambini - in mezzo a centinaia di altri - che ridono e si spruzzano l'acqua addosso, per caso ne manca uno? Ti chiedi anche se qualcuno sia davanti ai monitor delle telecamere o se il filmati servano solo "dopo" qualche incidente.

"Io sono angosciata - dice la mamma Valentina - perché credevo di avere portato Edoardo nel posto più sicuro del mondo. Ho fatto anche l'abbonamento". Ci sono tre livelli, per le attrazioni di Mirabilandia. "Estrema, Moderata, Tranquilla". La Laguna del Sol è la prima fra le "tranquille". "Sì, adesso torniamo a casa", dice Valentina. "E anche stasera, chiusa la porta, capiremo che la vita è finita".