I bimbi salvati e quelli rubati. Le due verità di Bibbiano
Brunella Giovara , dalla nostra inviata BRUNELLA GIOVARAL’inchiesta su abusi e affidi, per i pm alcuni terapeuti si comportavano da angeli vendicatori Così la procura prova a orientarsi nel labirinto dei traumi veri e delle manipolazioni
REGGIO EMILIA - Angeli e demoni si agitano insieme da queste parti, tra Reggio Emilia, Bibbiano e gli altri sei Comuni della Unione dei Comuni della Val d'Enza, che condividono alcuni servizi e ora una storia scandalosa, se tutto verrà confermato a processo. Un gruppo di persone, psicoterapeuti, operatori dei servizi sociali, la dirigente dei servizi sociali, sotto inchiesta per aver manipolato alcuni bambini, inducendoli a confessare di aver subito violenze e abusi non veri, distorto i loro racconti, falsificato le relazioni, favorito quindi coppie affidatarie, e messo su una macchina infernale (perciò l'inchiesta della procura di Reggio ha il titolo "Angeli e demoni") per far soldi, o per salvare i bambini, o entrambe le ipotesi. Gli inquirenti hanno accertato che alcuni degli indagati ha subito violenze durante l'infanzia, maltrattamenti e abusi, e ritengono che questo abbia influenzato la loro vita, scelte e operato, come se avessero una mission…
REGGIO EMILIA - Angeli e demoni si agitano insieme da queste parti, tra Reggio Emilia, Bibbiano e gli altri sei Comuni della Unione dei Comuni della Val d'Enza, che condividono alcuni servizi e ora una storia scandalosa, se tutto verrà confermato a processo. Un gruppo di persone, psicoterapeuti, operatori dei servizi sociali, la dirigente dei servizi sociali, sotto inchiesta per aver manipolato alcuni bambini, inducendoli a confessare di aver subito violenze e abusi non veri, distorto i loro racconti, falsificato le relazioni, favorito quindi coppie affidatarie, e messo su una macchina infernale (perciò l'inchiesta della procura di Reggio ha il titolo "Angeli e demoni") per far soldi, o per salvare i bambini, o entrambe le ipotesi. Gli inquirenti hanno accertato che alcuni degli indagati ha subito violenze durante l'infanzia, maltrattamenti e abusi, e ritengono che questo abbia influenzato la loro vita, scelte e operato, come se avessero una missione da compiere. Angeli vendicatori, più che terapeuti. L'inchiesta ha travolto anche il sindaco pd di Bibbiano, Andrea Carletti, accusato di abuso d'ufficio e falso in atto pubblico: è completamente estraneo alla parte che riguarda i bambini ma è subito finito nel tritacarne dei social, definito come orco. Molti politici hanno attaccato il sistema degli affidi, Salvini ha promesso una commissione d'inchiesta, la Meloni si è precipitata in piazza a Reggio Emilia. Nel frattempo, migliaia di professionisti perbene, terapeuti, assistenti sociali, esperti di bambini, sono disperati. Il duro lavoro di molti viene messo in dubbio, denigrato, vanificato. Ma per capire, a questo punto dell'inchiesta, già peraltro arrivata al vaglio di un primo giudice, che ha accolto le tesi dell'accusa e disposto le misure cautelari, conviene chiarire almeno alcuni punti.
Al centro di tutto, non fosse che per il nome famoso che porta, assai conosciuto nell'ambiente degli psicoterapeuti italiani, Claudio Foti, fondatore del centro Hansel e Gretel di Moncalieri, autore di molte pubblicazioni, un esperto, "un angelo dei bambini che adesso deve tornare al suo posto: il paradiso", dice il suo difensore Girolamo Andrea Coffari. "Uno studioso riconosciuto che lavora da trent'anni, curando donne e bambini vittime di violenza, ora umiliato da una misura cautelare che non è sostenuta, e poi la sua è una posizione marginale a questa inchiesta...". Ma Foti è uno studioso discusso, al pari del centro Hansel e Gretel e della "scuola" di esperti da lui formati, che fin da suo inizio lavorò moltissimo a Torino e in Piemonte, poi basta. Il motivo lo spiega Anna Maria Baldelli, procuratore capo presso il tribunale per i minori di Torino: "Ha avuto il pregio di sensibilizzare sul tema abusi e maltrattamenti sui minori", questo è sicuro. Ma trattasi di materia delicata, ripete il magistrato, dove "servono cautela e prudenza", ed equilibrio, chiunque lavori nel settore sa quanto sia difficile - talvolta - accertare gli abusi, e decidere - ad esempio - sull'allontanamento di un bambino dalla sua famiglia, e sul suo affido. In questa materia "ci sono quelli che negano l'esistenza degli abusi, e quelli che li vedono ovunque. Sono entrambe categorie pericolose. Foti si avvicina alla seconda, credo in buona fede". E perciò "gradatamente, da almeno 15 anni a questa parte, si è ritenuto che ci fossero altre persone a cui fare riferimento. Noi abbiamo avuto la percezione di una mente non libera. Convinto di quello che diceva, ma non libero". Quindi, non gli sono più state assegnate perizie dai giudici e consulenze dai pubblici ministeri, né dal tribunale per i minori né da quello ordinario. In Piemonte ha continuato a lavorare come consulente di parte, nelle cause di separazione, nei casi di figli contesi.
Al centro di tutto, non fosse che per il nome famoso che porta, assai conosciuto nell'ambiente degli psicoterapeuti italiani, Claudio Foti, fondatore del centro Hansel e Gretel di Moncalieri, autore di molte pubblicazioni, un esperto, "un angelo dei bambini che adesso deve tornare al suo posto: il paradiso", dice il suo difensore Girolamo Andrea Coffari. "Uno studioso riconosciuto che lavora da trent'anni, curando donne e bambini vittime di violenza, ora umiliato da una misura cautelare che non è sostenuta, e poi la sua è una posizione marginale a questa inchiesta...". Ma Foti è uno studioso discusso, al pari del centro Hansel e Gretel e della "scuola" di esperti da lui formati, che fin da suo inizio lavorò moltissimo a Torino e in Piemonte, poi basta. Il motivo lo spiega Anna Maria Baldelli, procuratore capo presso il tribunale per i minori di Torino: "Ha avuto il pregio di sensibilizzare sul tema abusi e maltrattamenti sui minori", questo è sicuro. Ma trattasi di materia delicata, ripete il magistrato, dove "servono cautela e prudenza", ed equilibrio, chiunque lavori nel settore sa quanto sia difficile - talvolta - accertare gli abusi, e decidere - ad esempio - sull'allontanamento di un bambino dalla sua famiglia, e sul suo affido. In questa materia "ci sono quelli che negano l'esistenza degli abusi, e quelli che li vedono ovunque. Sono entrambe categorie pericolose. Foti si avvicina alla seconda, credo in buona fede". E perciò "gradatamente, da almeno 15 anni a questa parte, si è ritenuto che ci fossero altre persone a cui fare riferimento. Noi abbiamo avuto la percezione di una mente non libera. Convinto di quello che diceva, ma non libero". Quindi, non gli sono più state assegnate perizie dai giudici e consulenze dai pubblici ministeri, né dal tribunale per i minori né da quello ordinario. In Piemonte ha continuato a lavorare come consulente di parte, nelle cause di separazione, nei casi di figli contesi.