Il sindaco, il libro a luci rosse e la stalker “Mi ha rovinato la vita, c’era una regia”
Caterina Pasolini , di CATERINA PASOLINIMantova, Palazzi dopo la condanna della sua persecutrice “Manovra politica dietro le calunnie, ho anche pensato di mollare"
La donna che lo ha accusato di molestie sessuali è stata condannata a due anni per averlo diffamato e come sua stalker. Ma il primo cittadino di Mantova, Mattia Palazzi, non ha ancora voglia di festeggiare. «Nessuna sentenza ti risarcisce da anni di accuse ingiuste, false, infamanti. Io spero che la giustizia vada fino in fondo. Perchè dietro a tutto questo c’è sicuramente una regia politica e non è accettabile: mi hanno distrutto la vita. Così si uccide la voglia di far politica, di impegnarsi per gli altri. E io ho anche pensato di mollare tutto».
Nel caldo pomeriggio di luglio, gli uffici del comune chiusi, il sindaco Pd, 41 anni, passeggia col suo cane. Aspetta che la magistratura scopra chi è il burattinaio che ha tirato, annodato, provato a spezzare i fili della sua esistenza, magari usando Lorena Buzzago, 49 anni, ex maestra ora condannata come sua persecutrice. Aspetta che abbia un nome chi l’ha voluto oggetto …
Nel caldo pomeriggio di luglio, gli uffici del comune chiusi, il sindaco Pd, 41 anni, passeggia col suo cane. Aspetta che la magistratura scopra chi è il burattinaio che ha tirato, annodato, provato a spezzare i fili della sua esistenza, magari usando Lorena Buzzago, 49 anni, ex maestra ora condannata come sua persecutrice. Aspetta che abbia un nome chi l’ha voluto oggetto …
La donna che lo ha accusato di molestie sessuali è stata condannata a due anni per averlo diffamato e come sua stalker. Ma il primo cittadino di Mantova, Mattia Palazzi, non ha ancora voglia di festeggiare. «Nessuna sentenza ti risarcisce da anni di accuse ingiuste, false, infamanti. Io spero che la giustizia vada fino in fondo. Perchè dietro a tutto questo c’è sicuramente una regia politica e non è accettabile: mi hanno distrutto la vita. Così si uccide la voglia di far politica, di impegnarsi per gli altri. E io ho anche pensato di mollare tutto».
Nel caldo pomeriggio di luglio, gli uffici del comune chiusi, il sindaco Pd, 41 anni, passeggia col suo cane. Aspetta che la magistratura scopra chi è il burattinaio che ha tirato, annodato, provato a spezzare i fili della sua esistenza, magari usando Lorena Buzzago, 49 anni, ex maestra ora condannata come sua persecutrice. Aspetta che abbia un nome chi l’ha voluto oggetto di 30 esposti in 3 anni, tutti finiti con nulla a suo carico.
Sono stati mesi di intrighi, accuse e sospetti nella città dei Gonzaga. Tra pettegolezzo grasso e veleno politico. Tra presunti giochi di potere e seduzione, maldicenze e verità si sono scontrate al bar in piazza e sui social. Fino al ribaltamento dei fronti: con l’accusatrice che finisce condannata.
Mesi in cui il sindaco si è ritrovato indiziato di molestie e peculato. Accusato prima di aver chiesto favori sessuali in cambio di contributi ad un’associazione culturale, poi di molestie. Sospettato ingiustamente di aver comprato con soldi pubblici bresaola e caffè, di aver chiesto di non pagare contravvenzioni, che aveva invece già saldato e per di più non dovute.
Insomma un tiro al bersaglio quotidiano e in crescendo. Stesso trattamento persecutorio, anche se in tono minore, contro il capo gruppo dell’opposizione, Pierluigi Baschieri di Forza Italia. Protagonista involontario assieme a Palazzi del libro scritto dalla Buzzago, e uscito anonimo, “Cinquanta e più sfumature di giallo, Mantova vista a 90 gradi”, ovvero le avventure erotiche vissute o subite da una donna con i potenti della città di Virgilio tra politici, magistrati e militari.
L’incubo per Palazzi, sindaco da 4, comincia nel 2017 quando viene indagato per concussione. L’ipotesi è che abbia chiesto favori sessuali in cambio di contributi pubblici ad un associazione culturale in cui lavora Elisa Miccoli. L’accusa è basata su un presunto scambio di messaggini telefonici erotici. Peccato che la Nizzoli davanti al procuratore ammetta di averne cambiato parte del contenuto: «L’ho fatto perché volevo farmi bella con un’amica e invece sono stata usata per un’operazione sporca finalizzata a colpire il sindaco», si giustifica.
Indagine archiviata, ma Lorena Buzzago. ex maestra e ristoratrice, non apprezza la retromarcia dell’amica e lo accusa di molestie sessuali sui social. Usa diversi account su Facebook per divulgare ad ampio raggio la sua verità. Fino ad arrivare al pamphlet erotico stampato a maggio in duecentoventi anonime copie e distribuito porta a porta. Nulla di vero. La Buzzago, che da maggio era agli arresti domiciliari, è stata condannata a due anni per atti persecutori, diffamazione e stampa clandestina. Il marito, che l’avrebbe aiutata, a sei mesi.
La coppia dovrà versare 15mila euro di risarcimento al sindaco e seimila a Baschieri, anche lui vittima di atti persecutori che commenta: «Giustizia è fatta. Difficile pensare che una persona abbia agito in totale solitudine, dietro disegno criminoso ho avuto riscontri oggettivi ci fossero diversi registi. Mi auguro solo di non trovare dietro le quinte qualche soggetto magari del centro destra. La politica dell’odio e delle calunnie non vince mai».
Nel caldo pomeriggio di luglio, gli uffici del comune chiusi, il sindaco Pd, 41 anni, passeggia col suo cane. Aspetta che la magistratura scopra chi è il burattinaio che ha tirato, annodato, provato a spezzare i fili della sua esistenza, magari usando Lorena Buzzago, 49 anni, ex maestra ora condannata come sua persecutrice. Aspetta che abbia un nome chi l’ha voluto oggetto di 30 esposti in 3 anni, tutti finiti con nulla a suo carico.
Sono stati mesi di intrighi, accuse e sospetti nella città dei Gonzaga. Tra pettegolezzo grasso e veleno politico. Tra presunti giochi di potere e seduzione, maldicenze e verità si sono scontrate al bar in piazza e sui social. Fino al ribaltamento dei fronti: con l’accusatrice che finisce condannata.
Mesi in cui il sindaco si è ritrovato indiziato di molestie e peculato. Accusato prima di aver chiesto favori sessuali in cambio di contributi ad un’associazione culturale, poi di molestie. Sospettato ingiustamente di aver comprato con soldi pubblici bresaola e caffè, di aver chiesto di non pagare contravvenzioni, che aveva invece già saldato e per di più non dovute.
Insomma un tiro al bersaglio quotidiano e in crescendo. Stesso trattamento persecutorio, anche se in tono minore, contro il capo gruppo dell’opposizione, Pierluigi Baschieri di Forza Italia. Protagonista involontario assieme a Palazzi del libro scritto dalla Buzzago, e uscito anonimo, “Cinquanta e più sfumature di giallo, Mantova vista a 90 gradi”, ovvero le avventure erotiche vissute o subite da una donna con i potenti della città di Virgilio tra politici, magistrati e militari.
L’incubo per Palazzi, sindaco da 4, comincia nel 2017 quando viene indagato per concussione. L’ipotesi è che abbia chiesto favori sessuali in cambio di contributi pubblici ad un associazione culturale in cui lavora Elisa Miccoli. L’accusa è basata su un presunto scambio di messaggini telefonici erotici. Peccato che la Nizzoli davanti al procuratore ammetta di averne cambiato parte del contenuto: «L’ho fatto perché volevo farmi bella con un’amica e invece sono stata usata per un’operazione sporca finalizzata a colpire il sindaco», si giustifica.
Indagine archiviata, ma Lorena Buzzago. ex maestra e ristoratrice, non apprezza la retromarcia dell’amica e lo accusa di molestie sessuali sui social. Usa diversi account su Facebook per divulgare ad ampio raggio la sua verità. Fino ad arrivare al pamphlet erotico stampato a maggio in duecentoventi anonime copie e distribuito porta a porta. Nulla di vero. La Buzzago, che da maggio era agli arresti domiciliari, è stata condannata a due anni per atti persecutori, diffamazione e stampa clandestina. Il marito, che l’avrebbe aiutata, a sei mesi.
La coppia dovrà versare 15mila euro di risarcimento al sindaco e seimila a Baschieri, anche lui vittima di atti persecutori che commenta: «Giustizia è fatta. Difficile pensare che una persona abbia agito in totale solitudine, dietro disegno criminoso ho avuto riscontri oggettivi ci fossero diversi registi. Mi auguro solo di non trovare dietro le quinte qualche soggetto magari del centro destra. La politica dell’odio e delle calunnie non vince mai».