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 Il maso in Alto Adige che sarà alimentato a idrogeno 

“Energia pulita dal ruscello”, ecco la prima casa a idrogeno

Il progetto in un maso dell’Alto Adige. Nel fienile riadattato a centrale saranno stivate le bombole del gas per produrre elettricità e acqua calda
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CASERE DI PREDOI (Bolzano). Il maso di Rosa Weger e Anton Griessmair sfiora il torrente sotto cima Knappenwand, quota 1.500 metri a Casere di Predoi, al termine della Valle Aurina. Il confine tra Italia e Austria è a un'ora di cammino: questo è stato l'ultimo ricovero degli uomini che per secoli, fino al 1970, hanno lavorato nella miniera del miglior rame d'Europa. 

La Knappenhaus è un luogo estremo, per clima e per cultura. In gennaio si scende a 20 gradi sottozero, le civiltà mediterranee e mitteleuropee si sono fuse e hanno imparato a vivere insieme. La multinazionale britannica Gkn, leader nella componentistica per automobili e industria, proprietà di un fondo Usa con 7400 dipendenti e 34 sedi in ogni continente, ha scelto questo simbolo remoto della storia e del progresso per inaugurare un'altra rivoluzione globale dell'energia verde e della sostenibilità. Il maso di Rosa e Anton è infatti la prima "c…
CASERE DI PREDOI (Bolzano). Il maso di Rosa Weger e Anton Griessmair sfiora il torrente sotto cima Knappenwand, quota 1.500 metri a Casere di Predoi, al termine della Valle Aurina. Il confine tra Italia e Austria è a un'ora di cammino: questo è stato l'ultimo ricovero degli uomini che per secoli, fino al 1970, hanno lavorato nella miniera del miglior rame d'Europa. 

La Knappenhaus è un luogo estremo, per clima e per cultura. In gennaio si scende a 20 gradi sottozero, le civiltà mediterranee e mitteleuropee si sono fuse e hanno imparato a vivere insieme. La multinazionale britannica Gkn, leader nella componentistica per automobili e industria, proprietà di un fondo Usa con 7400 dipendenti e 34 sedi in ogni continente, ha scelto questo simbolo remoto della storia e del progresso per inaugurare un'altra rivoluzione globale dell'energia verde e della sostenibilità. Il maso di Rosa e Anton è infatti la prima "casa atomica" del mondo. Da domani, quando verrà svelato il progetto avviato sei anni fa, sarà alimentata esclusivamente con idrogeno a bassa pressione, ricavato dall'acqua del ruscello che le passa accanto. Durante l'estate, quando la corrente idrica è abbondante, l'idrogeno in eccesso verrà stivato nelle otto bombole collocate nella centrale domestica, ricavata nel fienile in larice. Nelle altre stagioni, specie d'inverno quando il rio Aurino gela, la riserva di energia tratta dall'ossigeno sarà automaticamente prelevata dall'impianto, per essere trasformata in acqua calda, luce elettrica e vapore del riscaldamento. Per la prima volta, in un maso nascosto tra le Dolomiti dell'Alto Adige, un edificio abitato funzionerà solo grazie all'aria e all'acqua, in totale sicurezza. Soltanto in Svezia, Svizzera e Germania esistono quattro prototipi simili: tutti però sfruttano l'idrogeno ad alta pressione, che presenta criticità per sicurezza e dimensione dei serbatoi. 

"È un passo cruciale - dice Gottfried Rier, vicepresidente di Gkn Sinter Metals - per permettere all'uomo di continuare ad abitare la terra in modo confortevole, ma non distruttivo. Ingegneri e fisici si sono ispirati ai contadini di una volta, che in estate producevano e conservavano le risorse alimentari per resistere d'inverno. Grazie all'elettrolisi la "casa atomica" ci porta nel futuro immagazzinando l'idrogeno nei giorni dell'abbondanza, per sfruttarlo quando serve, lungo tutto l'anno. Significa davvero vivere bene senza inquinare e senza consumare risorse naturali, anche in luoghi privi di infrastrutture". Il maso-gioiello di Casere può ospitare fino a sei persone. In assenza di ricarica naturale è dotato di una dispensa di idrogeno che può generare energia elettrica per due settimane, acqua calda e vapore termico per sette giorni. "Continua ad autoalimentarsi - dice il progettista Martin Beikircher - e non c'è bisogno di combustibili sostitutivi. In ogni caso la centrale a idrogeno può sfruttare anche l'elettricità prodotta da pannelli fotovoltaici, o da impianti eolici. Cambierà le nostre case, ma anche navi e treni, che pure non hanno problemi di peso, a differenza delle automobili". 

Questo primo impianto, cofinanziato dalla Provincia autonoma di Bolzano e dal Centro per le tecnologie innovative, è costato oltre un milione di euro. Presto le centrali domestiche a idrogeno di nuova generazione, ancora più piccole e collocabili anche sotto terra, saranno in commercio a un prezzo di circa 70 mila euro. L'investimento iniziale verrà ammortizzato grazie all'abolizione dei costi energetici. Evoluzioni progettuali promettono però di rivoluzionare anche la mobilità pubblica, dalle auto ai bus. Novità assolute, lo stoccaggio dell'idrogeno e il sistema di gestione. Il vapore acqueo trasformato dall'elettrolisi viene filtrato da una polvere metallica e conservato in grosse pastiglie di ferro e titanio (pellet) ad alta densità. Questi idruri metallici assorbono l'idrogeno e lo mantengono dentro serbatoi cilindrici a una pressione di 40 bar. Appena questa varia, grazie alla temperatura, l'idrogeno torna allo stato energetico: unici residui, acqua e ossigeno, emissioni nocive zero. "Una famiglia media - dice Gottfried Rier - consuma 4 mila kilowatt all'anno. La nuova "casa atomica" ha un serbatoio da 250 kilowatt. Significa che può fare il pieno annuo nel giro di un mese, grazie all'acqua, al vento, o al sole. Per questo è autosufficiente e non è costretta a distribuire in rete l'energia in eccesso, come avviene con il fotovoltaico. Vivere ovunque in modo contemporaneo, senza consumare risorse naturali e senza avvelenare la terra, è un sogno che diventa realtà". 

A Casere, per non morire di fame, i maschi scavavano in miniera, le femmine facevano il tombolo. Per secoli tutto è stato mosso dal legno e dal fuoco. Adesso nel maso di Rosa e di Anton il grande gruppo di un fondo Usa, con sede anche a Brunico, in un fienile inaugura la centrale domestica a idrogeno più avanzata del pianeta. Il futuro della sostenibilità va più veloce se poggia su un passato che pure non ti fa vergognare.