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 La ministra Giulia Bongiorno, 53 anni 

Giulia Bongiorno: “Pene più alte per la violenza sulle donne, entro luglio la nuova legge”

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La ministra leghista impegnata nel contrasto dei femminicidi. “Corsi di formazione per le forze dell'ordine”
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"Conto che la legge "Codice rosso" sia approvata già in settimana, i fatti di Savona mostrano quanto un nuovo intervento sia importante". La ministra leghista Giulia Bongiorno è sempre disponibile a parlare di femminicidi perché, sottolinea, "non sa quante persone mi dicono di aver trovato la forza di denunciare dopo aver letto un articolo o visto la tv".

Quali i punti forti della nuova legge, che potrebbero evitare tragedie come quella di ieri?
"Non ho ancora i dettagli, ma da una prima ricostruzione appare chiaro che, per l'ennesima volta, il femminicidio si dimostra una violenza particolare, da trattare in modo specifico. Il "Codice rosso" sottolinea questa particolarità".

Qual è la particolarità?
"L'omicida pare avesse già patteggiato per stalking e avesse violato il divieto di avvicinamento, nonostante questo la sua violenza non si è placata perché alcun…
"Conto che la legge "Codice rosso" sia approvata già in settimana, i fatti di Savona mostrano quanto un nuovo intervento sia importante". La ministra leghista Giulia Bongiorno è sempre disponibile a parlare di femminicidi perché, sottolinea, "non sa quante persone mi dicono di aver trovato la forza di denunciare dopo aver letto un articolo o visto la tv".

Quali i punti forti della nuova legge, che potrebbero evitare tragedie come quella di ieri?
"Non ho ancora i dettagli, ma da una prima ricostruzione appare chiaro che, per l'ennesima volta, il femminicidio si dimostra una violenza particolare, da trattare in modo specifico. Il "Codice rosso" sottolinea questa particolarità".

Qual è la particolarità?
"L'omicida pare avesse già patteggiato per stalking e avesse violato il divieto di avvicinamento, nonostante questo la sua violenza non si è placata perché alcuni uomini considerano le donne come oggetti di loro possesso. Vivono la volontà delle loro ex compagne o mogli di chiudere una relazione come un affronto al loro onore. Sembra strano che nel 2019 sia ancora così, ma oltre alle leggi bisogna agire sulla mentalità".

Cosa possono fare le istituzioni oltre a proporre leggi adeguate?
"Facciamo i conti con secoli di legislazione maschilista e una cultura radicata da cambiare. Il resto, però, lo devono fare leggi e magistratura. Il primo punto forte del "Codice rosso" è di promuove la violenza contro le donne da reato di serie B a reato di serie A, con l'obbligo di ascoltare le donne che denunciano entro 3 giorni. È fondamentale, perché troppo spesso i pericoli che corrono le vittime sono sottovalutati".

Associazioni e vittime spesso lamentano di non aver trovato interlocutori preparati.
"Altro punto fondamentale sono i corsi di formazione per tutte le forze dell'ordine, perché la capacità di reazione alle denunce in Italia varia molto. Sono misure per avvicinare la giustizia alle donne".

I fatti di Savona ripropongono il problema di pene adeguate.
"Il "Codice rosso" prevede aumenti di pena, soprattutto per gli stalker".

La legge sarà votata in modo bipartisan?
"C'è una condivisione ampia, come è giusto che sia. Ho voluto non indicare il cognome di chi l'ha proposta, ma usare i termini "Codice rosso" proprio per dare l'idea dell'urgenza".

Di recente il governo si è spaccato dopo che il sottosegretario Spadafora, del M5S, ha accusato Salvini di essere responsabile di una deriva sessista. Lei che ne pensa?
"Se stiamo approvando il "Codice rosso" è anche perché Salvini l'ha voluto nel contratto di governo. Io so che è attento a queste tematiche. Quando dice "sbruffoncella" a Carola Rackete lo fa senza intenti discriminatori. Il suo è un linguaggio colorito, dice le stesse cose a donne e uomini".

Da donna di destra, non si sente a disagio in una cultura di stampo maschilista?
"La destra maschilista è un'invenzione. Io sono per il rispetto delle regole, L'unica cosa che può davvero garantire che non esistano discriminazioni".