Collezionista pentito: “Prendemmo quella quella sabbia durante una gita con la mia famiglia, ma ora la restituirò
Monia Melis , di MONIA MELISLorenzo Guredda, 52 anni, allora ne aveva 12
Il suo occhio da antiquario ed esperto di pietre ha subito riconosciuto quei granelli bianchi con qualche intruso nero, grigio e verde. Nel sacchetto di plastica ritrovato durante un trasloco c’era il quarzo di Is Arutas, la spiaggia detta ‘del riso’ per quella distesa di chicchi luminosi lunga un chilometro. La prossima settimana quella sabbia speciale — dopo quarant’anni — tornerà lì, all’interno dell’Area marina protetta del Sinis, la penisola di Oristano, sulla costa occidentale della Sardegna. Il proprietario, il romano Lorenzo Guredda, 52 anni, officerà il rito della restituzione. Un gesto possibile grazie all’intermediazione dei ricercatori dell’area e del giornalista Claudio Zoccheddu de La Nuova Sardegna che per primo ha raccontato la storia. «Ho chiamato in redazione e mi hanno passato lui — racconta Guredda mentre è in vacanza in una frazione di Budoni — . E per caso er…
Il suo occhio da antiquario ed esperto di pietre ha subito riconosciuto quei granelli bianchi con qualche intruso nero, grigio e verde. Nel sacchetto di plastica ritrovato durante un trasloco c’era il quarzo di Is Arutas, la spiaggia detta ‘del riso’ per quella distesa di chicchi luminosi lunga un chilometro. La prossima settimana quella sabbia speciale — dopo quarant’anni — tornerà lì, all’interno dell’Area marina protetta del Sinis, la penisola di Oristano, sulla costa occidentale della Sardegna. Il proprietario, il romano Lorenzo Guredda, 52 anni, officerà il rito della restituzione. Un gesto possibile grazie all’intermediazione dei ricercatori dell’area e del giornalista Claudio Zoccheddu de La Nuova Sardegna che per primo ha raccontato la storia. «Ho chiamato in redazione e mi hanno passato lui — racconta Guredda mentre è in vacanza in una frazione di Budoni — . E per caso era proprio di Cabras». Novemila abitanti, paese di laguna, mare e della spiaggia di quarzo tanto amata dai collezionatori. «Non torno lì da quindici anni, ora ci andrò per svuotare l’ampollina di vetro che ho portato con me». Quel souvenir marino è stato probabilmente preso e portato via quando lui aveva 12 anni, alla fine degli anni Settanta, durante una gita con la famiglia di origine sarda. Ogni estate tornava nell’isola con il nonno scultore partito da Siniscola, in Baronia, durante gli anni della seconda guerra mondiale, prima a Civitavecchia, poi a Roma. Niente turismo di massa allora, nei suoi ricordi di bambino: «Solo due o tre gruppi in un’intera cala, pochi ombrelloni in lontananza, un’unica barchetta all’orizzonte». Tra i ritrovamenti nella capitale anche la sabbia di conchiglie, di una spiaggia che non esiste più: a Puntaldia, a nord di San Teodoro, in Gallura, distrutta dopo la costruzione di Porto Ottiolu: «Quella però non saprei dove riportarla... — aggiunge — . Il quarzo, sì». Is Arutas è una classica meta dei bagnanti e dei predatori in un litorale di dodici chilometri. «Oltre a chi ruba con dolo — spiega il sindaco di Cabras, Andrea Abis — c’è chi la porta via inconsapelvomente, solo perché non è sensibile. E così un mucchietto per ciascuno, tra le ciabatte e le borse, crea intere montagne».
Per questo da Stintino all’Ogliastra fino a Villasimius è tempo di divieti e prescrizioni: si spazzolano i piedi, stuoia obbligatoria, niente sigarette, ticket da pagare e numero chiuso. E la Federalberghi ha distribuito un opuscolo persensibilizzare i turisti. Il problema principale per il futuro delle spiagge restano i ladri: «Vorrei diventare ambasciatore di una campagna che arrivi a tutti — insiste Guredda — Il motto potrebbe essere “Io restituisco”, ai pentiti o agli ereditieri illuminati si potrebbe dare una targhetta, un attestato che sancisca il legame con la Sardegna». Il tam tam è ormai diffuso da anni, soprattutto sui social network con la pagina Facebook Sardegna rubata e depredata che monitora i sequestri allo scalo di Cagliari-Elmas, con i volontari che a fine stagione riportano il maltolto. Eppure Guredda non frequenta le comunità virtuali, ed è stato colpito da un servizio tv. Nelle immagini i bagagli al check in con chili e chili di sabbia, conchiglie, rocce, addirittura stalattiti e nacchere di mare (Pinne nobilis) a rischio estinzione: bottini spesso catalogati con precisione. I reperti non sono infatti solo un romantico oggetto ricordo, hanno un mercato e per alcuni valgono soldi. Le vendite avvengono anche online, su Ebay: con tariffe da dieci a trecento euro. Evidentemente le multe fino a tremila euro, previste per i furti da una legge regionale del 2017, non sempre spaventano abbastanza. Così i residenti locali sono diventati guardiani di spiagge, con ovvi distinguo «Credo che in tante case sarde — dice Guredda — ci siano intere collezioni, in negozio prima si compravano anche cavallucci e stelle marine. È ora di restituire tutto». Prima che sia troppo tardi.
Per questo da Stintino all’Ogliastra fino a Villasimius è tempo di divieti e prescrizioni: si spazzolano i piedi, stuoia obbligatoria, niente sigarette, ticket da pagare e numero chiuso. E la Federalberghi ha distribuito un opuscolo persensibilizzare i turisti. Il problema principale per il futuro delle spiagge restano i ladri: «Vorrei diventare ambasciatore di una campagna che arrivi a tutti — insiste Guredda — Il motto potrebbe essere “Io restituisco”, ai pentiti o agli ereditieri illuminati si potrebbe dare una targhetta, un attestato che sancisca il legame con la Sardegna». Il tam tam è ormai diffuso da anni, soprattutto sui social network con la pagina Facebook Sardegna rubata e depredata che monitora i sequestri allo scalo di Cagliari-Elmas, con i volontari che a fine stagione riportano il maltolto. Eppure Guredda non frequenta le comunità virtuali, ed è stato colpito da un servizio tv. Nelle immagini i bagagli al check in con chili e chili di sabbia, conchiglie, rocce, addirittura stalattiti e nacchere di mare (Pinne nobilis) a rischio estinzione: bottini spesso catalogati con precisione. I reperti non sono infatti solo un romantico oggetto ricordo, hanno un mercato e per alcuni valgono soldi. Le vendite avvengono anche online, su Ebay: con tariffe da dieci a trecento euro. Evidentemente le multe fino a tremila euro, previste per i furti da una legge regionale del 2017, non sempre spaventano abbastanza. Così i residenti locali sono diventati guardiani di spiagge, con ovvi distinguo «Credo che in tante case sarde — dice Guredda — ci siano intere collezioni, in negozio prima si compravano anche cavallucci e stelle marine. È ora di restituire tutto». Prima che sia troppo tardi.