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'Avengers: Endgame', parla lo scenografo: "Vi svelo i segreti di casa Marvel"

Charles Woods è l'uomo che ha costruito l'immaginario del film record d'incassi. "E pensare che nel cinema ci sono finito per caso"
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Siete seduti sulla poltrona del cinema aspettando l’atteso sottofinale di un qualunque film Marvel e probabilmente solo in quel momento vi rendete veramente conto di quante persone lavorano dietro all’enorme macchina cinematografica. La lista dei crediti è infinita e vien da pensare che per Avengers: Endgame i fratelli Russo abbiano voluto giocare lo scherzo di non mettere la scena tanto attesa per far capire agli spettatori che i titoli di coda vanno visti fino alla fine, che il tributo alle centinaia di persone che lavorano dietro un film del genere va pagato.

All’inizio della lista c’è Charles Wood, production designer, che si occupa delle scenografie ma che di fatto crea l’immaginario del film, con sette produzioni Marvel tra cui quella che ha incassato di più nella storia del cinema. Oggi che Endgame, battendo Avatar di James Cameron, è arrivato a 2.793.274.168 di dollari di boxoffice nel mondo, il film si prepara a una s…
Siete seduti sulla poltrona del cinema aspettando l’atteso sottofinale di un qualunque film Marvel e probabilmente solo in quel momento vi rendete veramente conto di quante persone lavorano dietro all’enorme macchina cinematografica. La lista dei crediti è infinita e vien da pensare che per Avengers: Endgame i fratelli Russo abbiano voluto giocare lo scherzo di non mettere la scena tanto attesa per far capire agli spettatori che i titoli di coda vanno visti fino alla fine, che il tributo alle centinaia di persone che lavorano dietro un film del genere va pagato.

All’inizio della lista c’è Charles Wood, production designer, che si occupa delle scenografie ma che di fatto crea l’immaginario del film, con sette produzioni Marvel tra cui quella che ha incassato di più nella storia del cinema. Oggi che Endgame, battendo Avatar di James Cameron, è arrivato a 2.793.274.168 di dollari di boxoffice nel mondo, il film si prepara a una seconda vita dal 14 agosto in digitale e dal 4 settembre in dvd e blu-ray.

Mister Wood, congratulazioni per il record. Qual è il segreto di questo grande successo?
«Difficile rispondere… Forse dieci anni di duro lavoro. In qualche modo è come se tutto quello che abbiamo fatto nei film precedenti abbia costruito questo risultato così incredibile. Film dopo film l’amore del pubblico per questo mondo è cresciuto».


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Qual è stata la sfida più grande di “Endgame” dal punto di vista delle scenografie?
«Probabilmente la scala del progetto. È stata una produzione talmente enorme… nessun film si fa facilmente, ma la sfida più grande è entrare in un progetto di queste dimensioni e rendersi conto che dovrai dedicartici per un anno e mezzo senza soluzione di continuità. Poi però quando ci sei dentro la cosa non è male, devi metterci una bella energia e raccogliere quella delle persone con cui lavori e la cosa è fatta».

Lei ha lavorato agli ultimi tre “Avengers” e poi “Doctor Strange”, “Thor”, “I guardiani della galassia”. Come si fa ad essere ogni volta originali senza dimenticare che tutti questi supereroi appartengono a un unico mondo, un’unica famiglia?
«In realtà sono film molto diversi sia dal punto di vista della scrittura che della creatività. Non possono essere più differenti, pensi alla distanza che c’è tra i Guardiani e Dottor Strange… Gli studios ti permettono di andare in molti luoghi, di esplorare mondi diversi, ma quello che è importante per loro è che ogni racconto, ogni film sia una storia a sé. Certo esistono punti in comune, ma ci sforziamo sempre di fare qualcosa che porti una firma unica e distinta».

I Marvel Studios hanno appena annunciato la quarta fase: dieci titoli tra film e serie tv in streaming nei prossimi due anni. Tutto sta cambiando in fretta.
«Onestamente non so bene che cosa succederà con lo streaming e tutto il resto. La posta è alta, ho degli amici che lavorano al progetto e posso solo immaginare che mano mano che questo universo cresce avremo sempre più forme di intrattenimento. L’uscita in sala non è più l’unica opzione e avremo più scelta.»

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Il primo film della nuova fase sarà “Black Widow” che state girando ed esce il prossimo maggio. Cosa ci può raccontare?
«Oh mio Dio, niente. Non posso dire nulla o passo un guaio».

Lei ha cominciato con gli effetti visivi e poi è passato alla scenografia. Dal 2013 si è dedicato completamente al Marvel Cinematic Universe, possiamo dire che c’è un prima e un dopo Marvel nella sua carriera?
«Non direi proprio un prima e un dopo, però ho fatto film molto, molto diversi. Quando lavori in un dipartimento come il mio, il fatto di esplorare realtà differenti rende il lavoro molto interessante».

Ha sempre voluto fare cinema, qual è la sua formazione?
«In realtà nel cinema ci sono finito per caso. La mia formazione è stata di tutt’altro genere perché ho studiato restauro. E poi è capitato che mi sono trovato a Los Angeles, molti anni fa e un mio amico inglese mi ha introdotto nella produzione. Mi sono ritrovato con un lavoro, un buon stipendio, mi sono sentito fortunato. Così è iniziato il mio percorso: sono arrivato al momento giusto».

Di tutto questo viaggio nel mondo degli Avengers, c’è una location a cui è più legato?
«Con Infinity War siamo stati a Edimburgo e sulla costa scozzese, non molto lontano da dove vivo. Non avevo mai girato in Scozia prima. È stato fantastico».

E in Italia?
«In Italia sono stato per Age of Ultron, al forte di Bard e anni prima a Venezia per Italian Job. Ma soprattutto ci ho lavorato come restauratore: agli affreschi in una chiesa di Botticino, in provincia di Brescia. Conosco bene il vostro paese, mi mancano quei tempi».