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Tante facce nuove
Rosanna Cellamare, titolare del caffè-tabaccheria Corvetto: “Molti giocatori si vergognano di ammettere che l’ultima carta per la dignità è la fortuna” 

Febbre a 200, la corsa al Superenalotto dei record: “Ci fa sognare una nuova vita"

Il meccanico: “Mai investito in un sistema, mi fido delle giocate da uno o due euro. Ma se va dritta, compro direttamente il supermercato”. L’impiegata: “Sono troppi soldi per fare gli snob. Ho due figli pronti a emigrare. Se mi va bene potrei non restare sola da vecchia”  
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MILANO  - "Ho smesso di lavorare, ma non prendo ancora la pensione. Quest'anno la settimana al mare dipende dalla fortuna: dall'autunno mi giocherò anche la possibilità di pagare l'affitto". Il meccanico Alessandro Galli ha 64 anni e negli ultimi trenta ha fatto il pendolare tra Milano e Carimate. Tre volte a settimana, prima di salire in treno nella stazione Cadorna, tenta i numeri che possono cambiargli la vita. Anche oggi, nella stessa ricevitoria affacciata sui binari che smistano 150 mila persone al giorno. "Mai investito in un sistema - dice - mi fido delle giocate da uno o due euro. Pur di provare mi è capitato di saltare la cena. Questa volta però, se va dritta, compro direttamente il supermercato".
Dalle automobili ai sogni
Raffaele Bergamaschi, simbolo di piazzale Cadorna: “Se prometti 200 milioni la gente corre: ma la verità &e…
MILANO  - "Ho smesso di lavorare, ma non prendo ancora la pensione. Quest'anno la settimana al mare dipende dalla fortuna: dall'autunno mi giocherò anche la possibilità di pagare l'affitto". Il meccanico Alessandro Galli ha 64 anni e negli ultimi trenta ha fatto il pendolare tra Milano e Carimate. Tre volte a settimana, prima di salire in treno nella stazione Cadorna, tenta i numeri che possono cambiargli la vita. Anche oggi, nella stessa ricevitoria affacciata sui binari che smistano 150 mila persone al giorno. "Mai investito in un sistema - dice - mi fido delle giocate da uno o due euro. Pur di provare mi è capitato di saltare la cena. Questa volta però, se va dritta, compro direttamente il supermercato".
Dalle automobili ai sogni
Raffaele Bergamaschi, simbolo di piazzale Cadorna: “Se prometti 200 milioni la gente corre: ma la verità è che anche il gioco tradizionale è al tramonto” 

È la speranza di sconvolgere la propria vita in modo esagerato e di spazzare via tutti i problemi, che in queste ore accende la corsa dell'Italia al jackpot record del SuperEnalotto. L'estrazione di oggi non lascia dormire: chi centra la sestina può portarsi a casa oltre 200 milioni di euro, storico primato nazionale. Ieri il montepremi ha toccato i 199,4 milioni, le ultime giocate sfonderanno il muro d'oro che sta facendo salire la febbre ad un Paese che fatica a vivere ignorando la crisi. "Prima i clienti erano fissi - dice Rosanna Cellamare, da 40 anni titolare del caffè-tabaccheria Corvetto - nelle ultime settimane arrivano facce nuove. Anziani, immigrati, ma pure madri e padri di famiglia. Si vergognano di ammettere che l'ultima carta per la dignità è la fortuna. Per questo il montepremi da capogiro spinge le persone a giocare dove nessuno le conosce".

L'ultima sestina esatta risale al giugno di un anno fa: 51,3 milioni distribuiti in tutta Italia grazie a sistemi da 45 quote. Oggi è un altro universo. Da gennaio il SuperEnalotto ha raccolto oltre un miliardo di giocate, nessuno ha mai sbancato, chi ci riesce può aver bisogno di uno psicologo con esperienza.
Tommaso, il mago dei sistemi
Tommaso Guarro, uno dei titolari del Bar Alby Tabacchi di Bruzzano, dove martedì un 5+1 ha regalato oltre 872 mila euro. “Vinti con due euro. Spero in un grazie" 

Migliaia i giocatori in coda a Milano e in ogni luogo del Paese, soggetti risorti da una nazione nel dopoguerra. "Di solito gratto altri concorsi - dice Camilla Cattaneo, 48 anni, impiegata - ma questa volta i soldi in palio sono troppi per fare gli snob. Ho due figli all'università, pronti a emigrare. Se mi va bene potrei non restare sola da vecchia". Probabilità, si fa per dire, remote. I matematici calcolano una possibilità di vittoria su oltre 622 milioni. Più facile, secondo il calcolatore del Cnr, che un asteroide colpisca la terra: o che componendo un numero telefonico a caso negli Usa risponda Sharon Stone, o che un bancomat sputi banconote pigiando tasti alla cieca. Non impossibile, però.

Maurizio Mercurio e Tommaso Guarro, titolari del Bar Alby Tabacchi di Bruzzano, martedì ci sono andati vicino. Nella loro ricevitoria un 5+1 ha regalato oltre 872 mila euro. "Qui nessuno passa per caso - dice Tommaso - conosco i giocatori di persona. È un quartiere di anziani, migranti, operai, ragazzi delle comunità, come Cormano. Non so chi ha vinto, ma ci è riuscito con un paio di euro. Spero telefoni almeno per dirci grazie".

Quasi assenti i giovani, tra chi è in coda con la schedina in mano: tutti concentrati sulla sorte online. In massa pensionati, stranieri, precari e disoccupati. "Anche persone separate come me - dice Mattia Costa, 53 anni, insegnante che gioca in piazzale Maciachini - rimaste senza una casa. Un Paese che dà l'assalto alle ricevitorie del SuperEnalotto non è una curiosità: è un ammalato rimasto solo".

Un boom sì, ma non una festa. Decine le stesse ricevitorie in vendita: non basta la commissione lorda dell'8% sulle giocate per tirare avanti. "Prima vendevo auto - dice Raffaele Bergamaschi, simbolo di piazzale Cadorna - da sedici anni vendo sogni. Se prometti 200 milioni la gente corre: ma la verità è che anche il gioco tradizionale è al tramonto. Tira la fortuna che costa poco, paga poco e lo fa spesso. Ci si accontenta di brividi modesti perché è l'esistenza della maggioranza ad essere tornata mediocre".
Sempre di più, non solo a Milano, le ricevitorie in mani cinesi. Prima sostituivano parrucchieri, baristi, sarti e cuochi. "Adesso aiutiamo chi gioca - dice Michel Wang, titolare del caffè-tabacchi della stazione centrale - e garantiamo i servizi. La gente paga multe e bollette, il resto lo investe nella sorte. Nemmeno in Cina la fede nella dea bendata è tanto assoluta".

I picchi, come oggi, a cavallo dei mesi: negli ultimi giorni il portafoglio è vuoto ma le spese restano piene, nei primi lo stipendio fresco permette il brivido del potenziale milionario per caso. Non sarà il miliardo e mezzo di euro piovuto in autunno sulla Carolina del Sud con la lotteria Mega Millions. Ma 200 milioni, anche a Milano, sono troppi per dormire come sassi: per non guardare con il sole negli occhi quelle sei "ics" tra l'1 e il 90.