✕

Droni: quando il postino mette le ali

Stanno per entrare in vigore i regolamenti che disciplinano il volo dei droni sulle città europee. Sarà una vera rivoluzione. Dal 2020 apre l’Urban Space, lo spazio aereo urbano che consente ai velivoli di operare per la consegna delle merci. E fra qualche anno il passo decisivo: cominciare con i taxi volanti
2 minuti di lettura
"Guardi, i primi servizi li vedremo a fine anno, fra pochi mesi. E siamo solo all'inizio di una rivoluzione che cambierà il settore del trasporto in Europa grazie ai droni". Laurent Sissmann siede sotto il sole inclemente di mezzogiorno, subito fuori il padiglione della Leonardo. Attorno a lui il Salone internazionale dell'aeronautica di Parigi è in pieno svolgimento: una distesa a perdita d'occhio di elicotteri da combattimento, aerei passeggeri e da trasporto, nuovi caccia, jet privati, i vettori dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) che troneggiano a bordo pista. E droni, tanti droni. Non sono una novità, ma di nuovo c'è il loro imminente dispiegamento sopra le città europee, incluse quelle italiane. Le nuove norme europee diverranno legge fra tre mesi o poco più: si apre al trasporto merci e sotto il mezzo chilo i droni potranno volare ovunque senza dove richiedere alcuna autorizzazione. Anche in spazi popolati,…
"Guardi, i primi servizi li vedremo a fine anno, fra pochi mesi. E siamo solo all'inizio di una rivoluzione che cambierà il settore del trasporto in Europa grazie ai droni". Laurent Sissmann siede sotto il sole inclemente di mezzogiorno, subito fuori il padiglione della Leonardo. Attorno a lui il Salone internazionale dell'aeronautica di Parigi è in pieno svolgimento: una distesa a perdita d'occhio di elicotteri da combattimento, aerei passeggeri e da trasporto, nuovi caccia, jet privati, i vettori dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) che troneggiano a bordo pista. E droni, tanti droni. Non sono una novità, ma di nuovo c'è il loro imminente dispiegamento sopra le città europee, incluse quelle italiane. Le nuove norme europee diverranno legge fra tre mesi o poco più: si apre al trasporto merci e sotto il mezzo chilo i droni potranno volare ovunque senza dove richiedere alcuna autorizzazione. Anche in spazi popolati, a meno che non ci sia una esplicita interdizione.

Sissmann, un passato in Airbus, è una delle anime del gruppo D-Flight che in Italia sta costruendo la piattaforma per il controllo dei traffico dei velivoli privi di pilota. La Commissione europea lo ha chiamato Urban Space (U-space), spazio aero urbano, e alla D-Flight (formata nel 2018 da Enav, Telespazio e Leonardo) è stato affidato lo sviluppo dell'infrastruttura.

Basterà avere 16 anni per usare i droni più leggeri, ma il vero salto di qualità dovrebbero farlo gli altri. Porteranno pacchi dai bordi al centro delle metropoli, dove poi saranno smistati via terra. Oppure dalle grandi arterie ai paesi sparsi per le campagne, senza dover ogni volta usare i furgoni per raggiungerli. Daranno una mano ad ispezionare lo stato di edifici e ponti, controlleranno il traffico, gli abusi edilizi, saranno impiegati dalle forze dell'ordine. In città, quelli sopra i due chili sfrutteranno i corridoi naturali come fiumi e parchi, o quelli creati appositamente. Dal 2022 poi, dopo la fase di sperimentazione, i collegamenti diverranno stabili e tutti i droni dovranno esser certificati CE. Dunque quelli attuali finiranno fuori legge.

Insomma, la rivoluzione, annunciata da tempo sembra stia davvero per prendere piede. "Mancavano le regole che facessero convivere vecchio e nuovo traffico aereo", prosegue l'ingegnere della Leonardo prestato alla D-Flight. "Ecco perché i colossi come Amazon o Google fino ad oggi non sono riusciti a offrire dei servizi continuativi di consegna". Anche altrove si stanno muovendo ma con modalità diverse. Dopo le prove di consegna pizza organizzate da Domino's ad Auckland due anni fa, a marzo la Ups ha siglato l'accordo con l'ospedale WakeMed in Carolina del Nord. I droni fanno spola fra l'ospedale stesso e il suo campus portando campioni e medicinali. "Negli Stati Uniti il problema non sono tanto le consegne in città, quanto quelle nelle campagne", spiega Bala Ganesh, vice presidente della Ups e a capo della divisione Advanced Technology. "Case e fattorie sono sparse su un territorio enorme. Una volta trasportati i pacchi nel centro più vicino, useremo i droni risparmiando tempo e soldi".

Oltreoceano molte regole devono ancora esser scritte, a differenza dell'Europa si procede a macchia di leopardo. Solo in alcune città o stati esiste un quadro normativo adeguato che a volte guarda abbastanza avanti da prevedere il trasporto passeggeri. All'orizzonte ci sono infatti i taxi volanti sui quali Airbus, Uber, Boeing stanno lavorando. Al Salone dell'aeronautica di Parigi di prototipi ne abbiamo visti diversi ma sembravano tutti a dir poco acerbi. Con tanti problemi tecnici da risolvere, sicurezza e autonomia in primo luogo, il decollino a breve sembra difficile. Eppure già circolano le prime date. Uber intende avviare un servizio di taxi volanti entro il 2023 in tre città: Dallas e Los Angeles negli Stati Uniti e Melbourne in Australia. A Dubai parlano del 2020, così come a Tokyo dove li vorrebbero per le Olimpiadi. "Ci credo poco, serviranno almeno altri dieci anni", taglia corto Steve Norland, vice presidente di Boeing a capo della divisione NeXt. La Commissione europea per il trasporto passeggeri immagina il 2030 con i primi test nel 2027. Otto anni quindi. Non sono tanti per realizzare un sogno che ha più di un secolo: nel 1899 all'illustratore francese Jean-Marc Côté vennero commissionate una serie di tavole su come sarebbe stata la vita nel 2000 e in una di queste c'erano dei taxi volanti che raccoglievano passeggeri dalla cima di un palazzo. Proprio come potrebbe accadere fra qualche mese a Los Angeles, Tokyo o Dubai.