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Mare Jonio, Saviano contro la ministra Trenta: "Una porcata la sua firma sotto il divieto di sbarco"

Lo scrittore risponde su Facebook alla ministra della difesa, che aveva giustificato il suo avallo al decreto di Salvini con ragioni tecniche: "Tecnicamente è un'offesa alla logica e all'intelligenza"
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"Prima si fa una porcata e poi si dice che è una porcata". Con queste parole Roberto Saviano commenta la nota diramata dalla ministra della difesa Elisabetta Trenta per giustificare la sua firma sotto il divieto di sbarco alla nave Mare Jonio, bloccata a largo di Lampedusa con oltre cento migranti, tra cui moltissimi bambini.

"Ieri ho firmato l'ennesimo decreto interministeriale su divieto di sbarco perché tecnicamente, dal punto di vista militare, non vi erano ostacoli a ciò", scrive la ministra in un post su Facebook. "Contemporaneamente credo però che il Ministro dell'interno, pur nell'ambito dei suoi poteri in materia di ordine e sicurezza pubblica come dettati dalla disciplina del decreto sicurezza bis, non possa mai travalicare e azzerare il sacrosanto diritto di bambini, donne in gravidanza, ammalati o persone in difficoltà di essere soccorsi. Il soccorso a queste persone diventa diritto di ingresso perch&…
"Prima si fa una porcata e poi si dice che è una porcata". Con queste parole Roberto Saviano commenta la nota diramata dalla ministra della difesa Elisabetta Trenta per giustificare la sua firma sotto il divieto di sbarco alla nave Mare Jonio, bloccata a largo di Lampedusa con oltre cento migranti, tra cui moltissimi bambini.

"Ieri ho firmato l'ennesimo decreto interministeriale su divieto di sbarco perché tecnicamente, dal punto di vista militare, non vi erano ostacoli a ciò", scrive la ministra in un post su Facebook. "Contemporaneamente credo però che il Ministro dell'interno, pur nell'ambito dei suoi poteri in materia di ordine e sicurezza pubblica come dettati dalla disciplina del decreto sicurezza bis, non possa mai travalicare e azzerare il sacrosanto diritto di bambini, donne in gravidanza, ammalati o persone in difficoltà di essere soccorsi. Il soccorso a queste persone diventa diritto di ingresso perché a fianco del decreto Sicurezza sono vigenti, per fortuna, norme internazionali e norme interne che lo impongono. Si tratta", conclude Trenta, "di principi sacrosanti che fanno parte della nostra cultura intrisa della tutela umanitaria e della salvaguardia dei diritti dell'uomo".

""Tecnicamente" questa comunicazione del ministro della Difesa è una offesa alla logica e all'intelligenza", commenta Roberto Saviano su Facebook: "prima si fa una porcata e poi si dice che è una porcata. Speriamo che in futuro la Link University selezioni ministri capaci almeno di impapocchiarci con maggiore “finezza”". Il riferimento è al Link Campus, l'università guidata dall'ex sottosegretario e ministro Vincenzo Scotti che, come rivelato da un'inchiesta di Repubblica, era strettamente legata al consorzio di cooperazione internazionale presieduto da Trenta prima che entrasse nel governo M5S-Lega.