PERUGIA - Il tribunale di Roma ha respinto l'istanza con la quale Rudy Guede (che sta scontando nel carcere di Viterbo 16 anni di reclusione per l'omicidio di Meredith Kercher a Perugia) ha chiesto di essere affidato ai servizi sociali. I giudici gli hanno però concesso la semilibertà, consentendogli di collaborare con il Centro studi criminologici di Viterbo per alcune ore al giorno rientrando in carcere la sera.
Il provvedimento scaturito dall'udienza che si è tenuta il 20 settembre davanti al tribunale è stato notificato oggi a Guede. I giudici hanno così in parte accolto un'istanza del suo legale, l'avvocato Fabrizio Ballarini.
Secondo i pareri degli operatori e gli psicologi della casa circondariale di Viterbo presso la quale è già stato detenuto per 12 anni, esaminati nel procedimento davanti ai giudici romani, Guede si è sempre comportato "in maniera esemplare" e il tribunale ha "preso atto" della qualità del percorso didattico e umano dell'ivoriano. Pertanto il tribunale ha stabilito che possa collaborare con il Centro studi criminologici di Viterbo. Cosa per altro che già avveniva ma in base all'articolo 21 del regolamento carcerario.
Nel febbraio dello scorso anno la Cassazione ha riconosciuto Guede come l'unico colpevole del delitto della studentessa americana che studiava a Perugia. La Cassazione aveva detto "no" alla revisione del processo per Rudy Guede. La quinta sezione penale aveva infatti rigettato il ricorso della difesa dell'ivoriano contro la decisione della corte d'Appello di Firenze, che il 10 gennaio 2017 aveva dichiarato inammissibile la richiesta di revisione. La difesa lamentava un "contrasto tra giudicati", tra la sentenza a Guede e quella a Amanda Knox e Raffaele Sollecito.
Per Rudy Guede, giudicato con rito abbreviato, la condanna definitiva a 16 anni per concorso in omicidio per il delitto di Perugia è arrivata nel 2010. Nel 2015, poi, la Cassazione pronunciò le assoluzioni di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Secondo i legali di Guede, queste due sentenze sarebbero state inconciliabili e, per tale ragione, avevano cercato di percorrere la strada della revisione del processo.
Il provvedimento scaturito dall'udienza che si è tenuta il 20 settembre davanti al tribunale è stato notificato oggi a Guede. I giudici hanno così in parte accolto un'istanza del suo legale, l'avvocato Fabrizio Ballarini.
Secondo i pareri degli operatori e gli psicologi della casa circondariale di Viterbo presso la quale è già stato detenuto per 12 anni, esaminati nel procedimento davanti ai giudici romani, Guede si è sempre comportato "in maniera esemplare" e il tribunale ha "preso atto" della qualità del percorso didattico e umano dell'ivoriano. Pertanto il tribunale ha stabilito che possa collaborare con il Centro studi criminologici di Viterbo. Cosa per altro che già avveniva ma in base all'articolo 21 del regolamento carcerario.
Nel febbraio dello scorso anno la Cassazione ha riconosciuto Guede come l'unico colpevole del delitto della studentessa americana che studiava a Perugia. La Cassazione aveva detto "no" alla revisione del processo per Rudy Guede. La quinta sezione penale aveva infatti rigettato il ricorso della difesa dell'ivoriano contro la decisione della corte d'Appello di Firenze, che il 10 gennaio 2017 aveva dichiarato inammissibile la richiesta di revisione. La difesa lamentava un "contrasto tra giudicati", tra la sentenza a Guede e quella a Amanda Knox e Raffaele Sollecito.
Per Rudy Guede, giudicato con rito abbreviato, la condanna definitiva a 16 anni per concorso in omicidio per il delitto di Perugia è arrivata nel 2010. Nel 2015, poi, la Cassazione pronunciò le assoluzioni di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Secondo i legali di Guede, queste due sentenze sarebbero state inconciliabili e, per tale ragione, avevano cercato di percorrere la strada della revisione del processo.