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(ansa)

Trieste, la madre di Meran: “Mio figlio sentiva le voci chiedo perdono per lui”

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TRIESTE - "Mi dispiace tanto, mio figlio ha distrutto tre famiglie. Prego Dio che dia loro la pace e che un giorno possano perdonare". Sono parole commosse quelle di Betania, la madre del ventinovenne Alejandro Augusto, il dominicano che ieri ha ucciso i due agenti di polizia in Questura. La donna si rivolge alle famiglie delle vittime. "Mi dispiace per quello che ha fatto mio figlio", dice. La signora, che da sei mesi vive assieme ad Alejandro in un quartiere popolare non distante dal centro, in Barriera Vecchia, conferma che il giovane era affetto da disagio psichico. "Stava male, sentiva le voci...".

La mattina del doppio omicidio in Questura la donna aveva domandato aiuto psichiatrico a un ospedale vicino. "Mi hanno detto che non potevano fare niente e che dovevano vedere lui". Poi la tragedia. La famiglia di dominicani prima viveva a Belluno e prima ancora in Germania. Betania condivide la casa con il figlio, ora a soqquadro "dopo la …
TRIESTE - "Mi dispiace tanto, mio figlio ha distrutto tre famiglie. Prego Dio che dia loro la pace e che un giorno possano perdonare". Sono parole commosse quelle di Betania, la madre del ventinovenne Alejandro Augusto, il dominicano che ieri ha ucciso i due agenti di polizia in Questura. La donna si rivolge alle famiglie delle vittime. "Mi dispiace per quello che ha fatto mio figlio", dice. La signora, che da sei mesi vive assieme ad Alejandro in un quartiere popolare non distante dal centro, in Barriera Vecchia, conferma che il giovane era affetto da disagio psichico. "Stava male, sentiva le voci...".

La mattina del doppio omicidio in Questura la donna aveva domandato aiuto psichiatrico a un ospedale vicino. "Mi hanno detto che non potevano fare niente e che dovevano vedere lui". Poi la tragedia. La famiglia di dominicani prima viveva a Belluno e prima ancora in Germania. Betania condivide la casa con il figlio, ora a soqquadro "dopo la perquisizione delle forze dell'ordine" afferma la signora. La sera prima degli omicidi il ventinovenne le aveva detto che "sentiva delle voci, che lo stavano perseguitando e volevano ammazzarlo. Cercavo di calmarlo dicendogli di stare tranquillo, gli ho detto di dormire e che sarebbe passato. E lui: mamma non senti la voce? Non lo vedi? Mi vuole uccidere. Poi ha guardato la televisione e io sono andata in camera mia". Durante la sparatoria la madre era in una delle macchine della Polizia, usata dagli agenti per accompagnare Alejandro e il fratello in Questura. "Sentivo gli spari e mi dicevano di stare giù". Ora "voglio vedere mio figlio, sapere come sta... e chiedo perdono".

Carlysle Stephan Meran è il fratello di Alejandro Augusto. "Mi dispiace tanto, non so cosa dire, ha fatto un disastro". Carlysle è stato sentito dal pm come testimone, anche se non ha assistito direttamente alla scena di sangue: lui, infatti, si era rifugiato nei sotterranei della Questura. Per precauzione è stato sottoposto al test della paraffina, che rileva tracce di polvere da sparo, per escludere l'utilizzo di armi anche da parte sua. Il risultato è negativo. È stato proprio Carlysle a richiedere l'intervento delle volanti e a rivelare che il fratello aveva rubato uno scooter in centro.