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Gigi Marzullo, una domanda al giorno: "Le faccio a me, non ho risposte"

Il giornalista in libreria con 'Non ho capito la domanda — 365 dubbi e rovelli per tutto l’anno', un volume che raccoglie i suoi celebri interrogativi
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Davanti a certi quesiti capita di restare ipnotizzati. Gigi Marzullo ha passato la vita a fare domande, con tono suadente e l’aria di chi si aspetta di trovare nella risposta una pepita. Da qualche anno, seduto al tavolo di Fabio Fazio a Che tempo che fa, visto lo sguardo smarrito di molti ospiti, Nino Frassica si è inventato “il libro delle risposte”. Lo apre e ne dà una a caso. L’effetto è esilarante. Come è spiazzante leggere di seguito gli interrogativi che Gigi Marzullo ha raccolto nel nuovo libro Non ho capito la domanda — 365 dubbi e rovelli per tutto l’anno (RaiLibri). “La vita è un sogno o si sogni aiutano a vivere meglio?”, era un gioco da ragazzi. «Il libro è frutto dei quattro anni di domande da Fabio Fazio» racconta il giornalista, 66 anni, «ce ne sono alcune che sembrano semplici ma altre sono complesse. Guardi, senza scherzi, l’ho regalato a una mia amica pe…
Davanti a certi quesiti capita di restare ipnotizzati. Gigi Marzullo ha passato la vita a fare domande, con tono suadente e l’aria di chi si aspetta di trovare nella risposta una pepita. Da qualche anno, seduto al tavolo di Fabio Fazio a Che tempo che fa, visto lo sguardo smarrito di molti ospiti, Nino Frassica si è inventato “il libro delle risposte”. Lo apre e ne dà una a caso. L’effetto è esilarante. Come è spiazzante leggere di seguito gli interrogativi che Gigi Marzullo ha raccolto nel nuovo libro Non ho capito la domanda — 365 dubbi e rovelli per tutto l’anno (RaiLibri). “La vita è un sogno o si sogni aiutano a vivere meglio?”, era un gioco da ragazzi. «Il libro è frutto dei quattro anni di domande da Fabio Fazio» racconta il giornalista, 66 anni, «ce ne sono alcune che sembrano semplici ma altre sono complesse. Guardi, senza scherzi, l’ho regalato a una mia amica per il compleanno, e al ristorante è diventato un gioco: aprendolo a caso ha cominciato fare domande e gli ospiti provavavano a rispondere».

“Meglio essere uno spettacolo di uomo o un uomo di spettacolo?”; “Si è più pronti ad amare quando si fanno meno domande sull’amore o quando si chiedono meno risposte all’amore?”; “È più normale che non è normale che sia normale o è più anormale che tutto sia normale?”. «Io leggo, leggo molto, e rubo qua è là» racconta Marzullo «i quesiti nascono così, a volte da testi seri. A Fazio l’idea è piaciuta molta e al tavolo, con gli ospiti, è nato il tormentone delle domande».



Va detto, ci sono ospiti — scrittori, cantanti, attori, scienziati — che restano raggelati, altri scoppiano a ridere; così Frassica si è inventato un libro delle risposte. «Infatti il mio libro nasce dal libro delle risposte. In questi anni portavo con me tanti foglietti, tipo pizzini con le domande», racconta Marzullo, «ho lavorato tre mesi al computer, li ho messi tutti insieme. Però non è vero che la gente fa scena muta, alcuni rispondono seri e poi Fazio ci gioca, non prepariamo niente prima». Ieri a prestarsi al gioco è stato Teo Teocoli nei panni di Caccamo.

Anche Marzullo è stato bambino. «Facevo domande, oggi le faccio soprattutto a me stesso, specie quelle sulla morte. Ma non ho una risposta». Nel libro spiega di essere cresciuto con la convinzione della madre, insegnante, persuasa che “chi non capisce è solito non fare domande”. «Mi sono chiesto se tutte le domande meritino una risposta» riflette, «non sempre. Ma penso che tutti i quesiti meritino di essere posti».

Da Avellino a Roma, laurea in Medicina, da quasi 40 anni in Rai, cellulare vintage (prefisso 337), Marzullo spiega serafico che non si ferma qui. Ha 2500 domande pronte. Intanto, le ultime pagine del libro sono vuote per scrivere il proprio interrogativo: “Si faccia una domanda e si dia una risposta”. La sfida è aperta.