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Pier Paolo Spinazzè, 37 anni 

Cibo, il writer minacciato: "Con i miei graffiti voglio cancellare l'odio, la bomba sotto l'auto non mi fermerà"

Pier Paolo Spinazzè copre con i suoi disegni le svastiche sui muri di Verona: "Sono spaventato, ma non mi arrendo: è una questione di impegno. C’è chi vuole picchiarmi, e con la violenza vincerebbero. Ma con i colori vinco io"
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L'artista di strada che odia le svastiche impugna i colori e marcia con la sua vernice fresca nella Verona nera. Tutto è cominciato con un "Tito boia" cancellato con un wurstel rosa fluo. Poi sono comparsi i cupcake, il parmigiano, le pere, le salsicce, gli asparagi, i lecca-lecca. Nella città veneta dove i neofascisti padroni della curva sputano cori razzisti contro Balotelli e dove i saluti romani entrano in consiglio comunale, nella Verona "Vandea d'Europa" culla dei movimenti antiabortisti, stanno scomparendo tutti i simboli cari alle destre più radicali. Celtiche e inni al duce sui muri vengono puntualmente coperti dalla fantasia di Pier Paolo Spinazzè, in arte Cibo, 37 anni, trevigiano d'origine, veronese d'adozione. Con la sua salamella ribattezzata Salam-Hellas, ha fatto arrabbiare i fascisti al punto che il 2 novembre qualcuno gli ha messo una bomba carta sotto l'auto. Carabinieri e Digos stanno lavorando per…
L'artista di strada che odia le svastiche impugna i colori e marcia con la sua vernice fresca nella Verona nera. Tutto è cominciato con un "Tito boia" cancellato con un wurstel rosa fluo. Poi sono comparsi i cupcake, il parmigiano, le pere, le salsicce, gli asparagi, i lecca-lecca. Nella città veneta dove i neofascisti padroni della curva sputano cori razzisti contro Balotelli e dove i saluti romani entrano in consiglio comunale, nella Verona "Vandea d'Europa" culla dei movimenti antiabortisti, stanno scomparendo tutti i simboli cari alle destre più radicali. Celtiche e inni al duce sui muri vengono puntualmente coperti dalla fantasia di Pier Paolo Spinazzè, in arte Cibo, 37 anni, trevigiano d'origine, veronese d'adozione. Con la sua salamella ribattezzata Salam-Hellas, ha fatto arrabbiare i fascisti al punto che il 2 novembre qualcuno gli ha messo una bomba carta sotto l'auto. Carabinieri e Digos stanno lavorando per trovare i colpevoli, e intanto Cibo continua con la sua opera di riconversione: "Ho paura ma non mollo. Uso il loro odio per il mio impegno civico".
Cosa intende?
"Il mio lavoro è fare murales, il mio impegno civico è cancellare lo schifo. Come un pilota di rally potrebbe usare la sua abilità alla guida, magari guidando le ambulanze, io che so disegnare copro i simboli fascisti".
Ci dica della bomba carta.
"Era mezzanotte, dormivo sul divano. Sono stato svegliato da un lampo di luce e da un botto fortissimo. Sono sceso, il fumo usciva sotto la mia Fiat Idea. Ma è solo l'ultima rappresaglia contro di me".
Non era la prima volta?
"Hanno danneggiato il cancello dei miei, appiccicato adesivi fascisti intorno a casa loro, spedito lettere minatorie con teschi e auguri di morte, mi hanno disegnato una svastica sulla porta. Senza contare gli insulti sui muri, il simbolo dell'impiccato accanto al mio nome. Ora questa esplosione sotto la mia macchina. Confido nella giustizia".
La "salam-hellas" di Cibo che irride gli ultrà neofascisti del Verona 

Perché se la prendono con lei? Solo perché copre le loro svastiche?
"Cultura e ironia fanno paura a queste persone. Io porto colore, creatività. Loro provano a riscriverci sopra ma fanno peggio. Chi vede i miei disegni rovinati, vede un'opera imbrattata. È potentissimo come messaggio. Vedere un lavoro rovinato fa pensare. E i fascisti impazziscono di rabbia per questo".
Ne è proprio sicuro?
"Gli estremisti non li curi, sono persi. Ma tutti gli altri, chi sottovaluta, chi lo scambia per folklore, inizia a pensarci e, magari, non li vede più come dei duri ma come degli stupidi. La gente ride, li deride. Questo fa paura ai fascisti".
Ma come funziona? Va in giro di notte a caccia di svastiche?
"Io i murales li faccio di giorno, sono loro i vigliacchi che agiscono di notte. Non temo i poliziotti, spesso mi fanno pure i complimenti. Ogni tanto sono i stessi politici a mandarli da me, ma sapete che vi dico? Una denuncia o una multa me la prendo volentieri, per cancellare un simbolo fascista".
C'è qualcuno che la sostiene?
"Ricevo decine di segnalazioni ogni giorno, sia a Verona che in cintura urbana. Prima di procedere tendo a chiedere l'autorizzazione. Si sono creati anche rapporti simpatici, come quello con Enel. Sono sempre contenti quando dipingo le cabine".
Girando per Verona non teme di imbattersi in qualcuno di destra estrema prima o poi?
"Certo, non posso andare ovunque. Quando c'è la partita è meglio che giri al largo dallo stadio. Alcuni locali o negozi li devo per forza evitare. Loro vorrebbero tanto picchiarmi, con la violenza vincerebbero. Ma con il colore, al momento, vinco io".