✕
(ansa)

Venti cicloni in un mese, tutta colpa dell’Islanda

Ascolta l'audio

I meteorologi: continuerà a piovere almeno per altre due settimane. “Le correnti fredde del nord piombano verso sud come se fossero su un ottovolante”
2 minuti di lettura
ROMA. Inutile cercare l'Italia dallo spazio. Per i satelliti Nasa al posto della penisola c'è solo un enorme batuffolo bianco. "Non mi viene in mente un posto dove non abbia piovuto. È raro che un Paese finisca sotto l'acqua tutto intero" racconta al termine di una lunga giornata bagnata il tenente colonnello Guido Guidi, meteorologo dell'Aeronautica. E non finisce qui. "Il maltempo proseguirà questo weekend e la prossima settimana" prevede Guidi. "Provando a spingermi oltre, direi che pioverà anche il weekend successivo. Ci aspettiamo che le condizioni cambino l'ultima settimana di novembre".

Cosa sta succedendo? È autunno, rispondono all'unisono i meteorologi. Un autunno più turbolento e zuppo di altri, ma nulla di sconvolgente. Accade che le correnti dell'atmosfera, alle nostre latitudini, viaggino da ovest a est seguendo una traiettoria ondulata. Quando sopra le nostre teste c'…
ROMA. Inutile cercare l'Italia dallo spazio. Per i satelliti Nasa al posto della penisola c'è solo un enorme batuffolo bianco. "Non mi viene in mente un posto dove non abbia piovuto. È raro che un Paese finisca sotto l'acqua tutto intero" racconta al termine di una lunga giornata bagnata il tenente colonnello Guido Guidi, meteorologo dell'Aeronautica. E non finisce qui. "Il maltempo proseguirà questo weekend e la prossima settimana" prevede Guidi. "Provando a spingermi oltre, direi che pioverà anche il weekend successivo. Ci aspettiamo che le condizioni cambino l'ultima settimana di novembre".

Cosa sta succedendo? È autunno, rispondono all'unisono i meteorologi. Un autunno più turbolento e zuppo di altri, ma nulla di sconvolgente. Accade che le correnti dell'atmosfera, alle nostre latitudini, viaggino da ovest a est seguendo una traiettoria ondulata. Quando sopra le nostre teste c'è la parte dell'onda che scende, arriva aria fredda da nord. Quando c'è la parte dell'onda che sale, riceviamo aria calda da sud. "In questo momento - prosegue Guidi - si è formata un'onda molto ampia e profonda che parte dall'Islanda e scende verso l'Italia. E che non sembra avere alcuna intenzione di spostarsi". 

Per le perturbazioni, l'onda che scende è come il binario di un ottovolante. I cicloni si formano in Islanda poi si tuffano giù fino al Mediterraneo, scaricando tutta la loro pioggia durante il tragitto. Esaurito uno ne parte un altro. Come, appunto, i vagoncini dell'ottovolante. "Finora abbiamo contato otto perturbazioni di seguito. Raggiungeremo le venti, o quasi" prevede Guidi. "L'aria fredda che scende dall'Islanda, quando arriva da noi, trova una differenza di temperatura di una decina di gradi. Che non è poco". E reagisce in modo violento, portando anche neve abbondante sopra i mille metri. I meteorologi lo chiamano "un autunno vecchio stile" e ricordano l'ottobre fin troppo caldo e asciutto su gran parte dell'Italia. 

"In questo momento l'occhio del ciclone è al centro del Tirreno" spiega Carlo Cacciamani, meteorologo responsabile del Centro funzionale centrale della Protezione Civile. "È un ciclone vasto, saranno alcune migliaia di chilometri". E attorno al suo occhio soffiano venti da ogni direzione. "Maestrale in Sardegna, bora a nord est, scirocco al sud - prosegue Cacciamani - con punte di 100 chilometri orari. Proseguirà anche oggi". Lo scirocco che si è infilato lungo l'Adriatico ha spinto le onde verso nord, ostacolando il deflusso del Po in mare e portando l'acqua alta a Venezia. Contemporaneamente, al Sud, "si è formata una catena di temporali che risalivano uno dopo l'altro, lungo lo Ionio, in fila indiana fino al Golfo di Taranto" racconta Cacciamani. Le piogge lì hanno superato i 100 millimetri in 24 ore, con picchi di quasi 200 nel catanese". In media in Sicilia ne cadono meno di 1.000 all'anno. "Novembre è da sempre il mese più bagnato. Più eccezionale è stato il Piemonte del sud, che a fine ottobre ha avuto 500 millimetri in un giorno". Il problema, nel Nord Ovest, così come in Friuli, sono le montagne. "Finché il treno di temporali non incontra ostacoli, scarica tutta la sua pioggia e si esaurisce. Ma dove trova una catena ripida, come in Liguria o sulle Alpi, il treno si blocca, le perturbazioni iniziano ad auto alimentarsi e fanno guai". Almeno ieri, per fortuna, questo lo abbiamo evitato.