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(palazzotto)

“Mia figlia uccisa, io cresco le sue bambine. Dallo Stato finora soltanto promesse”

La sfida di Stefania, nonna di due piccole orfane di femminicidio: "Ho pagato tutto di tasca mia per aiutarle a superare il trauma"
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ROMA - "Ogni sera, con le bambine, diciamo una preghiera per la mamma. La più grande spesso la disegna con le ali, come fosse una fata o un angelo. La piccola mi chiede di raccontarle com'era. Claudia, la mia bella figlia, uccisa quattro anni fa dal suo ex, il padre delle mie nipoti. Ricordo quella voce alla radio, il brivido sulla schiena: "Donna freddata in un parcheggio a Roma, l'assassino si suicida". Nessun altro particolare, ma il mio cuore di madre ha sentito che Claudia non c'era più".

Dal 13 giugno del 2015 Stefania, "nonna Stefi" per tutti, 63 anni e l'energia di una ragazza, cresce le figlie di sua figlia Claudia, piccole orfane di femminicidio, che oggi hanno otto e cinque anni. Minuscole esponenti dell'esercito crescente delle vittime collaterali di una strage infinita. Nel giorno in cui il ministro dell'Economia Gualtieri annuncia lo sblocco dei fondi per gli orfani, Stefania (ancora scettica) racconta …
ROMA - "Ogni sera, con le bambine, diciamo una preghiera per la mamma. La più grande spesso la disegna con le ali, come fosse una fata o un angelo. La piccola mi chiede di raccontarle com'era. Claudia, la mia bella figlia, uccisa quattro anni fa dal suo ex, il padre delle mie nipoti. Ricordo quella voce alla radio, il brivido sulla schiena: "Donna freddata in un parcheggio a Roma, l'assassino si suicida". Nessun altro particolare, ma il mio cuore di madre ha sentito che Claudia non c'era più".

Dal 13 giugno del 2015 Stefania, "nonna Stefi" per tutti, 63 anni e l'energia di una ragazza, cresce le figlie di sua figlia Claudia, piccole orfane di femminicidio, che oggi hanno otto e cinque anni. Minuscole esponenti dell'esercito crescente delle vittime collaterali di una strage infinita. Nel giorno in cui il ministro dell'Economia Gualtieri annuncia lo sblocco dei fondi per gli orfani, Stefania (ancora scettica) racconta la sua storia di sopravvissuta. "Il dolore mi ha squassato come una bomba. Schegge ovunque. Sono tutte ancora lì".

Cosa ricorda, Stefania?
"Le bambine. Chiesi delle bambine. Per fortuna erano a scuola".

Cosa sanno?
"Sanno che genitori sono morti in un incidente stradale. Al momento giusto dirò loro la verità terribile. Insieme parliamo di Claudia, guardiamo le sue foto, non voglio che la dimentichino. All'inizio la grande mi chiedeva: "Dov'è mamma?". "È andata in cielo". "Voglio andare in cielo da lei". Adesso non chiede più".

Il padre?
"No, lui non lo nomino. Capitemi".

Chi l'ha aiutata in questi anni?
"L'azienda in cui lavoro e la mia famiglia. Lo Stato? Non pervenuto".

Come ha fatto rialzare la testa?
"Avevo due bambine piccole da salvare. Da nonna mi sono di nuovo ritrovata madre. Dovevo essere lucida, forte, perché non ci fosse dubbio che dovevano essere affidate a me".

E sul fronte economico?
"Ho pagato ogni cosa privatamente: la psicoterapia per loro, la psicoterapia per me, i medici, la scuola, le lezioni di danza, di musica, tutto quello che potesse aiutare le mie nipoti a rientrare in una vita normale. Soltanto con il mio stipendio. Ma senza il sostegno dell'azienda, dei colleghi che si sono tassati per aiutarmi, oggi sarei piena di debiti".

Oltre alla tragedia, la povertà.
"Succede a tante famiglie colpite dal femminicidio. Per fortuna, nel mio caso, sono arrivati i fondi della Regione Lazio. Cinquemila euro all'anno per le esigenze delle bambine".

Nonni e nonne anche anziani che devono tornare a fare i genitori?
"Ne conosco a decine. Stremati dai costi delle cure che devono sostenere per aiutare i nipoti, che magari hanno assistito all'omicidio della madre. Senza sostegno delle istituzioni. Bambini che vivono nell'angoscia, adolescenti che rischiano di deviare o di impazzire".

Ricordate le nonne argentine di Plaza de Mayo.
"Come loro chiediamo giustizia e diritti per i nostri nipoti. Ma di tanti non si sa nulla, manca un'anagrafe degli orfani".

Le sue nipoti come stanno?
"Apparentemente serene. La mia vita è interamente dedicata a loro. Intorno a me c'è una rete forte, anche le compagne femministe di "Rebel Network". Dopo la morte di mia figlia ho deciso di impegnarmi in prima persona. Di testimoniare con la mia faccia e il mio nome. Ma adesso ho scelto il diritto all'oblio".

Ha paura che le piccole scoprano da sole la verità?
"Sì. Sarò io e non Internet a raccontare loro che hanno avuto un padre assassino".

Cosa era successo tra Claudia e il suo compagno?
"Dopo la nascita della seconda figlia la storia era andata in pezzi. Lui l'aveva lasciata, Claudia era venuta a vivere con me. Ma poi lui voleva tornare. Ha iniziato a farle stalking, a perseguitarla. Fino all'ultimo appuntamento".

Avevate paura?
"Sì. Ma davvero non pensavo che potesse arrivare a uccidere. Questi lucidi killer purtroppo non li fermi".

Il governo ha annunciato lo sblocco dei fondi.
"È già successo, i soldi poi non sono arrivati. Come si fa a non essere scettici?".