Regeni, i pm di Roma sulle violenze subite dal ricercatore: "Torturato a più riprese per una settimana"
Il procuratore Michele Prestipino e il pm Sergio Colaiocco ascoltati dalla comissione d'inchiesta sull'uccisione del ragazzo. Gli inquirenti: "Era stretto nella regnatela dei servizi egiziani, quattro i tentativi di depistare le indagini". I genitori: "Verità è un diritto per tutti"
ROMA. Giulio Regeni è stato vittima di una tortura in più fasi, durata giorni, nel corso della quale gli sono state rotte le ossa, fino a quando gli hanno spezzato l'osso del collo. Durante l'audizione in commissione parlamentare di inchiesta sull'omicidio del ricercatore, il sostituto procuratore di Roma, Sergio Colaiocco, e il procuratore facente funzioni, Michele Prestipino, ripercorrono i passaggi dell'inchiesta sull'uccisione del ragazzo. Ben quattro i tentativi di despistaggio messi in atto dopo l'omicidio. "Intorno a Giulio Regeni è stata stretta una ragnatela dalla National security egiziana già dall'ottobre prima del rapimento e omicidio - aggiunge Prestipino - una ragnatela in cui gli apparati si sono serviti delle persone più vicine a Giulio al Cairo tra cui il suo coinquilino avvocato, il sindacalista degli ambulanti e Noura Whaby, la sua amica che lo aiutava nelle traduzioni". "Non faremo sconti…
ROMA. Giulio Regeni è stato vittima di una tortura in più fasi, durata giorni, nel corso della quale gli sono state rotte le ossa, fino a quando gli hanno spezzato l'osso del collo. Durante l'audizione in commissione parlamentare di inchiesta sull'omicidio del ricercatore, il sostituto procuratore di Roma, Sergio Colaiocco, e il procuratore facente funzioni, Michele Prestipino, ripercorrono i passaggi dell'inchiesta sull'uccisione del ragazzo. Ben quattro i tentativi di despistaggio messi in atto dopo l'omicidio. "Intorno a Giulio Regeni è stata stretta una ragnatela dalla National security egiziana già dall'ottobre prima del rapimento e omicidio - aggiunge Prestipino - una ragnatela in cui gli apparati si sono serviti delle persone più vicine a Giulio al Cairo tra cui il suo coinquilino avvocato, il sindacalista degli ambulanti e Noura Whaby, la sua amica che lo aiutava nelle traduzioni". "Non faremo sconti a nessuno e andremo fino in fondo" assicura il presidente della commissione d'inchiesta Erasmo Palazzotto. "Abbiamo iniziato i lavori con l'audizione della procura di Roma, riconoscendo il prezioso lavoro fatto in questi anni, utilizzeremo tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per contribuire in modo determinante alla ricerca della verità".