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Monopattini a Torino (fotogramma)

Il gran pasticcio dei monopattini

Lunedì scorso l'annuncio Cinquestelle: si tornerà alla sperimentazione. Ieri il Pd: "Occorrono miglioramenti"
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ROMA. Chi ha investito nell’acquisto di un monopattino con la tredicesima, convinto di poterlo usare come una bici, teme di doverlo tenere in casa. O magari, come dichiarano i gruppi di sostenitori della micromobilità elettrica sui social, lo utilizzerà lo stesso, facendo spallucce ai tentennamenti del legislatore e correndo il rischio di multe salate. Il monopattino, emblema della facilità di spostamento, è diventato un perfetto esempio di pastoie e pasticci normativi italiani. Lunedì, l’annuncio (con putiferio a seguire) del sottosegretario ai Trasporti, il pentastellato Roberto Traversi, che i monopattini sarebbero tornati alla fase di sperimentazione. Ieri, la dichiarazione dell’altro sottosegretario, il Pd Salvatore Margiotta, che sui monopattini «l'azione del Governo e del Parlamento porterà a definire un quadro più adatto, ragionando su tutti gli interventi migliorativi della sicurezza e tenendo conto …
ROMA. Chi ha investito nell’acquisto di un monopattino con la tredicesima, convinto di poterlo usare come una bici, teme di doverlo tenere in casa. O magari, come dichiarano i gruppi di sostenitori della micromobilità elettrica sui social, lo utilizzerà lo stesso, facendo spallucce ai tentennamenti del legislatore e correndo il rischio di multe salate. Il monopattino, emblema della facilità di spostamento, è diventato un perfetto esempio di pastoie e pasticci normativi italiani. Lunedì, l’annuncio (con putiferio a seguire) del sottosegretario ai Trasporti, il pentastellato Roberto Traversi, che i monopattini sarebbero tornati alla fase di sperimentazione. Ieri, la dichiarazione dell’altro sottosegretario, il Pd Salvatore Margiotta, che sui monopattini «l'azione del Governo e del Parlamento porterà a definire un quadro più adatto, ragionando su tutti gli interventi migliorativi della sicurezza e tenendo conto dei tanti cittadini che nel frattempo hanno acquistato monopattini in seguito al via libera alla loro circolazione».

L’equiparazione dei monopattini alla bici è diventata legge lo scorso 2 gennaio, con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della legge di bilancio, all’interno della quale era stato inserito un emendamento. Le notizie di lunedì indicavano che il ministero avrebbe voluto inserire un nuovo emendamento all’interno del decreto Milleproroghe (il percorso di conversione in legge è al principio), per riportare alla sperimentazione voluta dal ministro Toninelli. Ieri la correzione: sì, il ministero sta preparando un emendamento, ma non si cancellerà l’equiparazione, si lavora a un testo condiviso per garantire la sicurezza degli utenti, senza impedire ai tanti che hanno già acquistato i monopattini di poterli usare in città.

Esultano i promotori dell’equiparazione, su tutti Eugenio Comincini, primo firmatario dell’emendamento nella legge di Bilancio e Luciano Nobili, padre della lotta per la micromobilità elettrica, entrambi di Italia Viva, che lunedì avevano osservato tra l’altro come la marcia indietro del Governo rappresenterebbe una «grave violenza alle prerogative del Parlamento». Il ministero dei Trasporti, guidato dalla Pd De Micheli è infatti stato freddo sin dall'inizio sul permettere l’uso dei monopattini in città come si usano le biciclette, ma l’emendamento in legge di bilancio era passato con un accordo politico. La norma entrata in vigore il 2 gennaio prevede che i monopattini elettrici possano circolare liberamente, ovunque sia permesso ai velocipedi, quindi sul manto stradale o sulle piste ciclabili eccetto i marciapiedi. Devono però avere una potenza massima di 500 Watt, velocità massima di 20 km/h e luci anteriori e posteriori. L’uso del termine “velocipede”, così antiquato, sottolinea uno dei problemi del Codice della strada, che non riesce ad adattarsi alle rapide trasformazioni della mobilità.

L’equiparazione dei monopattini ai “velocipedi” ha dato impulso a un fenomeno che era già in corso, ma ha lasciato aperte effettive questioni di sicurezza, che non sono sottovalutate dai promotori della micromobilità elettrica e dalle aziende che producono i monopattini e sono interessate alla loro diffusione. Michele Morelli, responsabile settore moto della Associazione nazionale ciclo motociclo accessori, osserva infatti: «I dati sull’aumento delle vendite dei monopattini sono chiarissimi: è un fenomeno in continua crescita e opporsi alla sua diffusione sarebbe anacronistico. Tuttavia chiediamo che questi veicoli siano disciplinati, non soltanto per la circolazione, ma anche per le norme di produzione e costruzione». Se infatti per le biciclette esistono i modelli a norma Ue, per i monopattini non ci sono ancora indicazioni precise: anche nella sperimentazione voluta da Toninelli si parlava in maniera generica di certificazione del macchinario. «Sono indicazioni vaghe – dice Morelli, servono norme specifiche, regole che non impediscano l’uso dei monopattini ma che garantiscano la sicurezza».