"Insegno diritto romano a Wuhan, tutto questo non abbatterà i cinesi, ma sarà una molla per la modernizzazione"
Michele Bocci
"Dovevo tornare a febbraio, ma ora è tutto fermo. Quella città è pulitissima, ma ancora sopravvivono tradizioni come la vendita degli animali vivi al mercato"
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Dice lui stesso di essere “uno dei pochi italiani che conosce bene Wuhan”. Oliviero Diliberto, due volte Guardasigilli con D’Alema, ha attraversato tutta la sinistra italiana fino a fondare nel 2016 un nuovo Partito Comunista ma ha anche continuato a fare il docente di Diritto romano. E la Cina?
“Ci vado dal ’99 e dal 2016 insegno a Wuhan. Dall’anno scorso sono il preside dell’istituto Italo-cinese inaugurato nella città dalla Sapienza per ospitare il primo corso di laurea magistrale dell’Università romana in European studies, private comparative law”. Quando è stato l’ultima volta nella città dell’epidemia?
“Tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre scorsi. Alcuni colleghi sono tornati in Italia ai primi di dicembre. Avevamo in programma di andare di nuovo in Cina a febbraio ma a questo punto è tutto fermo. Ora sono molto dispiaciuto per i professori e per i miei allievi cinesi che stanno vivendo questo problema”.
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Ha mai visitato in un mercato simile a quello dove si ritiene ci siano stati i primi contagi?
“No, non sono mai capitato in mercati del genere. Ma bisogna pensare a una metropoli enorme, da 11 milioni di abitanti cioè quasi il sei volte quelli di Roma. Vive grandi contraddizioni tra modernità e tradizioni che ancora resistono. Credo che queste ultime, come l’usanza dei mercati dove si commerciano animali vivi, siano in via di superamento. Anzi, questa vicenda sarà una molla formidabile per cancellarle”. Che succederà con lo stop ai collegamenti da e per Wuhan?
“Conoscendo i cinesi credo che non ci sarà alcun caos malgrado allo stop. Sono di un’efficienza inimmaginabile, credo comunque che siano in grado di gestire tranquillamente l’emergenza” Com’è la situazione in città dal punto di vista igienico?
“Non c’è nessuna differenza con l’Occidente. Anzi, rispetto a Roma Wuhan è incredibilmente più pulita. La grande svolta in Cina c’è stata per le Olimpiadi. Le autorità diedero direttive precise affinché i turisti occidentali vedessero una realtà pulitissima”.