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Regionali: un passo verso Sardine e generazione Greta, in Veneto debutta il nuovo Pd

I dem lanciano candidati civici per conquistare giovani e ambientalisti
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Una donna manager e un professore universitario: fuori dai partiti, legati ai movimenti civici, cattolici e capaci di parlare sia alle Sardine che ai giovani attivisti di Greta Thunberg. Pd e centrosinistra sono a un passo dall'accordo su candidati "verdi" alle regionali in Veneto e alle comunali a Venezia, previste il 24 maggio. Dopo settimane di tensioni, si profila una svolta politica che può anticipare il modello nazionale di un "centrosinistra aperto e allargato" promosso dal segretario Nicola Zingaretti. A lottare contro il terzo mandato del governatore leghista Luca Zaia dovrebbe essere Arturo Lorenzoni, 53 anni, docente di economia dell'energia e attuale vicesindaco di Padova. Esponente del movimento civico "Il Veneto che vogliamo", Lorenzoni non è iscritto al Pd ma sostiene il sindaco dem padovano Sergio Giordani.

A contendere la guida di Venezia a Luigi Brugnaro, lanciato verso il bis grazie all'appoggio anche del lead…
Una donna manager e un professore universitario: fuori dai partiti, legati ai movimenti civici, cattolici e capaci di parlare sia alle Sardine che ai giovani attivisti di Greta Thunberg. Pd e centrosinistra sono a un passo dall'accordo su candidati "verdi" alle regionali in Veneto e alle comunali a Venezia, previste il 24 maggio. Dopo settimane di tensioni, si profila una svolta politica che può anticipare il modello nazionale di un "centrosinistra aperto e allargato" promosso dal segretario Nicola Zingaretti. A lottare contro il terzo mandato del governatore leghista Luca Zaia dovrebbe essere Arturo Lorenzoni, 53 anni, docente di economia dell'energia e attuale vicesindaco di Padova. Esponente del movimento civico "Il Veneto che vogliamo", Lorenzoni non è iscritto al Pd ma sostiene il sindaco dem padovano Sergio Giordani.

A contendere la guida di Venezia a Luigi Brugnaro, lanciato verso il bis grazie all'appoggio anche del leader della Lega Matteo Salvini, a sorpresa dovrebbe essere Gabriella Chiellino, 50 anni, prima donna laureata in scienze ambientali a Cà Foscari, fondatrice di una start-up che a Mestre opera nel settore delle energie rinnovabili con cinquanta dipendenti. La candidatura dell'imprenditrice dovrebbe essere ufficializzata nelle prossime ore. Il suo nome, dopo il no dell'ex presidente della Biennale Paolo Baratta, è stato lanciato anche dell'ex sindaco Massimo Cacciari e sembra aver ormai messo d'accordo tutti. Vicina al mondo cattolico e a quello del volontariato, paesaggista e docente universitaria, Chiellino sarebbe candidata a governare Venezia anche grazie all'appoggio di liste decisamente rosa, già battezzate "femmi-liste". La coppia civica Lorenzoni-Chiellino negli ultimi giorni ha fatto convergere su programmi unitari la maggioranza del Pd, centristi, Verdi e sinistra, al punto da superare la prospettiva (non tramontata) delle primarie. Il via libera ufficiale al "candidato oltre Zaia" potrebbe arrivare tra venerdì, dopo la direzione del Pd veneto, e sabato, nel corso della convention de "Il Veneto che vogliamo" a Vicenza. Il sì unitario a Gabriella Chiellino è atteso invece tra oggi e domani, dopo la riunione allargata del centrosinistra a Venezia. A sbloccare lo stallo, il pressing di Zingaretti a Roma, sostenuto dai Verdi di Ermete Realacci che ne ha parlato a Bruxelles con Paolo Gentiloni.

Per la "missione impossibile" nel Nordest di una Lega pigliatutto, secondo i sondaggi oltre il 50%, capace di cancellare Forza Italia e stringere un patto di ferro con la destra di Fratelli d'Italia, il Pd sembra così pronto al passo indietro pur di allargare la coalizione sia al centro di Italia Viva e Azione, che alla sinistra di Più Europa e comunisti italiani. Il primo obiettivo è però aprire sempre di più il laboratorio ad ambientalismo, giovani e società civile, cercando di intercettare parte dei delusi dai 5 Stelle. Il "sacrificio" costerà al Pd due seggi sicuri in consiglio regionale. In cambio il più ampio universo democratico punta a "presentare davvero un'alternativa al ticket della destra sovranista Zaia-Brugnaro". Parola d'ordine, "sostenibilità": per "smontare il falso-mito del Veneto felice", minato invece "da crack bancari, Pfas, fallimenti di aziende storiche, crisi di piccole e medie imprese, cementificazione, scandalo Mose e grandi navi che continuano a minacciare Venezia e la sua laguna".