Cronaca

Coronavirus, il rientro in Italia di Niccolò: "Peccato per lo studio, ma tornerò da turista"

L'aeroporto militare di Pratica di Mare (Roma) ANSA/FABIO FRUSTACI (ansa)
Intervista al diciassettenne di Grado rimpatriato da Wuhan. Era in Cina per uno scambio con Intercultura
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WUHAN - "Sto preparando la valigia, ho poco tempo...". Niccolò risponde al telefono quando il Boeing dell'Aeronautica che lo riporta questa mattina in Italia non è ancora atterrato a Wuhan.

Contento di tornare a casa?
"Tantissimo, soprattutto perché stavolta, dopo due tentativi , so che partirò. Non vedo l'ora di rivedere la mia Grado, anche se so che a Roma dovrò fare la quarantena. Ma, insomma, il peggio è passato".

Ci sono stati momenti di paura?
"Paura non direi, certo sono stato inquieto. Nelle lunghe ore di attesa mi ripetevo "stai calmo, stai calmo, stai calmo...", cercando di non perdere il controllo. Però ero in contatto con i miei genitori, i miei amici, lo staff della onlus Intercultura, e questo mi ha aiutato. Così come devo ringraziare la nostra ambasciata, che mi è stata sempre vicina e non mi ha fatto sentire né solo né abbandonato".

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Le prime riflessioni su questa disavventura?
"Sono un po' amareggiato perché ho dovuto interrompere il percorso di studi che avevo iniziato in Cina grazie a Intercultura. È un bellissimo progetto, chi poteva pensare che sarebbe finita così? Però almeno non dovrò perdere l'anno scolastico (Niccolò a Udine frequenta il liceo artistico Sello, ndr)".

Tornerai in Cina, prima o poi?
"Certo, più avanti, quando tutta questa storia sarà finita. Ci tornerò da solo, non più nell'ambito di un programma di scambio culturale".

Prima cosa da fare appena finirà la quarantena.
"Non lo so, ci devo ancora pensare".