Coronavirus: spostamenti, spesa, salute, cosa si può fare? Tutte le regole per l'Italia "zona protetta"
Cristina Nadotti , di CRISTINA NADOTTIIl Dipartimento di pubblica sicurezza: "Facciamo appello alla responsabilità individuale, chiedetevi se uscire è proprio indispensabile"
ROMA - Il padre separato scrive sui social: "Mio figlio sta con la madre in un altro comune, potrò andare a trovarlo due volte a settimana?". E il figlio che si occupa dei genitori anziani che vivono in un'altra Regione si chiede se usufruendo della legge 104 potrà continuare ad assisterli. Dopo il Decreto del Governo che istituisce tutta l'Italia come "zona protetta" per arginare il contagio da coronavirus, c'è anche chi è in dubbio se fare la passeggiata quotidiana.
Dal Dipartimento di Pubblica sicurezza, intanto, premettono: "Va invocato innanzi tutto il senso di responsabilità: prima di uscire bisogna chiedersi se quel che pensiamo di fare è strettamente indispensabile, o se facendolo si sta mettendo a rischio del contagio se stessi o altre persone".
Nello specifico, precisa il Dipartimento, "il padre separato può rimandare la visita al figlio, visto che capita anche durante le vacanz…
Dal Dipartimento di Pubblica sicurezza, intanto, premettono: "Va invocato innanzi tutto il senso di responsabilità: prima di uscire bisogna chiedersi se quel che pensiamo di fare è strettamente indispensabile, o se facendolo si sta mettendo a rischio del contagio se stessi o altre persone".
Nello specifico, precisa il Dipartimento, "il padre separato può rimandare la visita al figlio, visto che capita anche durante le vacanz…
ROMA - Il padre separato scrive sui social: "Mio figlio sta con la madre in un altro comune, potrò andare a trovarlo due volte a settimana?". E il figlio che si occupa dei genitori anziani che vivono in un'altra Regione si chiede se usufruendo della legge 104 potrà continuare ad assisterli. Dopo il Decreto del Governo che istituisce tutta l'Italia come "zona protetta" per arginare il contagio da coronavirus, c'è anche chi è in dubbio se fare la passeggiata quotidiana.
Dal Dipartimento di Pubblica sicurezza, intanto, premettono: "Va invocato innanzi tutto il senso di responsabilità: prima di uscire bisogna chiedersi se quel che pensiamo di fare è strettamente indispensabile, o se facendolo si sta mettendo a rischio del contagio se stessi o altre persone".
Nello specifico, precisa il Dipartimento, "il padre separato può rimandare la visita al figlio, visto che capita anche durante le vacanze che non ci si veda per due o tre settimane". Quanto all'assistenza a persone disabili secondo la legge 104, è chiaro, specificano, "che l'assistenza deve essere garantita. Tuttavia non deve mai mancare il senso di responsabilità, per cui prima di andare a trovare un familiare ci si deve chiedere se non si sta mettendo a rischio la sua salute". E i pranzi della domenica o le feste di compleanno, anche se in famiglia, vanno evitati.
Restano alcuni dubbi che il Viminale sta cercando di risolvere, perché non è chiaro cosa si intenda per "territorio". La casistica è infinita e le sfumature molte. Ciò che va sempre sottolineato è che si fa appello al buon senso e al momento di difficoltà che il Paese sta vivendo: l'obiettivo, oltre che salvare vite, è evitare che più persone si ammalino contemporaneamente e gli ospedali non possano curare tutti nel modo migliore. Ma non esiste il divieto a uscire di casa, per cui si può essere sanzionati se lo si fa, esiste tuttavia il richiamo a farlo soltanto per validi motivi se uscire implica entrare in contatto con altre persone. Per cui: si esce a portare il cane a fare pipì, stando a distanza da altre persone, non si esce per andare al bar a prendere il caffè quando lo si può fare in casa.
Il Decreto recita che bisogna "evitare ogni spostamento" ed "è vietata ogni forma di assembramento" anche all'aperto, in sintesi: sono chiusi ovunque cinema, teatri, palestre, matrimoni, funerali e nel weekend anche i centri commerciali, ma è garantita l'apertura di negozi di alimentari e farmacie e si può uscire di casa per fare la spesa. I bar e i ristoranti possono aprire solo dalle 6 alle 18. Chi ha più di 37,5 di febbre deve stare a casa. Ma vediamo nello specifico.
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Dal Dipartimento di Pubblica sicurezza, intanto, premettono: "Va invocato innanzi tutto il senso di responsabilità: prima di uscire bisogna chiedersi se quel che pensiamo di fare è strettamente indispensabile, o se facendolo si sta mettendo a rischio del contagio se stessi o altre persone".
Nello specifico, precisa il Dipartimento, "il padre separato può rimandare la visita al figlio, visto che capita anche durante le vacanze che non ci si veda per due o tre settimane". Quanto all'assistenza a persone disabili secondo la legge 104, è chiaro, specificano, "che l'assistenza deve essere garantita. Tuttavia non deve mai mancare il senso di responsabilità, per cui prima di andare a trovare un familiare ci si deve chiedere se non si sta mettendo a rischio la sua salute". E i pranzi della domenica o le feste di compleanno, anche se in famiglia, vanno evitati.
Restano alcuni dubbi che il Viminale sta cercando di risolvere, perché non è chiaro cosa si intenda per "territorio". La casistica è infinita e le sfumature molte. Ciò che va sempre sottolineato è che si fa appello al buon senso e al momento di difficoltà che il Paese sta vivendo: l'obiettivo, oltre che salvare vite, è evitare che più persone si ammalino contemporaneamente e gli ospedali non possano curare tutti nel modo migliore. Ma non esiste il divieto a uscire di casa, per cui si può essere sanzionati se lo si fa, esiste tuttavia il richiamo a farlo soltanto per validi motivi se uscire implica entrare in contatto con altre persone. Per cui: si esce a portare il cane a fare pipì, stando a distanza da altre persone, non si esce per andare al bar a prendere il caffè quando lo si può fare in casa.
Il Decreto recita che bisogna "evitare ogni spostamento" ed "è vietata ogni forma di assembramento" anche all'aperto, in sintesi: sono chiusi ovunque cinema, teatri, palestre, matrimoni, funerali e nel weekend anche i centri commerciali, ma è garantita l'apertura di negozi di alimentari e farmacie e si può uscire di casa per fare la spesa. I bar e i ristoranti possono aprire solo dalle 6 alle 18. Chi ha più di 37,5 di febbre deve stare a casa. Ma vediamo nello specifico.
Lavoro e necessità
I cittadini su tutto il territorio nazionale possono muoversi solo per "comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o spostamenti per motivi di salute". Non si ferma la circolazione delle merci né il trasporto pubblico e proprio oggi il presidente di Federdistribuzione, Claudio Gradara, ha ribadito che "non c'è alcuna necessità di assaltare i supermercati perché non c'è nessun problema negli approvvigionamenti. Già stamattina le merci sono al loro posto. Non c'è nessun problema nella produzione, nella distribuzione e nell'approvvigionamento". È possibile dunque andare a fare la spesa, ma è bene evitare le ore di punta e meglio entrare uno alla volta. Chi si sposta sul territorio può autocerticare le ragioni per cui lo fa ma per chi trasgredisce o dichiara il falso sono previste sanzioni che vanno fino all'arresto.SCARICA QUI IL MODULO PER L'AUTOCERTIFICAZIONE