Coronavirus, la messa arriva sull'Ape. E la mattina il rosario in streaming
Enrico Ferro
Don Andrea Vena, 52 anni, a Bibione porta la parola di Dio su un motocarro: "In un momento come questo tutti hanno bisogno di pregare"
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BIBIONE - La parola di Dio per asporto, a domicilio, con la beata vergine caricata nel cassone di un motocarro. "Ho visto gente piangere in strada, anziani appoggiati ai cancelli con le mani giunte. Questa è la mia missione ora, portare la parola di Dio a chi non ha i social". Don Andrea Vena, 52 anni, originario di Pordenone, è parroco a Bibione da 17 anni. Nella località del litorale veneziano, sotto il comune di San Michele al Tagliamento, d'estate si superano i 5 milioni di turisti. In questo periodo dell'anno, solitamente, lidi e alberghi si preparano all'appuntamento estivo con il turismo balneare.
Tuttavia lo scenario, in questi giorni, è molto diverso: strade deserte, piazze deserte, alberghi chiusi, ristoranti pure, gente chiusa in casa. "In un momento come questo tutti hanno bisogno di pregare e vivere la loro fede ma le chiese sono chiuse e così ho pensato a questa soluzione", racconta il prete, una fucina di idee, capace di inventarsi anche le messa anti discoteca per dare ai giovani un'alternativa, dalle otto di sera alle otto di mattina. Stavolta don Andrea ha trovato il modo di far arrivare a tutti le sue prediche, in modo semplice, lo stesso con cui il fornaio porta il pane.
Coronavirus, a Bibione don Andrea benedice i fedeli da un furgoncino
"Prima di tutto ho chiesto un parere al sindaco e ho informato la polizia locale", spiega. "Entrambi sono stati concordi nel dire che non si trattava di una processione e che non ci sarebbe stato assembramento di persone. Così sono partito". Un parrocchiano ha messo a disposizione il motocarro. Don Andrea ci ha caricato la statua della vergine Maria e poi ci è salito accanto, con microfono e amplificatore. "La nostra parrocchia è intitolata a Santa Maria Assunta. Il 15 di agosto, quando la portiamo in processione, ci sono centinaia di persone per strada. Lo scenario stavolta è un po' diverso".
Ecco quindi il don che mantiene l'equilibrio mentre l'Ape affronta le rotonde, attraversa i viali con i pini marittimi, percorre i rioni. "Ho incontrato i miei anziani ai cancelli di casa o giù in strada, accompagnati dai loro cari. Dicevo qualche Ave Maria, recitavo la preghiera composta appositamente per l'emergenza coronavirus. Ho notato più di qualcuno che sorrideva e faceva il segno della croce ma poi si spegneva il sorriso e gli occhi si riempivano di lacrime". Il parroco di Bibione sta cercando di arrivare comunque a tutti, nonostante le prescrizioni che impongono il blocco delle messe e la chiusura della chiesa.
Alle 9.30 c'è il rosario in diretta streaming, alle 10 la messa sul canale locale, alle 15 altra diretta televisiva, alle 18.45 cinque minuti di preghiera con i bambini del catechismo in diretta Facebook. Poi telefonate a casa degli anziani ogni due o tre giorni. "Il momento è difficile, il più difficile che abbia mai vissuto prima. Per questo bisogna che riusciamo a stare vicini, anche se siamo obbligati a stare lontani. Non ci perderemo, questo è il senso della comunità".