Coronavirus, calano le donazioni di sangue. L'appello: "Nessun rischio contagio: i centri di raccolta sono sicuri"
Michele Bocci
Negli ultimi giorni una riduzione del 10-15%. Nel Lazio i primi problemi legati alla carenza. A rischio i pazienti che hanno bisogno di trasfusioni. L'invito ai donatori: "Non abbiate paura: il percorso della donazione è protetto e sicuro, vengono prese tutte le precauzioni anti Covid-19"
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Calano le donazioni di sangue in tutta Italia a causa del coronavirus. In questi giorni si stima una riduzione del 10-15% e si teme che le cose vadano a peggiorare. Molti hanno paura di recarsi nelle strutture sanitarie perché temono di essere contagiati ma in realtà "il percorso della donazione è protetto e sicuro, vengono prese tutte le precauzioni anti Covid-19", dice Giancarlo Liumbruno, che dirige il Centro nazionale sangue.
Il calo sta iniziando a provocare problemi ai pazienti cronici, che hanno bisogno di trasfusioni per sopravvivere. "Qui a Roma le cose non vanno bene – dice Enrico Maccario di Amital, che raccoglie microcitemici e talassemici del Lazio – La nostra regione acquista sacche dal Nord ma in questo momento in quella parte del Paese ci sono problemi e quindi manca il sangue anche qui. Noi talassemici abbiamo bisogno di due sacche ogni 10-15 giorni ma in questo periodo molte trasfusioni sono saltate".
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Maccario dice ai donatori che hanno paura di recarsi in ospedale di andare presso le autoemoteche, come quelle dalla Sapienza a Roma, che sono camper attrezzati e quindi esterni alle strutture sanitarie.
Il sistema nazionale sangue non ha ancora fatto scattare l'allarme rosso perché il calo di donazioni si accompagna a una riduzione dell'attività del sistema sanitario. Visto che tutti gli interventi programmati sono stati bloccati quasi ovunque, c'è un calo generale dell'attività delle chirurgie, specialità che richiedono molto sangue.
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"Stiamo tenendo – dice Liumbruno – ma il rallentamento c'è e tra l'altro non tutte le regioni hanno ancora bloccato la loro attività programmata. Dobbiamo allora dire a tutti i donatori di non preoccuparsi e di venire negli ospedali e negli altri centri di raccolta. Ricordo che il ministero alla Salute ha inserito la donazione nelle attività di natura sanitaria per le quali è possibile spostarsi. Il percorso è sicuro, e il virus nel sangue non c'è, quindi chi riceve non rischia alcun contagio. L'unico nostro timore è che se l'epidemia si allarga rischiano di venire coinvolti gli operatori dei nostri centri".