Cronaca

Coronavirus, Beppe Fiorello su Twitter: "Basta canti sui balconi, dobbiamo fare tre giorni di lutto"

Il rimprovero dell'artista: "Ancora si fanno battutone spiritose su questa tragedia epocale, si fanno happening sui social. Rispetto per i morti e le loro famiglie". Ma non tutti sono d'accordo e le sue parole scatenano il dibattito tra i fan
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L'appuntamento quitidiano alle 18, affacciati a finestre e balconi, è ormai un rituale che in tanti aspettano contando i secondi. Gli aperitivi virtuali, organizzati in videochiamata ognuno dal divano di casa sua, cercano di attenuare la nostalgia per gli incontri abituali alla fine della giornata di lavoro. E poi le lezioni di fitness e di cucina seguite in gruppo sul web per stare in compagnia ai tempi del coronavirus, con video e foto che invadono la rete. Invece Beppe Fiorello ha postato una foto diversa, 'bacchettando' chi ironizza sull'epidemia e richiamando al silenzio e al rispetto, in onore di chi ha perso la vita a causa del virus.
"Camion militari per portare le bare dei morti e ancora si canta sui balconi, si fanno battutone spiritose su questa tragedia epocale, si fanno happening sui social. Dobbiamo fare tre giorni di lutto nazionale, rispetto per i morti e le loro famiglie, social sì ma senza fare festa", si legge in un tweet postato dall'attore, in cui si vedono mezzi militari impegnati a trasportare le salme delle vittime. Parole che hanno scatenato un acceso dibattito tra i fan dell'artista e non sono mancate le critiche.

Per Gabri i canti dai balconi "sono come scongiuri collettivi, io penso, per scacciare l'angoscia, la claustrofobia, la tensione della convivenza o della solitudine forzata. Non sono certa che sia mancanza di rispetto". Dello stesso parere è Jacopo che si dichiara in totale disaccordo con Beppe Fiorello e difende la libertà di ognuno a reagire a proprio modo alla tragedia.
C'è anche chi, come Elena, condivide la posizione di Fiorello, ma è preoccupata per le conseguenze che un clima fatto soprattutto di ansia e solitudine possa avere sui più giovani: "Pensiamo anche ai ragazzi, ai bambini, vedere speranza dalle finestre può conservare salute psichica. Non possono vivere solo nella paura che respirano intorno. E neppure gli anziani".

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