“Per i bambini un’ora d’aria al giorno”. L’appello ai sindaci di educatori e famiglie
Maria Novella De Luca , di MARIA NOVELLA DE LUCACentinaia di genitori chiedono il diritto di "passeggiata" per i figli. "Il Governo ha pensato ai cani ma non ai bambini".
Un’ora d’aria. Per respirare e sentirsi vivi. Del resto, perché i cani possono passeggiare, gli adulti fare una corsetta intorno al palazzo e i bambini invece, argento vivo, possono, tutt’al più, affacciarsi al balcone, per chi è così fortunato da averne uno? Ora che la quarantena si allunga e così le infinite giornate sedentarie tra le mura di casa, unica compagnia i genitori, il computer, la tv e il cibo, la situazione dei più piccoli, figli unici nel 70 per cento delle nostre famiglie, diventa ogni giorno più dura.
Tanto che con diverse petizioni, in due giorni, gruppi di genitori, ma anche insegnanti, psicologi, educatori, hanno chiesto ai sindaci (ma naturalmente anche al presidente del Consiglio) di rivedere le norme dell’ultimo decreto “Lockdown Italia”. Nel quale i bambini, ma non i cani, sono stati completamente dimenticati.
Con migliaia di firme sulla piattaforma “Change.org” …
Un’ora d’aria. Per respirare e sentirsi vivi. Del resto, perché i cani possono passeggiare, gli adulti fare una corsetta intorno al palazzo e i bambini invece, argento vivo, possono, tutt’al più, affacciarsi al balcone, per chi è così fortunato da averne uno? Ora che la quarantena si allunga e così le infinite giornate sedentarie tra le mura di casa, unica compagnia i genitori, il computer, la tv e il cibo, la situazione dei più piccoli, figli unici nel 70 per cento delle nostre famiglie, diventa ogni giorno più dura.
Tanto che con diverse petizioni, in due giorni, gruppi di genitori, ma anche insegnanti, psicologi, educatori, hanno chiesto ai sindaci (ma naturalmente anche al presidente del Consiglio) di rivedere le norme dell’ultimo decreto “Lockdown Italia”. Nel quale i bambini, ma non i cani, sono stati completamente dimenticati.
Con migliaia di firme sulla piattaforma “Change.org” i genitori si appellano a regole certe e sicure per poter uscire, in sicurezza, almeno mezz’ora al giorno con i propri bambini. E centocinquanta genitori fiorentini hanno scritto una lettera simile al sindaco Nardella. «Rispettiamo il diritto che avete riconosciuto ai cani di poter espletare i loro bisogni fisiologici in ripetute passeggiate nel corso di una giornata. Ma chiediamo uno specifico protocollo di comportamento, che consenta alle famiglie un tempo minimo all’aria aperta per i bambini». (Il sindaco Nardella ha risposto dicendo che non c’è divieto di passeggiare, pur nel rispetto delle norme). Norme però tutt’altro che chiare, dove si specifica sempre, ad esempio, che è consentito unicamente muoversi da soli. E i più piccoli che devono avere un adulto accanto?
«Nessuno si è posto seriamente il problema dei bambini, delle loro esigenze primarie», scrivono mille genitori al sindaco di Milano Sala, auspicando un “protocollo” sull’ora d’aria. Perché, vista la tragedia dei contagi, sarà necessario resistere a lungo, in questa quotidianità stravolta dal Covid 19. Valentina Bonifacio, antropologa all’università Ca’ Foscari, mette poi l’accento sulle famiglie più piccole tra le piccole, ossia le famiglie monoparentali. «Siamo soltanto in due, mia figlia di dieci anni e io. Ieri mi ha detto che si sentiva così sola senza le sue amiche che voleva scappare di casa. Fino a qualche giorno fa, andavamo nella piazza qui vicino a giocare a frisbee, adesso naturalmente abbiamo smesso. Ma non è chiaro cosa si può fare e cosa no. E comunque l’ora d’aria è fondamentale».
Infatti. Mentre "Wu Ming4", il collettivo di scrittori bolognesi sul loro sito “Giap”, parlano di «bambini scomparsi per decreto», Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia alla “Sapienza”, difende, ma con cautela, il diritto all’ora d’aria.
«Il loro bisogno di uscire, di muoversi è fondamentale, fisiologico, ma non si possono correre rischi. Come facciamo a evitare assembramenti? I genitori saranno
abbastanza responsabili? Forse, quartiere per quartiere, si potrebbero fare delle prove di uscite contingentate e sotto il controllo dei vigili urbani. Ma ne abbiamo la forza? Mi sembra che per adesso l’unica vera strategia, durissima per i bambini, lo ammetto, sia quella di resistere dentro casa».