Coronavirus in Italia, al via il progetto test sierologici per l'immunità
Lopalco: "La ripartenza in sicurezza andava programmata prima". Il ministro Speranza: "Segnali positivi, ma emergenza resta". Sale a 121 il numero dei medici morti. Emergenza Rsa dalla Toscana alla Puglia
Parte la procedura per i test sierologici che dovrebbero consentire di individuare i potenziali 'immunizzati' dal coronavirus. Il commissario Domenico Arcuri avrebbe avuto ieri sera dal governo l'incarico di avviare la procedura pubblica per la ricerca e l'acquisto dei test, che dovranno rispondere ad una serie di caratteristiche individuate dal ministero della Salute. Il test sarà somministrato ad un campione di 150mila persone individuate su scala nazionale e suddivise per profilo lavorativo, genere e 6 fasce di età
Lopalco: riapertura andava programmata prima, ora no scuole
"Noi stiamo facendo bene a non riaprire le scuole, riaprirle subito è rischioso perchè sono un nucleo di circolazione del virus particolarmente efficiente. La ripartenza deve essere fatta in sicurezza. Forse avremmo dovuto pensarci qualche settimana prima a programmare quest'azione". Lo ha detto Pier Luigi Lopalco, epidemiologo dell'università di Pisa, ad Agorà su Rai 3.
I medici vittime
Sale a 121 il bilancio delle vittime fra i medici in Italia. Gli ultimi sono: Patrizia Longo (medico di famiglia), Enrico Boggio (odontoiatra), Eugenio Malachia Brianza (medico Serd), Elisabetta Mangiarii (medico di famiglia), Marco Spissu (chirurgo).
Sono molti anche i sacerdoti, 110, che sono stati uccisi dal virus. Il bollettino e' aggiornato al 13 aprile, Lunedi' dell'Angelo.
94 detenuti positivi
Sono complessivamente 94 i detenuti ad oggi positivi al coronavirus, quasi tutti asintomatici, mentre 11 sono ricoverati in strutture sanitarie. Questi i dati forniti dal Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, secondo cui sono 19, fino a oggi, i detenuti guariti dall'infezione da Covid-19: di questi, 14 hanno affrontato la quarantena all'interno delle camere di isolamento sanitario appositamente predisposte per ospitare i soggetti contagiati e i restanti 5 nelle strutture ospedaliere dove erano ricoverati. Restano due i decessi registrati fra i detenuti, di cui uno mentre si trovava in detenzione domiciliare in ospedale.
Morto un novantenne che era ospite della Rsa di Montevarchi (Arezzo) e che era stato colpito da coronavirus. È la seconda vittima della struttura nel giro di una giornata. L'uomo era originario del Valdarno fiorentino, aveva 93 anni ed era stato trasportato all'ospedale San Donato di Arezzo dopo essere risultato positivo al virus. Nella stessa Rsa di Montevarchi altri 29 anziani ospiti e sei operatori sanitari sono risultati positivi. Martedì 14 aprile era morta una donna ultranovantenne della Rsa di Montevarchi, anche lei positiva al coronavirus e sempre all'ospedale di Arezzo dove era stata ricoverata.
In Puglia 76 ospiti Rsa contagiati
Nella provincia di Barletta-Andria-Trani sono 76 gli ospiti contagiati in diverse strutture e l'Asl è dovuto correre ai ripari con un piano straordinario. "I nostri interventi sono stati immediati e contestuali -dice Alessandro Delle Donne, direttore generale Asl Bt- stiamo agendo in maniera costante e sinergica per contenere i contagi, mettere in sicurezza i pazienti e consentire agli operatori di lavorare nel rispetto di quanto previsto dalle disposizioni ministeriali, regionali e aziendali".
Il ministro Speranza: "Siamo nel pieno della crisi"
"La situazione è ancora seria, le misure stanno portando i risultati e grazie al comportamento degli italiani è stato possibile salvate migliaia e migliaia di persone ma serve essere realisti perchè i sono numeri ancora seri e pesanti": lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza nel corso della trasmissione "di martedi" su La7. "Alcuni indicatori sono positivi ma siamo nel pieno della crisi, non ci servono polemiche ma lavorare assieme" ha detto.
Il Papa: "Preghiamo per anziani soli e impauriti. Sono le nostre radici, la nostra storia"
"Preghiamo oggi per gli anziani, specialmente per coloro che sono isolati o nelle case di riposo". Lo ha detto il Papa nell'introduzione della messa a Santa Marta. Gli anziani " hanno paura, paura di morire da soli. Sentono questa pandemia come una cosa aggressiva". "Loro sono le nostre radici, la nostra storia - ha proseguito il Papa - . Loro ci hanno dato la fede, la tradizione, il senso di appartenenza, una patria. Preghiamo per loro perché il Signore gli sia vicino in questo momento".