Coronavirus. Trieste lancia l'idea: tintarella a turni. E in Sardegna si invoca un tavolo per dare regole comuni
La proposta dei box in plexiglass
La Sib campana: "Fateci riaprire e garantiremo le distanze". La Sicilia: "Stabilimenti presidio di sicurezza"
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Spiagge, mare e lettini. No ai box in plexiglass, no a carceri sulla spiaggia, ma sì ai turni e alla sorveglianza rigida sotto l'ombrellone. Tra le ipotesi più strampalate, dai tunnel igienizzanti ai box di plexiglass, spunta anche qualche idea di buon senso anche se difficile da realizzare.
Ci pensa Trieste, con la tintarella a ore. Una sfida che non sarà facile vincere. "Responsabilità e altruismo - sottolinea Giorgio Rossi, l'assessore comunale con delega agli stabilimenti pubblici sul quotidiano Il Piccolo - saranno i punti cardine attorno ai quali costruire la gestione di queste strutture. si potranno passare tre, quattro ore ai Topolini, così come alla Lanterna, lasciando poi il posto a qualcun altro".
Anche in Sardegna invece si deridono i box in plexiglass. "Impossibile per l'isola pensare a una soluzione con i box - spiega Claudio Del Giudice, presidente regionale del Sib - Con il vento che abbiamo sarebbe poco adatto. E, oltre tutto, anche pericoloso per i bagnanti
E rilancia: "Qui bisogna pensare a delle regole comuni. Ma anche alle esigenze delle diverse tipologie di spiaggia. Un conto è il Poetto, un altro è una caletta in Gallura. Serve un tavolo tecnico con tutti gli assessorati in qualche modo coinvolti, dai trasporti agli enti locali. Naturalmente con l'assessorato alla Sanità. Bisogna darsi delle norme, non bastano quelle generali dell'Oms".
Intanto continuano i lavori negli stabilimenti. Sulle spiagge di Cinquale, a Montignoso (Massa Carrara) i titolari degli stabilimenti hanno avuto il permesso di recarsi nei loro stabilimenti rispettando il decreto del presidente del consiglio, quindi evitando di creare assembramenti e mantenendo le distanze di sicurezza durante i lavori, indossando le mascherine.
Sib (Sindacato italiano balneari) e Fiba (Federazione italiana imprese balneari) concordano su un punto: è importante riaprire garantendo la massima sicurezza dei clienti negli stabilimenti, prevedendo strumenti di protezione individuale, allargando lo spazio tra gli ombrelloni e riducendo il numero di accessi per evitare assembramenti. Totalmente bocciata, quindi, l'ipotesi dei moduli di plexiglass per isolare le persone. "E' una proposta vergognosa" dice Marcello Giocondo, presidente del Sib campano, "un'operazione di aziende in difficoltà. Noi vogliamo riaprire e garantiremo il distanziamento necessario".
E intanto anche le associazioni di categoria siciliane chiedono di avere accesso alle strutture per prepararsi all'estate. "La presenza degli stabilimenti balneari - si legge nel documento unitario di Fiba Confesercenti Sicilia, Sib Confcommercio Sicilia e Cna Balneari Sicilia. - costituisce un presidio fondamentale per la sicurezza di tutto ciò che accade sui litorali che oggi diviene strategico quale ulteriore garanzia che la fruizione delle spiagge avvenga nel rispetto delle misure preordinate per il contenimento dei contagi da Covid 19".