Cronaca

Quando la storia ha cambiato i nostri sogni

Adolf Hitler 
Nel 1936 una giornalista tedesca Charlotte Berardt raccolse i racconti di conoscenti nel momento della presa del potere di Hitler. Molti anni dopo, durante il sequestro di Moro, lo psicoanalista Elvio Fachinelli fece un'operazione simile
1 minuti di lettura
Nel 1936 una giornalista tedesca Charlotte Berardt raccolse i sogni di conoscenti nel momento della presa del potere di Hitler e li pubblicò ad anni di distanza in "Il Terzo Reich e i sogni" (Meltemi). Da quei sogni emergevano con anticipo le paure e le angosce dinanzi al nuovo potere totalitario. In quegli stessi mesi anche Walter Benjamin, attento al mondo onirico ispirato dall’arte dei surrealisti, s’interrogava circa le visioni notturne dei propriconnazionali e ne scrive a Gershom Scholem . 

Nel corso della guerra mondiale che coinvolse l’Italia, e in particolare nei mesi della occupazione tedesca, i sogni recavano il segno palese di quanto avveniva attorno. Un ex deportato francese, Jean Cayrol, in "Lazzaro tra noi" (Nonostante Edizioni) registrò i sogni che tormentavano i deportati nei Lager nazisti durante la loro detenzione. Molto tempo dopo, durante quell’evento traumatico che fu il sequestro Moro, lo psicoanalista Elvio Fachinelli scrisse dei sogni dei propri pazienti su “L’Espresso” cercando di analizzare le fantasie che il rapimentoaveva suscitato in loro. Per questo è interessante sapere oggi, nei giorni del virus, di cosa parlano i nostri sogni.