Un funerale per i morti che non l’hanno avuto
Paolo RodariLa Cei: cerimonie ammesse da lunedì anche per chi è deceduto nei giorni del divieto. “Un momento che aiuta a elaborare il lutto”. Solo le vittime del Covid sono 27mila
ROMA - Non ci sarà la salma, né l’urna con le ceneri, ma le oltre 27.000 vittime di coronavirus che se ne sono andate senza che i loro cari potessero salutarle, e tutti gli altri morti durante il lockdown, da lunedì potranno essere ricordati con una messa riservata al massimo a 15 persone.
Il via libera, dal 4 maggio, ai funerali celebrati con il massimo delle misure di distanziamento sociale, come prevede il nuovo Dpcm, è un’apertura che alleggerisce il lutto collettivo dell’Italia ferita nei suoi sentimenti più profondi. E che può essere di conforto anche a chi non ha potuto dare l’ultimo saluto ai propri cari.
In via ufficiosa, la Conferenza episcopale italiana spiega a Repubblica che si faranno messe esequiali per le persone scomparse nell’ultimo mese e mezzo. Tutti potranno chiedere al proprio parroco di celebrare una messa in ricordo di un familliare defunto, ovviamente senza disseppellire la salma n&eacut…
Il via libera, dal 4 maggio, ai funerali celebrati con il massimo delle misure di distanziamento sociale, come prevede il nuovo Dpcm, è un’apertura che alleggerisce il lutto collettivo dell’Italia ferita nei suoi sentimenti più profondi. E che può essere di conforto anche a chi non ha potuto dare l’ultimo saluto ai propri cari.
In via ufficiosa, la Conferenza episcopale italiana spiega a Repubblica che si faranno messe esequiali per le persone scomparse nell’ultimo mese e mezzo. Tutti potranno chiedere al proprio parroco di celebrare una messa in ricordo di un familliare defunto, ovviamente senza disseppellire la salma n&eacut…
ROMA - Non ci sarà la salma, né l’urna con le ceneri, ma le oltre 27.000 vittime di coronavirus che se ne sono andate senza che i loro cari potessero salutarle, e tutti gli altri morti durante il lockdown, da lunedì potranno essere ricordati con una messa riservata al massimo a 15 persone.
Il via libera, dal 4 maggio, ai funerali celebrati con il massimo delle misure di distanziamento sociale, come prevede il nuovo Dpcm, è un’apertura che alleggerisce il lutto collettivo dell’Italia ferita nei suoi sentimenti più profondi. E che può essere di conforto anche a chi non ha potuto dare l’ultimo saluto ai propri cari.
In via ufficiosa, la Conferenza episcopale italiana spiega a Repubblica che si faranno messe esequiali per le persone scomparse nell’ultimo mese e mezzo. Tutti potranno chiedere al proprio parroco di celebrare una messa in ricordo di un familliare defunto, ovviamente senza disseppellire la salma né portare in chiesa le ceneri qualora il corpo sia stato cremato. La volontà della Chiesa, infatti, è quella di aiutare i parenti a superare il lutto. E si ritiene che la messa esequiale sia la forma migliore. Ciò che non è ancora deciso è se la funzione contemplerà la sola liturgia della parola o anche la consacrazione vera e propria. Essendo il momento della distribuzione dell’eucaristia uno dei più critici dal punto di vista della sicurezza dei fedeli, c’è chi ha avanzato la proposta di fermarsi alla prima parte della messa, quella che si conclude con l’ascolto dell’omelia.
In qualche misura, una cosa analoga era già stata fatta lo scorso 27 marzo, quando non era già più ammesso celebrare alcuna funzione religiosa. In quella giornata, la Cei chiese ai suoi vescovi di andare ai cancelli dei cimiteri italiani per una preghiera in suffragio delle vittime, una benedizione. E così avvenne.
Certo, ogni diocesi troverà il modo migliore per portare conforto ai parenti di chi è mancato in queste settimane. Spiega monsignor Francesco Massara, arcivescovo di Camerino - San Severino Marche e amministratore di Fabriano-Matelica: «Quando ci sarà concesso di celebrare con i fedeli, faremo una messa di offerta per le vittime o una veglia di preghiera. Sono gli stessi parenti di morti per coronavirus a chiedercelo. Molte famiglie non sono nemmeno potute andare al cimitero perché in quarantena. Ad esempio, nella mia diocesi, due fratelli hanno perso il papà e dopo qualche giorno la mamma. Non sono potuti andare al cimitero perché erano in quarantena. Per tutti ci sarà un momento di preghiera, che ritengo necessaria».
L’interlocuzione costante di questi giorni con la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese sfocerà in un mini-protocollo con le regole per i funerali, in attesa che venga dato anche l’ok alla ripresa delle messe. Il confronto negli ultimi giorni ha visto un’accelerazione e, con tutta probabilità, i sacerdoti potranno tornare a celebrare il 10 o l’11 maggio, se dispongono di uno spazio all’aperto, e dopo due settimane anche al chiuso. Ai fedeli però, almeno in un primo momento, sarà consentito andare a messa solo nella chiesa più vicina a casa per limitare gli spostamenti.
Le messe esequiali, invece, alla presenza di sole 15 persone tutte con la mascherina, saranno consentite già da lunedì. Il piccolo corteo funebre potrà anche accompagnare il feretro ( in caso di persone che non sono state ancora sepolte o cremate) fino al cimitero. Ci sono invece diverse perplessità sulla riapertura dei cimiteri, che molti sindaci hanno già autorizzato da lunedì, prevedendo sistemi di ingressi contingentati. Solo che portare un fiore sulla tomba di un congiunto, almeno fino al 17 maggio, non rientra tra gli spostamenti necessari giustificati.
Il via libera, dal 4 maggio, ai funerali celebrati con il massimo delle misure di distanziamento sociale, come prevede il nuovo Dpcm, è un’apertura che alleggerisce il lutto collettivo dell’Italia ferita nei suoi sentimenti più profondi. E che può essere di conforto anche a chi non ha potuto dare l’ultimo saluto ai propri cari.
In via ufficiosa, la Conferenza episcopale italiana spiega a Repubblica che si faranno messe esequiali per le persone scomparse nell’ultimo mese e mezzo. Tutti potranno chiedere al proprio parroco di celebrare una messa in ricordo di un familliare defunto, ovviamente senza disseppellire la salma né portare in chiesa le ceneri qualora il corpo sia stato cremato. La volontà della Chiesa, infatti, è quella di aiutare i parenti a superare il lutto. E si ritiene che la messa esequiale sia la forma migliore. Ciò che non è ancora deciso è se la funzione contemplerà la sola liturgia della parola o anche la consacrazione vera e propria. Essendo il momento della distribuzione dell’eucaristia uno dei più critici dal punto di vista della sicurezza dei fedeli, c’è chi ha avanzato la proposta di fermarsi alla prima parte della messa, quella che si conclude con l’ascolto dell’omelia.
In qualche misura, una cosa analoga era già stata fatta lo scorso 27 marzo, quando non era già più ammesso celebrare alcuna funzione religiosa. In quella giornata, la Cei chiese ai suoi vescovi di andare ai cancelli dei cimiteri italiani per una preghiera in suffragio delle vittime, una benedizione. E così avvenne.
Certo, ogni diocesi troverà il modo migliore per portare conforto ai parenti di chi è mancato in queste settimane. Spiega monsignor Francesco Massara, arcivescovo di Camerino - San Severino Marche e amministratore di Fabriano-Matelica: «Quando ci sarà concesso di celebrare con i fedeli, faremo una messa di offerta per le vittime o una veglia di preghiera. Sono gli stessi parenti di morti per coronavirus a chiedercelo. Molte famiglie non sono nemmeno potute andare al cimitero perché in quarantena. Ad esempio, nella mia diocesi, due fratelli hanno perso il papà e dopo qualche giorno la mamma. Non sono potuti andare al cimitero perché erano in quarantena. Per tutti ci sarà un momento di preghiera, che ritengo necessaria».
L’interlocuzione costante di questi giorni con la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese sfocerà in un mini-protocollo con le regole per i funerali, in attesa che venga dato anche l’ok alla ripresa delle messe. Il confronto negli ultimi giorni ha visto un’accelerazione e, con tutta probabilità, i sacerdoti potranno tornare a celebrare il 10 o l’11 maggio, se dispongono di uno spazio all’aperto, e dopo due settimane anche al chiuso. Ai fedeli però, almeno in un primo momento, sarà consentito andare a messa solo nella chiesa più vicina a casa per limitare gli spostamenti.
Le messe esequiali, invece, alla presenza di sole 15 persone tutte con la mascherina, saranno consentite già da lunedì. Il piccolo corteo funebre potrà anche accompagnare il feretro ( in caso di persone che non sono state ancora sepolte o cremate) fino al cimitero. Ci sono invece diverse perplessità sulla riapertura dei cimiteri, che molti sindaci hanno già autorizzato da lunedì, prevedendo sistemi di ingressi contingentati. Solo che portare un fiore sulla tomba di un congiunto, almeno fino al 17 maggio, non rientra tra gli spostamenti necessari giustificati.