Sequestro Silvia Romano, le Ong italiane: "La solidarietà richiede professionalità"
Vladimiro Polchi , di VLADIMIRO POLCHIOxfam e Save the children festeggiano la liberazione della cooperante, ma non ci stanno a finire sul banco degli imputati: "Non siamo degli sprovveduti, non mandiamo i nostri collaboratori allo sbaraglio"
"La solidarietà richiede professionalità". "Per chi fa cooperazione, soprattutto in contesti estremi, è fondamentale il rispetto dei protocolli di sicurezza". Le ong italiane festeggiano la liberazione di Silvia Romano, ma non ci stanno a finire sul banco degli imputati, con l'accusa di non garantire a pieno l'incolumità del proprio personale: "Non siamo degli sprovveduti, non mandiamo i nostri collaboratori allo sbaraglio".
Oxfam Italia
"La storia di Silvia racconta innanzitutto di un mondo fatto di generosità, solidarietà e partenariato, che accomuna tutte le ong, piccole, medie e grandi - sostiene Francesco Petrelli di Oxfam Italia - per chi come noi lavora da anni in progetti di sviluppo e aiuto umanitario, la solidarietà richiede sempre professionalità, soprattutto in contesti di conflitto. Le ong si devono dare e devono rispettare protocolli di sicurezza e codici di condotta…
"La solidarietà richiede professionalità". "Per chi fa cooperazione, soprattutto in contesti estremi, è fondamentale il rispetto dei protocolli di sicurezza". Le ong italiane festeggiano la liberazione di Silvia Romano, ma non ci stanno a finire sul banco degli imputati, con l'accusa di non garantire a pieno l'incolumità del proprio personale: "Non siamo degli sprovveduti, non mandiamo i nostri collaboratori allo sbaraglio".