Fase 2, negozi, bar, ristoranti e parrucchieri: pochi all'interno, distanziati e con prenotazione. La nostra nuova vita
Michele Bocci
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Cristina Nadotti
Dal 18 maggio aperti negozi, bar, ristoranti e parrucchieri. Ecco le regole. Spadafora sulle palestre: "Al via dal 25". Ma i tecnici frenano: "Serve più tempo"
Aggiornato 4 minuti di lettura
Sarà una vita diversa, tanto che usare il termine “ripresa” è improprio, perché da lunedì 18 maggio si comincerà qualcosa di nuovo, piuttosto che riprendere da dove si era interrotto. Le file continueranno a caratterizzare le nostre giornate: al ristorante si dovrà obbligatoriamente prenotare, il posto in spiaggia si troverà con la app, niente telefonata all’ultimo minuto al parrucchiere per un’aggiustatina, tutto andrà organizzato in anticipo e prevedendo molto più tempo di quanto ne calcolavamo prima.
La riapertura, poi, non è ancora sicura per tutti. Il ministro delle Politiche giovanili e dello sport, Vincenzo Spadafora dice che «deve ripartire lo sport di base, devono riaprire tutti quei centri che sono una necessità per i cittadini italiani, dalle palestre ai centri danza, a tutti gli impianti e ai circoli sportivi» e indica la data del 25 maggio. Tuttavia, fonti del…
Sarà una vita diversa, tanto che usare il termine “ripresa” è improprio, perché da lunedì 18 maggio si comincerà qualcosa di nuovo, piuttosto che riprendere da dove si era interrotto. Le file continueranno a caratterizzare le nostre giornate: al ristorante si dovrà obbligatoriamente prenotare, il posto in spiaggia si troverà con la app, niente telefonata all’ultimo minuto al parrucchiere per un’aggiustatina, tutto andrà organizzato in anticipo e prevedendo molto più tempo di quanto ne calcolavamo prima.
La riapertura, poi, non è ancora sicura per tutti. Il ministro delle Politiche giovanili e dello sport, Vincenzo Spadafora dice che «deve ripartire lo sport di base, devono riaprire tutti quei centri che sono una necessità per i cittadini italiani, dalle palestre ai centri danza, a tutti gli impianti e ai circoli sportivi» e indica la data del 25 maggio. Tuttavia, fonti del Comitato tecnico scientifico fanno sapere che ci vorrà ancora tempo per stilare le regole per andare ad allenarsi in sicurezza. E chi avrà voglia di frequentare la palestra prenotandosi in anticipo e sapendo, come ha ipotizzato il comitato dei gestori degli impianti, che non si potrà fare la doccia negli spogliatoi e si dovrà sudare con la mascherina sulla faccia e i guanti di gomma?
Il distanziamento sociale durerà molto più a lungo di qualche settimana, quanto a lungo non si sa. Come accade agli imprenditori, che si chiedono se a fronte di spese e afflussi ridotti vale davvero la pena riaprire, ciascuno di noi finirà per chiedersi se un caffè al bar vale la fila e se la classica pizza e birra hanno lo stesso sapore, se l’amico è al di là del plexiglass.
Bar: sì al caffè al banco ma a distanza. Vietato ogni tipo di buffet
Bancone disinfettato dopo ogni cliente. Ci si dovrà abituare a vedere il barista disinfettare subito il punto dove poggiava la tazzina e dove eventualmente ci si è avvicinati per la consumazione. Vietate lattiera e zuccheria. Pochi bar non hanno le bustine, ma ora le norme vietano “utensili e contenitori riutilizzabili” a meno che non li si igienizzi subito. Il latte lo verserà il barista La fine dell’apericena. Poiché sono vietati i buffet, non ci si potrà più servire nei vassoi al bancone. Vietate anche le ciotole delle patatine che venivano prese con le mani Accesso limitato alla toilette. La chiave per andare al bagno è veicolo di contagio e la toilette va disinfettata spesso. Facile prevedere che in molti bar usare i servizi sarà più difficile di prima.
Ristoranti: sulla lavagna o con una app, il menu non si potrà più sfogliare
Addio alla carta dei piatti. La cartelletta andrebbe disinfettata ogni volta e allora meglio scrivere le pietanze su una lavagna, oppure far scegliere con una app via smartphone Il cameriere protetto. Il sorriso di benvenuto del cameriere bisognerà immaginarlo: le regole Inail impongono “l’uso della mascherina chirurgica per tutto il turno di lavoro”. Meglio se all’aperto. Le regole recitano che “ci deve essere il ricambio di aria naturale”. I tavoli all’aperto andranno a ruba, purché posizionati a una distanza di 4 metri quadrati. Niente più contanti. I soldi sono sporchi e non solo metaforicamente. Meglio usare carte e bancomat e alle casse ci saranno le barriere separatorie e si andrà con la mascherina.
Spiagge: check-in per l’ingresso ai lidi. Chiuse le aree gioco per bambini
A cinque metri di distanza.Tra gli ombrelloni della stessa fila dovranno esserci almeno 4,5 metri. Sdraio e lettini, non si potranno comunque mettere a meno di 2 metri da quelli dei vicini.
Niente partite a calcio e beach volley. Sono vietate tutte le attività ludico sportive “che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo”.
L’app per gli arenili liberi. Le amministrazioni sono invitate a realizzare app e altri sistemi per promuovere la prenotazione i parcheggi e gli spazi, segnalati, nelle spiagge libere.
No alla respirazione bocca a bocca. In caso di emergenza affogamento i soccorritori dovranno praticare le compressioni sul torace ma non la ventilazione.
Alberghi: chiavi e letti sanificati. Colazione servita al tavolo
Vacanze saldate online. L’obiettivo è evitare lo scambio di denaro, per questo si chiede che i soldi per la camera vengano versati dal cliente prima del suo arrivo.
Gli spazi comuni aperti sono un’eccezione. I clienti potranno stare solo in camera nelle strutture che non assicurano il distanziamento negli spazi comuni dell’hotel.
Nell’ascensore uno alla volta. Piccoli e chiusi, gli ascensori, sono luoghi a rischio contagio e per questo devono ospitare una sola persona alla volta e essere sanificati spesso.
Scompaiono i buffet. I clienti degli alberghi dovranno rinunciare a uno dei piaceri della villeggiatura. La colazione a buffet è considerata troppo rischiosa.
Negozi: nei camerini con le protezioni. E due addetti per ogni cliente
Il percorso per entrare e per uscire. Se non ci sono due ingressi, bisognerà comunque organizzare un percorso dentro al negozio. I clienti che entrano e che escono non si devono incrociare.
Una sola persona se c’è poco spazio. Se la superficie del negozio è inferiore ai 25 metri quadrati è ammessa l’entrata soltanto di un cliente per volta.
Si possono provare i vestiti. Via libera alla prova di abiti e scarpe ma i clienti si devono prima pulire le mani e devono sempre indossare la mascherina.
Sanificazione quotidiana. Gli esercizi commerciali devono essere sanificati ogni giorno mentre non è vietato ai clienti toccare la merce
Parrucchieri: niente più riviste nei saloni. Borsa chiusa in sacchetti monouso
Postazioni a due metri. Si entra da soli e ci si siede a posti alternati. Obbligo di dispositivi di protezione per lavoranti e clienti che dovranno indossare mantelle e grembiuli monouso.
Prenotazione obbligatoria. Necessario prendere appuntamento e definire il tempo necessario per il trattamento. Dai tavolini spariranno giornali e riviste per l’intrattenimento.
Porte aperte e conversazioni allo specchio. Raccomandato lavorare garantendo il ricambio d’aria.I lavoranti dovranno parlare al cliente sempre alle spalle. Occupazione di suolo pubblico in esterno per le attese
Lavarsi la barba a casa prima del taglio.Dal barbiere bisognerà arrivare già pronti. Gli oggetti personali dovranno essere riposti in un sacchetto monouso che verrà consegnato all’ingresso in sala.
Centri estetici: restano chiuse le aree spa. E in cabina mascherine speciali
Niente sauna e bagno turco. I trattamenti in cabina singola sono consentiti a porte chiuse ma resta vietato l’utilizzo di sauna, bagno turco e vasche per idromassaggio.
Mascherine e visiere per gli operatori. Non bastano le chirurgiche. Gli operatori dovranno proteggersi anche con visiere o con dispositivi Ffp2 o Ffp3 in caso di trattamenti al viso.
Sì ai trattamenti al viso ma senza vapore. Per queste prestazioni bisognerà prevedere non una cabina ma un locale differenziato e areato e trovare modalità che non prevedano la vaporizzazione.
Pagamenti con bancomat. Prenotazione obbligatoria con tempi che consentano la sanificazione delle cabine dopo ogni trattamento. Plexiglass alle casse e solo transazioni online.
Chiese: le acquasantiere saranno vuote. Sì agli igienizzanti all’ingresso
Percorsi disegnati a terra. Volontari all’ingresso per indicare da dove si entra e da dove si esce. Cartelli sui portoni con le norme da rispettare per il distanziamento.
L’eucarestia senza toccare le mani. “Il problema per noi non sarà evitare il contatto con i fedeli, si può fare - dice padre Gianluigi Ameglio - Difficile sarà prendere le ostie con i guanti di gomma”.
No all’acqua benedetta. I fedeli non troveranno l’acquasantiera ma il dispenser di igienizzante che andrà utilizzato prima di entrare e di partecipare all’eucarestia.
Le offerte senza questua. Nonostante l’obbligo di mascherina per tutti, non ci sarà chi si avvicina ai banchi per la questua: le offerte andranno depositate in un contenitore apposito.