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Romagna, si ritorna al mare. A Rimini una sterminata spiaggia libera

Gli stabilimenti balneari stanno portando avanti i lavori per avviare la stagione, ma i primi turisti non si sono fatti attendere
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RIMINI - Trovare parcheggio a Rimini, soprattutto nei weekend, di solito è un'impresa. Oggi invece c'era l'imbarazzo della scelta: lungomare libero dalle macchine, tanta gente in bici e rollerblade. E sullo sfondo una spiaggia ancora più vasta del solito, completamente sgombra. Cielo, mare e sabbia a perdita d'occhio. Nel giorno della riapertura degli stabilimenti, prevista inizialmente per il 25 poi anticipata al sabato, la spiaggia di Rimini rimane chiusa. Meglio: chiusa alla tintarella organizzata. Perché il resto è una sterminata spiaggia libera. Distanze di sicurezza? Roba da ridere: Rimini oggi è la spiaggia libera più grande d'Europa, due milioni di metri quadrati.

I bagnini si danno da fare per portare a termine i lavori, ma c'è ancora tanto in sospeso: la sabbia va spianata, in alcuni punti ci sono le ruspe all'opera, e poi i gazebo da montare, le passerelle da rifare, gli ombrelloni da posizionare …
RIMINI - Trovare parcheggio a Rimini, soprattutto nei weekend, di solito è un'impresa. Oggi invece c'era l'imbarazzo della scelta: lungomare libero dalle macchine, tanta gente in bici e rollerblade. E sullo sfondo una spiaggia ancora più vasta del solito, completamente sgombra. Cielo, mare e sabbia a perdita d'occhio. Nel giorno della riapertura degli stabilimenti, prevista inizialmente per il 25 poi anticipata al sabato, la spiaggia di Rimini rimane chiusa. Meglio: chiusa alla tintarella organizzata. Perché il resto è una sterminata spiaggia libera. Distanze di sicurezza? Roba da ridere: Rimini oggi è la spiaggia libera più grande d'Europa, due milioni di metri quadrati.

I bagnini si danno da fare per portare a termine i lavori, ma c'è ancora tanto in sospeso: la sabbia va spianata, in alcuni punti ci sono le ruspe all'opera, e poi i gazebo da montare, le passerelle da rifare, gli ombrelloni da posizionare con le ormai note distanze. "Contiamo di farcela per il 29 - dice Stefano Mazzotti del bagno 27 - Oggi sarebbe stato impossibile: abbiamo avuto il permesso di iniziare i lavori il 4 maggio, poco più di due settimane non sono sufficienti. E poi preferiamo aspettare l'ordinanza comunale con indicazioni precise sulle misure da prendere: inutile partire per poi magari dover riadattare tutto una seconda volta".

A due bagni più in là si lavora con l'aiuto di un bicchiere di Sangiovese: "La riapertura anticipata è stata voluta per gli stabilimenti del ravennate e del ferrarese - dice il bagnino, alle prese con un tendone - In quelle zone, meno colpite dal virus, i lavori sono partiti prima. Qui i clienti scalpitano, i locali vogliono riprendersi il loro mare, e poi noi abbiamo tanti veneti e lombardi che stanno già telefonando per i prossimi mesi, quando saremo pronti ad accoglierli. La Romagna non è solo mare e spiaggia, è un luogo rifugio: la gente vuole tornare perché qui si sente bene". Con lui c'è anche Riccardo Rinaldi, dj da spiaggia di lungo corso, che studia l'allestimento di un chiringuito, catene d'oro al collo e il berretto con la scritta PIMP, il suo nome d'arte: "Quest'estate non si balla, questo è poco ma sicuro. Vedrò di mettere della musica da ascolto, chi lo sa. Per ora viviamo in un limbo, ma una soluzione la troveremo".

Intanto, qualcuno si gusta un caffè al bar, e sul bagnasciuga c'è chi si gode un'insolita tranquillità senza doversi preoccupare del distanziamento. "A dire la verità non ci sarebbe dispiaciuto trovare gli ombrelloni pronti, ma siamo contente anche così - dicono Loretta e Cinzia, due signore riminesi dall'incarnato ancora latteo - Per oggi va bene, ma non potremo passare tutta l'estate senza le comodità degli stabilimenti, i lettini, i bagni: che fatica! C'è solo un po' di preoccupazione sui prezzi: speriamo non aumentino troppo". Un gruppo di ragazze la pensa diversamente: "Magari fosse sempre così! Un'enorme spiaggia libera aperta a tutti: molto meglio". Due giovani amici marchigiani invece non si stupiscono: "Ah perché di solito ci sono gli ombrelloni? Ma va....". Un'altra coppia di bolognesi, partiti con l'idea riposare sul lettino, s' accontenta del fai da te: "Per fortuna avevo messo un ombrellone in macchina: è tornato utile!". Tra chi apprezza l'inaspettata libertà di un intero litorale, e chi invece non vede l'ora di poter tornare sotto l'ombrellone, non c'è spazio per la post-pandemia: qui, davanti al mare, ci si sente davvero al sicuro