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Valeria Bilello in 'Curon' "Vi faccio scoprire i misteri di una donna"

L'attrice è protagonista dela nuova serie Netflix ambientata in Alto Adige
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La ragazza con la valigia ha scelto l’Italia. Valeria Bilello, 34 anni, una carriera fatta di tv (vj a Mtv, volto di Nonsolomoda), cinema d’autore (Salvatores, Avati), lunga serialità made in Italy (Squadra mobile, Liberi tutti) e serie cult di Netflix come Sense8 di Lana e Lilly Wachowski, (unica attrice italiana nel ruolo di una cattivona) nei misteri di Curon si è trovata a suo agio. Nel mistery che esplora il soprannaturale, su Netflix dal 10 giugno in 190 paesi, diretto da Fabio Mollo e Lyda Patitucci ambientato in Alto Adige, nello specchio del lago di Resia con il campanile sommerso, ha il ruolo di una madre inquieta che nasconde un segreto. “Netflix ci punta tanto, siamo fiduciosi e speranzosi” racconta l’attrice “sono sicura che all’estero sarà capita e apprezzata. In Italia invece siamo un po’ troppo severi con noi stessi”. In questo mistery in cui la natura è protagonista con paesaggi mozzafia…
La ragazza con la valigia ha scelto l’Italia. Valeria Bilello, 34 anni, una carriera fatta di tv (vj a Mtv, volto di Nonsolomoda), cinema d’autore (Salvatores, Avati), lunga serialità made in Italy (Squadra mobile, Liberi tutti) e serie cult di Netflix come Sense8 di Lana e Lilly Wachowski, (unica attrice italiana nel ruolo di una cattivona) nei misteri di Curon si è trovata a suo agio. Nel mistery che esplora il soprannaturale, su Netflix dal 10 giugno in 190 paesi, diretto da Fabio Mollo e Lyda Patitucci ambientato in Alto Adige, nello specchio del lago di Resia con il campanile sommerso, ha il ruolo di una madre inquieta che nasconde un segreto. “Netflix ci punta tanto, siamo fiduciosi e speranzosi” racconta l’attrice “sono sicura che all’estero sarà capita e apprezzata. In Italia invece siamo un po’ troppo severi con noi stessi”. In questo mistery in cui la natura è protagonista con paesaggi mozzafiato, tra boschi e ombre, Bilello è Anna, una giovane madre che torna a Curon, insieme ai figli gemelli diciassettenni. Quando sparirà, inghiottita nel nulla, spetterà ai ragazzi ricostruire la storia della famiglia con i suoi oscuri segreti. “È una madre che è rimasta bambina; si è cresciuta i figli da sola, è una ragazza interrotta, si veste come loro. Quando torna a Curon è un po’ come se il passato tornasse” spiega Bilello “noi attori ci facciamo una vaga idea del ruolo, non mi era stato rivelato molto, nelle dieci pagine che mi avevano dato da leggere volutamente non si capiva. Ho pensato: allora è una schizofrenica, perché parla con se stessa e una certo punto esplode. Ho portato una versione che conteneva quella possibilità ed è piaciuta. Per un attore è bellissimo avere a che fare con un personaggio del genere, Anna è luci e ombre: la luce diventa ombra, e l’ombra si trasforma in luce”.

Dopo la parentesi americana e il ritorno in Italia, racconta che le hanno offerto solo “progetti internazionali. All’epoca di Sense8 mi sono detta: ‘Ok basta, mi trasferisco in America o a Londra’, per cavalcare la situazione. Ma poi non l’ho voluto fare, ho un’agenzia che mi segue all’estero. Devi fare le cose se senti di poterle affrontare. Ho passato tanto tempo negli Stati Uniti, non volevo più scambiare la vita con un’altra me. Ma la scelta di tornare in Italia non mi ha penalizzata, Curon va in 190 paesi, ho un film inglese e uno americano in uscita. Le cose che semini sbocciano, stando in Italia non è vero che hai meno possibilità”.


Ha sempre scelto seguendo il cuore. “Ho girato Liberi tutti con Vendruscolo e Ciarrapico che sono persone deliziose, nella serie ho ritrovato Giorgio Tirabassi con cui avevo girato Squadra mobile” racconta “Credo che il nostro cinema abbia grandi opportunità di arrivare nel mondo, la precedenza non la darei alla tv perché anche un film piccolo – pensi al debutto di Alice Rohrwacher - può diventare importantissimo. Non è detto che per fare il viaggio del pianeta debba partire con presupposti grandi come quelli di Netflix che ti proietta in 190 paesi”.

Sempre fidanzata perfetta o brava ragazza, per Lana e Lilly Wachowski in Sense8, Bilello faccia d’angelo si è trasformata in una cattiva senza appello: “Mi sono inserita nel gruppo la seconda stagione”, spiega “alla prima lettura del copione mi sono sentita come quando a scuola arriva una new entry e tutti la fissano: ‘Guardate quella nuova’. Lana è formidabile, è difficile raccontarla, è magnetica creativa fuori controllo. Entrata in scena sul set di Sense8 ha gridato ‘Rolling’. Mi sono detta: ok va così, si parte subito. Poi mi ha spiegato: ‘Non si prova perché per me è la vita è quello che accade adesso’. Se uno conosce il suo cinema, se ha visto Matrix, sa come gira. Mi sono servite un paio di settimane per ambientarmi. Non avevo idea di poter essere così perfida: ho capito che i cattivi sono bambini a cui hanno tolto il giocattolo o il ciuccio. Se ti confronti con la ferita le cattiverie che puoi mettere in atto sono infinite. L’esperienza del set ti fa crescere, se non avessi girato Squadra mobile, 300 pose - lavoravamo anche la notte – se non avessi fatto la gavetta non ce l’avrei fatta. Serve memoria e resistenza fisica, gli americani non servono i pasticcini sul set”.


Oggi a 34 anni confessa che “non si è mai sentita bella o speciale. So che la bellezza dei vent’anni è potente, esplosiva... Passa. Mi trovo bella e gradevole nelle giornate in cui sono felice. In Curon non avevamo un filo di trucco, ero stanca, per esempio quando c’erano scene con la mia ombra ho un trucco pesante che trasfigura il personaggio”. Superato il lockdown, sta aspettando che escano i due film che ha girato: Made in Italy di James D’Arcy con Liam Neeson e Michael Richardson (figlio dell’attore e di Natasha Richardson, morta nel 2009). “Nessuno farà promozione, stanno puntando a distribuirlo nei drive in e nei cinema che riusciranno ad aprire il 5 agosto, in Italia sarà distribuito da Bim. E’ la storia molto bella di un padre e un figlio, Liam e Michael lo sono anche nella vita, che non hanno contatti da tempo. Arrivano in Italia per vendere una casa ereditata dalla defunta moglie e madre. Io interpreto Natalia, una chef del posto, è una commedia romantica con un retrogusto amato, L’altro film è Security di Peter Chelsom, dal romanzo di Stephen Amidon, l’autore di Il capitale umano. Un uomo che installa sistemi d’allarmi vuole scoprire la verità su un caso di molestie. Nel cast ci sono Marco D’Amore, Tommaso Ragno, Maya Sansa. Uscirà nel 2021”. Progetti? “Spero che si faccia la seconda stagione di Curon, volendo si può continuare, il finale è super aperto. Dipende da come reagirà il mondo. Il Sud America fa il tifo e conto sul Nord Europa”.