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Una veduta aerea della Horseshoe Bay, popolare spiaggia nelle Bermuda 

Il Paese più caro al mondo? Le Bermuda

Secondo l'annuale rapporto della Banca mondiale, nell'arcipelago nel Nord dell'Atlantico i prezzi sono più alti del 105% rispetto alla media mondiale. Dopo le Bermuda, la classifica globale dei luoghi più costosi vede sul podio Islanda, Norvegia, Svizzera e Isole Cayman
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Il Paese più costoso al mondo? Le Bermuda, secondo l'ultimo rapporto della Banca Mondiale che analizza l'economia mondiale comparando il livello dei prezzi dei singoli Paesi. Nell'arcipelago nel Nord dell'Atlantico, che è giuridicamente e amministrativamente un territorio d'oltremare britannico ed è considerato un paradiso fiscale, i prezzi sono più alti del 105% rispetto alla media mondiale.

Dopo le Bermuda ci sono l'Islanda, la Norvegia, la Svizzera e Isole Cayman. Sono Paesi ricchi, con un costo del lavoro molto alto e alcune sono isole, spendono cioè di più per importare materie prime, il che contribuisce a spingere in alto il costo di beni e servizi. I Paesi più economici invece sono l'Eritrea, 76% in meno rispetto alla media mondiale, l'Egitto, l'Ucraina, il Sudan, il Kirghizistan. 

L'analisi dell'International Comparison Program della Banca Mondiale dà una misura di quello…
Il Paese più costoso al mondo? Le Bermuda, secondo l'ultimo rapporto della Banca Mondiale che analizza l'economia mondiale comparando il livello dei prezzi dei singoli Paesi. Nell'arcipelago nel Nord dell'Atlantico, che è giuridicamente e amministrativamente un territorio d'oltremare britannico ed è considerato un paradiso fiscale, i prezzi sono più alti del 105% rispetto alla media mondiale.

Dopo le Bermuda ci sono l'Islanda, la Norvegia, la Svizzera e Isole Cayman. Sono Paesi ricchi, con un costo del lavoro molto alto e alcune sono isole, spendono cioè di più per importare materie prime, il che contribuisce a spingere in alto il costo di beni e servizi. I Paesi più economici invece sono l'Eritrea, 76% in meno rispetto alla media mondiale, l'Egitto, l'Ucraina, il Sudan, il Kirghizistan. 

L'analisi dell'International Comparison Program della Banca Mondiale dà una misura di quello che si può comprare in ogni singolo Paese con la moneta locale e pesa l'economica del mondo utilizzando come unità il Ppp, purchasing power parities, la parità di potere di acquisto, l'indice che permette di confrontare i livelli dei prezzi. Il Pil basato su questo indicatore può rivelare differenze interessanti nella ricchezza delle nazioni e dei loro cittadini, prestando attenzione ad alcune variabili.  

Nel 2017, per esempio, il reddito medio di un egiziano è stato di 2.200 dollari, quello di un giapponese di circa 31mila dollari, ma questo non vuole dire che i cittadini di Tokyo possano acquistare dieci o dodici volte la quantità di cose che può acquistare un abitante del Cairo perché i prezzi di beni e servizi variano in maniera consistente tra i due Paesi: in Giappone il costo della vita è cinque volte più alto che in Egitto.

Cina e Stati Uniti: un terzo dell'economia globale 

La Banca mondiale analizza il livello dei prezzi tenendo conto delle statistiche nazionali sul costo di alcuni beni, per esempio il grano o gli elettrodomestici ma poi li elabora considerando anche i beni che in ogni Stato vengono acquistati di più e le politiche dei prezzi. Nel Regno Unito, per esempio, il costo dei trasporti è più alto del 39% rispetto alla media mondiale. 

Vista con la lente dell'indice Ppp, l'economia globale è divisa più o meno equamente tra Paesi ad alto reddito e economie a medio reddito, mentre quelle a basso reddito contribuiscono solo all'1 percento del Pil globale, dice l'istituto. "Gli Stati Uniti sono rimasti l'economia con il più alto livello di consumo pro capite, a quasi 45mila dollari in termini di potere d'acquisto, oltre quattro volte la media mondiale", si legge nel rapporto. Anche da questa prospettiva la disuguaglianza tra le nazioni persiste, "con circa tre quarti della popolazione mondiale che vive nelle economie dove il reddito e il consumo pro capite medi (nel 2017, ndr) erano inferiori alle rispettive medie globali che sono di 16.596 dollari e 10.858 dollari". 

Nel 2017, secondo la parità di potere d'acquisto, la "dimensione dell'economia mondiale è stata di circa 120 trilioni di dollari", se misurata invece in base i tassi di cambio del mercato questo valore scende a quasi 80 trilioni di dollari. Le due maggiori economie del mondo nel 2017 sono state Cina e Stati Uniti, "ognuna delle quali ha registrato un Pil basato sul Ppp di poco meno di 20 trilioni di dollari. Insieme, hanno rappresentato un terzo dell'economia globale".