Quest’estate centinaia di ragazzi in sei città torneranno a giocare e studiare insieme. Dopo mesi di lezioni impalpabili, seguite online a fatica, in tre su un telefonino usato a turno per vedere la professoressa, per cercare di fare i compiti e non rimanere indietro. Il Covid e le lezioni a distanza così difficili da seguire senza mezzi e in case sovraffollate hanno acuito ancora di più le differenze sociali nel nostro paese.
E così, per cambiare il futuro dei ragazzi, per dare un’opportunità a chi per nascita ne ha avute meno degli altri, parte Arcipelago educativo (www.arcipelagoeducativo.it), un progetto di Fondazione Agnelli con "Save the children"90 e con fondazione Bolton Hope. L’obiettivo è dichiarato: usare questi mesi prima della riapertura delle scuole come un’opportunità educativa e di gioco. “Settimane per ritrovarsi tra bambini e ragazzi con gli educatori e recuperare socialità e legami, ma anche riguadagnare il tempo, le lezioni, le nozioni non apprese anche perché secondo i nostri dati un terzo dei ragazzi ha perso contatto con la scuola durante i giorni del coronavirus” spiegano alla Fondazione Agnelli che ha studiato il progetto pilota per contrastare la povertà educativa, favorendo il consolidamento e il recupero degli apprendimenti e delle competenze di base, la relazionalità tra pari e un più adeguato clima educativo in famiglia.
Un'iniziativa che, nelle intenzioni, dovrebbe diventare un appuntamento estivo annuale “anche perché il progetto nasce dalla consapevolezza che la chiusura prolungata delle scuole in estate comporta spesso un deterioramento degli apprendimenti di bambini e ragazzi (summer learning loss)”.
Il progetto è gia partito ad Aprilia e prenderà il via nei prossimi giorni a Torino, Milano, Venezia Mestre, Napoli e Bari col coinvolgimento di cinquecento scelti da 13 istituti in 35 plessi di elementari e medie. Ogni ragazzo avrà in media dodici ore settimanali seguite da un educatore in presenza e online oltre ai momenti di gioco, il tutto in otto centri educativi promossi da "Save the children". Un progetto fatto quasi su misura, messo a punto in collaborazione con le scuola dalle quali provengono i giovani, che li conoscono, sanno quali sono le loro debolezze, i loro punti di forza, in qualche materie hanno bisogno di maggior aiuto.
Uno dei pilastri, oltre la collaborazione con le scuole e il rapporto con le famiglie dei ragazzi: tutte saranno invitate a sottoscrivere un patto di corresponsabilità quale impegno a sostenere il percorso educativo dei figli durante la partecipazione al progetto. Inoltre, i genitori stessi saranno i destinatari di un intervento “leggero” di informazione e formazione attraverso messaggi di testo (sms, whatsapp), basato sui principi del nudging (la spinta gentile) per migliorare il contesto educativo familiare.
“Ridurre la perdita di conoscenze e competenze di base dopo la lunga chiusura delle scuole – ha detto Andrea Gavosto, direttore di Fondazione Agnelli – è fondamentale, non soltanto oggi. Già ogni anno la pausa estiva porta un deterioramento degli apprendimenti (summer learning loss), in particolare per i minori che hanno minori risorse materiali e culturali. L’emergenza del Covid 19 e la sospensione delle attività didattiche in presenza hanno accentuato il fenomeno: in altri paesi la perdita di apprendimenti legata al lockdown delle scuole è compresa fra il 30 e il 50%. Il rischio di conseguenze anche irreparabili soprattutto per gli studenti più fragili è dunque grave. La Fondazione Agnelli da anni denuncia i divari di apprendimento e le disuguaglianze di opportunità formative nel nostro Paese. Lo fa con rapporti di ricerca, ma anche collaborando con le scuole e altre istituzioni del terzo settore per dare risposte sul campo. La coprogettazione scientifica di Arcipelago Educativo e il contributo economico per la realizzazione del progetto sono un nuovo capitolo della nostra collaborazione con Save the Children.
I dati di Save the children, che da anni lavora nei quartieri disagiati con i più giovani, raccontano infatti che questo inverno durante la pandemia circa un bambino su cinque ha incontrato maggiori difficoltà a fare i compiti e uno su 10 di età tra 8 e 11 anni non seguiva mai le lezioni a distanza o lo faceva meno di una volta a settimana. Tanto che il 60% per cento dei genitori diceva che i figli avrebbero avuto bisogno di aiuto, di un supporto quando fossero tornati in classe. Anche perche, secondo i dati Istat, 4 minori su 10 vivono in abitazioni sovraffollate senza spazi per studiare, il 12,3% non ha un computer o un tablet in casa per seguire le lezioni a distanza, che arriva al 20% a Sud.
“La crisi ha colpito i bambini su due fronti: da un lato con il drastico impoverimento delle famiglie e, dall’altro, con un vero e proprio black out educativo per i tanti che non hanno fruito della didattica a distanza”, ha dichiarato Raffaela Milano, direttrice programmi Italia-Europa Save the Children. “La povertà educativa rischia di dilagare, bloccando sul nascere i percorsi di crescita e le aspirazioni per il futuro di tantissimi ragazzi e ragazze.”
E così, per cambiare il futuro dei ragazzi, per dare un’opportunità a chi per nascita ne ha avute meno degli altri, parte Arcipelago educativo (www.arcipelagoeducativo.it), un progetto di Fondazione Agnelli con "Save the children"90 e con fondazione Bolton Hope. L’obiettivo è dichiarato: usare questi mesi prima della riapertura delle scuole come un’opportunità educativa e di gioco. “Settimane per ritrovarsi tra bambini e ragazzi con gli educatori e recuperare socialità e legami, ma anche riguadagnare il tempo, le lezioni, le nozioni non apprese anche perché secondo i nostri dati un terzo dei ragazzi ha perso contatto con la scuola durante i giorni del coronavirus” spiegano alla Fondazione Agnelli che ha studiato il progetto pilota per contrastare la povertà educativa, favorendo il consolidamento e il recupero degli apprendimenti e delle competenze di base, la relazionalità tra pari e un più adeguato clima educativo in famiglia.
Un'iniziativa che, nelle intenzioni, dovrebbe diventare un appuntamento estivo annuale “anche perché il progetto nasce dalla consapevolezza che la chiusura prolungata delle scuole in estate comporta spesso un deterioramento degli apprendimenti di bambini e ragazzi (summer learning loss)”.
Il progetto è gia partito ad Aprilia e prenderà il via nei prossimi giorni a Torino, Milano, Venezia Mestre, Napoli e Bari col coinvolgimento di cinquecento scelti da 13 istituti in 35 plessi di elementari e medie. Ogni ragazzo avrà in media dodici ore settimanali seguite da un educatore in presenza e online oltre ai momenti di gioco, il tutto in otto centri educativi promossi da "Save the children". Un progetto fatto quasi su misura, messo a punto in collaborazione con le scuola dalle quali provengono i giovani, che li conoscono, sanno quali sono le loro debolezze, i loro punti di forza, in qualche materie hanno bisogno di maggior aiuto.
Uno dei pilastri, oltre la collaborazione con le scuole e il rapporto con le famiglie dei ragazzi: tutte saranno invitate a sottoscrivere un patto di corresponsabilità quale impegno a sostenere il percorso educativo dei figli durante la partecipazione al progetto. Inoltre, i genitori stessi saranno i destinatari di un intervento “leggero” di informazione e formazione attraverso messaggi di testo (sms, whatsapp), basato sui principi del nudging (la spinta gentile) per migliorare il contesto educativo familiare.
“Ridurre la perdita di conoscenze e competenze di base dopo la lunga chiusura delle scuole – ha detto Andrea Gavosto, direttore di Fondazione Agnelli – è fondamentale, non soltanto oggi. Già ogni anno la pausa estiva porta un deterioramento degli apprendimenti (summer learning loss), in particolare per i minori che hanno minori risorse materiali e culturali. L’emergenza del Covid 19 e la sospensione delle attività didattiche in presenza hanno accentuato il fenomeno: in altri paesi la perdita di apprendimenti legata al lockdown delle scuole è compresa fra il 30 e il 50%. Il rischio di conseguenze anche irreparabili soprattutto per gli studenti più fragili è dunque grave. La Fondazione Agnelli da anni denuncia i divari di apprendimento e le disuguaglianze di opportunità formative nel nostro Paese. Lo fa con rapporti di ricerca, ma anche collaborando con le scuole e altre istituzioni del terzo settore per dare risposte sul campo. La coprogettazione scientifica di Arcipelago Educativo e il contributo economico per la realizzazione del progetto sono un nuovo capitolo della nostra collaborazione con Save the Children.
I dati di Save the children, che da anni lavora nei quartieri disagiati con i più giovani, raccontano infatti che questo inverno durante la pandemia circa un bambino su cinque ha incontrato maggiori difficoltà a fare i compiti e uno su 10 di età tra 8 e 11 anni non seguiva mai le lezioni a distanza o lo faceva meno di una volta a settimana. Tanto che il 60% per cento dei genitori diceva che i figli avrebbero avuto bisogno di aiuto, di un supporto quando fossero tornati in classe. Anche perche, secondo i dati Istat, 4 minori su 10 vivono in abitazioni sovraffollate senza spazi per studiare, il 12,3% non ha un computer o un tablet in casa per seguire le lezioni a distanza, che arriva al 20% a Sud.
“La crisi ha colpito i bambini su due fronti: da un lato con il drastico impoverimento delle famiglie e, dall’altro, con un vero e proprio black out educativo per i tanti che non hanno fruito della didattica a distanza”, ha dichiarato Raffaela Milano, direttrice programmi Italia-Europa Save the Children. “La povertà educativa rischia di dilagare, bloccando sul nascere i percorsi di crescita e le aspirazioni per il futuro di tantissimi ragazzi e ragazze.”