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Le Treme Tettuccio di Montecatini 

Tra terme e bellezze architettoniche: Montecatini si candida a patrimonio Unesco

Non solo i benefici delle sue acque ma anche i tanti interventi artistici che dal 1700 agli anni Trenta del Novecento l'hanno resa il salotto di nobiltà e celebrità: oggi la città giardino toscana con i suoi itinerari che ne raccontano la storia fa parte del gruppo “Great Spas of Europe” con altre dieci località termali di sette Stati europei. Insieme sono candidate per l'ambito riconoscimento dell'Organizzazione delle Nazioni Unite
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Nell’Ottocento il viale dei Bagni era una passerella di re e regine, politici, attori, ballerine e cardinali. Per ventitré anni consecutivi Giuseppe Verdi scelse Montecatini per le sue vacanze, ci capitava anche Vittorio Emanuele che aveva la sua stanza all’interno delle Terme. Secoli di storia e un oro trasparente che si chiama acqua termale, hanno fatto viaggiare il nome di questa città toscana nel mondo. Salute e benessere, ma anche arte, architetture liberty abbinate a grandi spazi verdi dove meditare e passeggiare.

Adesso Montecatini si candida, unica città termale italiana, a diventare patrimonio dell’Unesco. Lo fa proponendosi con una rosa di altre dieci città termali di sette Stati europei, il gruppo “Great Spas of Europe”, un sito di cui fanno parte: Baden bei Wien (Austria), Spa (Belgio), il Triangolo termale della Boemia formato da Karlovy Vary, Frantiskovy Lazne e Marianske Lazne (Repubblica Ceca), Vichy (Francia),…
Nell’Ottocento il viale dei Bagni era una passerella di re e regine, politici, attori, ballerine e cardinali. Per ventitré anni consecutivi Giuseppe Verdi scelse Montecatini per le sue vacanze, ci capitava anche Vittorio Emanuele che aveva la sua stanza all’interno delle Terme. Secoli di storia e un oro trasparente che si chiama acqua termale, hanno fatto viaggiare il nome di questa città toscana nel mondo. Salute e benessere, ma anche arte, architetture liberty abbinate a grandi spazi verdi dove meditare e passeggiare.

Adesso Montecatini si candida, unica città termale italiana, a diventare patrimonio dell’Unesco. Lo fa proponendosi con una rosa di altre dieci città termali di sette Stati europei, il gruppo “Great Spas of Europe”, un sito di cui fanno parte: Baden bei Wien (Austria), Spa (Belgio), il Triangolo termale della Boemia formato da Karlovy Vary, Frantiskovy Lazne e Marianske Lazne (Repubblica Ceca), Vichy (Francia), Bad Ems, Baden Baden e Bad Kissingen (Germania), Bath (Regno Unito), oltre appunto a Montecatini. Le “grandi terme d’Europa” sono una testimonianza e un viaggio nella storia pionieristica delle città che dal 1700 agli anni Trenta viene raccontata anche con straordinari interventi artistici, architettonici e culturali. Quelle città hanno insomma fatto da apripista al moderno turismo termale.

 “L’emergenza Covid ha fatto slittare i tempi, ma a maggior ragione dopo l’emergenza sanitaria, crediamo molto in questo percorso con l’Unesco per rilanciarci”, spiega il sindaco Luca Baroncini che è il successore al governo di Montecatini dopo Giuseppe Bellandi da cui il complicatissimo iter per la candidatura ha preso il via grazie anche alla costanza dell’ex consigliera comunale, l’architetto Beatrice Chelli e ad altri collaboratori. Certo, le acque curative e piene di minerali di Montecatini sono un patrimonio da proteggere e permettono numerosi trattamenti a cominciare dalla cura idropinica (bere queste acque dà benefici al fegato, all’intestino, alle articolazioni) per finire con massaggi, saune, fanghi, bagni ozonizzanti e trattamenti anti-age.

Quelle acque, conosciute fin dall’epoca romana, vedono sorgere il primo stabilimento termale nel diciottesimo secolo, ma è ai primi del Novecento che il progetto di trasformazione in città giardino trova la sua attuazione con il rilancio di questa città in provincia di Pistoia. Diversi gli itinerari per chi passa da quelle parti: irrinunciabile una visita alle terme del Tettuccio progettate su incarico del granduca Pietro Leopoldo e poi restaurate negli Anni Venti del Novecento ispirandosi a modelli tardo rinascimentali o alle terme Regina con i suoi grandi porticati, o all’Excelsior nato nel 1907 per ospitare il Casinò e poi trasformato in un caffè concerto prima di diventare uno stabilimento termale. Poi ci sono Redi o le Leopoldine (anticamente chiamate Bagno de Merli o della Rogna) restaurate queste ultime nel 2008 con un progetto di Massimiliano Fuksas.

Tutti gli stabilimenti sono immersi nel verde dei loro parchi. Montecatini è la seconda città della toscana per numero di visitatori (oltre un milione e 800 mila turisti all’anno) può contare su undici sorgenti (tra i 24 e i 33 gradi) anche se soltanto sei sono importanti per le cure idropiniche. Naturalmente la sua economia è stata molto colpita dall’emergenza Covid, ma nell’estate in cui siamo reduci da mille paure e magari non ce la sentiamo di andare lontano, proprio Montecatini potrebbe essere una meta per combinare salute e benessere: “Le nostre acque termali rafforzano le difese immunitarie”, dice l’ex sindaco Bellandi che è anche medico.
La Bellezza, pannello in ceramica di Basilio Cascella 

Nel suo viaggio per diventare patrimonio dell’Unesco, Montecatini ha inserito altre bellezze del suo territorio, dalla città alta (collegata con una funicolare) al tennis Torretta, affascinante edificio del 1925 con quattro campi in terra rossa davanti ai quali c’è un elegante edificio realizzato da Ugo Giovannozzi, il Cinema imperiale con la cupola in cemento armato progettata dall’architetto Pier Luigi Nervi o l’hotel La Pace che dagli anni Venti dispensa lussi nelle sue stanze e alla sua tavola. Quanto ai tempi per sapere il responso della candidatura, l’incertezza regna sovrana. Le voci più gettonate parlano di uno slittamento al 2021, ma molto dipenderà dall’evoluzione del contagio da coronavirus.